Divinitas Verbi. Quaderni di epistemologia teologica

Layout 1Negli anni ’50 il grande teologo italiano mons. Antonio Piolanti (1911-2001) fondò a Roma la rivista di teologia Divinitas, la quale in oltre 60 anni di vita è rimasta sempre fedele, contro venti e maree, alle sue nobili radici programmatiche: da un lato la difesa scientifica e argomentata della fede cattolica, e dall’altro l’analisi critica ed equilibrata delle correnti teologiche e filosofiche contemporanee, in rapporto alla vera dottrina del Vangelo (cf. Gv 7,16 e 1 Tm 6,20).

A partire dal 2000, è stato mons. Brunero Gherardini a dirigere la rivista, dandole nuovo lustro e aprendola a numerose collaborazioni internazionali. Gherardini, come solitario profeta nel deserto, ha altresì indirizzato la rivista sulla strada dell’analisi e della confutazione sistematica delle aberrazioni di oggi, come lo sono certamente il fideismo, lo pseudo-razionalismo e il sentimentalismo religioso.

Per la sua franchezza di posizionamento, ed anche a causa di pressioni indebite e vili, la rivista è stata messa però a tacere proprio da chi a parole dice di volere il pluralismo mentre nei fatti auspica il conformismo teologico ed ecclesiale, sulla base di una ermeneutica del dissenso, della rottura e del dinamismo illimitato, chiamato per antifrasi “Tradizione vivente”.

Così, il filosofo cattolico Antonio Livi (Prato, 1938), assai noto per le sue molteplici pubblicazioni scientifiche, si è preso la briga di recuperare alcuni dei collaboratori della storica rivista romana, e soprattutto di portarne avanti le buone battaglie in difesa sia della fede che della stessa scienza teologica, fondando alcuni mesi fa Divinitas Verbi (Roma, edizioni Leonardo da Vinci, pagine 162, € 20).

Il primo numero di una serie di quaderni a cadenza semestrale, uscito nel giugno di quest’anno, comporta alcuni saggi di tutto rispetto, oltre all’ampia presentazione del direttore stesso (pp. 7-24). Mons. Livi, anche mettendo in luce i paradossi logici dei sostenitori della tesi (della possibilità) del papa eretico, spiega che lo spirito della nuova pubblicazione sarà quello di analizzare la teologia, specie quella più diffusa ed egemone, alla luce del Magistero perenne, e mai il contrario. In tal senso, i Quaderni di Divinitas Verbi “intendono continuare [il lavoro pluridecennale di Divinitas] con la medesima acribia scientifica e con la medesima fedeltà, non solo al depositum fidei ma anche all’autorità di chi, per disposizione di Cristo stesso, deve custodirlo e interpretarlo autenticamente” (p. 13).

In questo primo volume, dedicato globalmente a “Teologia e Magistero oggi”, figurano i contributi di padre Serafino Lanzetta sul carattere eminentemente pastorale del Vaticano II (pp. 27-58), del Direttore Livi sul rifiuto e sull’esaltazione del Magistero nella teologia post-conciliare (pp. 59-85), del prof. Ignazio Andereggen sull’Amoris Laetitia (pp. 87-99) e il saggio del filosofo Enrico Maria Radaelli sulla rapporto tra Magistero e dogmatica (pp. 101-136). Fanno seguito alcune recensioni e segnalazioni di testi utili al sano discernimento della fede (di Piero Vassallo, Fabrizio Renzi, p. Lanzetta).

Certo, non tutti i cattolici sono chiamati allo studio sistematico e approfondito della teologia cristiana, e possiamo altresì affermare che l’amor di Dio e di Cristo superano, per merito perfezione e plusvalore assiologico, tutte le più raffinate teologie e filosofie mai esistite nella storia. D’altra parte, conoscere Dio attraverso lo studio, la meditazione, l’approfondimento biblico-teologico e la natura stessa degli esseri creati, è un grandissimo movente verso l’amore di Lui.

La teologia dunque sarà sempre ancella e serva di quella fede che – sola – salva dal mal di vivere e dalla morte. Essa però resterà anche, contemporaneamente, la regina di tutte le scienze, avente l’Oggetto più elevato e più desiderabile che esiste.

Non possiamo che consigliare ai lettori l’acquisto del volume anche attraverso la casa editrice Leonardo da Vinci.

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