Co-genitori gay separati, l’unico divorzio che ci piace

divorzigay

di Tommaso Scandroglio.

Un divorzio può essere salutato felicemente? Sì, se corrisponde alla procedura civile di scioglimento di un “matrimonio” omosex oppure di una unione civile, perché in questo caso si rompe una unione contraria alla morale naturale.

E dunque apprendiamo con piacere che Claudio Rossi Marcelli e il compagno Manlio Sanna, uniti civilmente in Svizzera nel 2011, si sono giuridicamente separati. Voi chiederete: e chi saranno mai questi due perché se ne parli? Tra i due quello noto è Rossi Marcelli, attivista gay, autore del libro E il cuore salta un battito dove racconta la relazione con Manlio e curatore per l’Internazionale di una rubrica di consigli per i padri, lui che ha affittato ben tre volte l’utero di una donna e acquistato ovociti di un’altra donna per avere una triade di pargoli: due gemelle, Maddalena e Clelia, concepite con i gameti di Rossi e un bambino, Bartolomeo, con quelli di Sanna. A proposito di consigli, il primo da dare ad un padre sarebbe: fai un figlio con tua moglie alla vecchia maniera.

Di questa coppia scoppiata si parla perché Rossi Marcelli è una icona del mondo arcobaleno: uno dei primi ad uscire allo scoperto raccontando la sua relazione omosessuale, ad avere figli in locazione e a battersi per le unioni civili in Italia. Ed ecco la delusione, quell’arcobaleno diventa grigio topo: l’unione civile si è rotta. La giustificazione di questa disfatta è presto servita: “Noi non eravamo né migliori né peggiori degli altri. E oggi sento di poter trasmettere ancora lo stesso messaggio, ai nostri bambini prima che a tutti gli altri: siamo una coppia come tutte le altre, e le coppie a volte si lasciano”. Ciò a voler dire: matrimonio etero ed omo, tanto che anche per gli uniti civilmente è contemplata la separazione.

Ma questo sarà vero in punta di diritto, ma meno sotto il profilo sociologico. Infatti, come avevamo già illustrato a suo tempo, i divorzi gay sono più frequenti e precoci di quelli etero. E la Svizzera non fa eccezione. E’ la relazione omosessuale ad essere per sua natura più precaria e fragile di quella etero.

Rossi Marcelli comunica così il suo cordoglio per la fine dell’unione civile: “Dopo un lento ma inesorabile cambiamento del nostro rapporto che non siamo riusciti a fermare, abbiamo deciso di continuare da amici. E da co-genitori. Perché, anche se io e lui non siamo più una coppia, noi cinque restiamo una famiglia”. Dunque, come detto, noi ci rallegriamo che un passo verso la giusta direzione si sia fatto e che quindi il civile patto gay si sia sciolto. Ma come la mettiamo con i figli?

Queste creature hanno avuto la mala sorte di essere state concepite in vitro, portate in grembo da una donna che non li crescerà e che geneticamente non è la loro madre, tolte dal genitore biologico e infine allevate in un ambiente privo della figura genitoriale femminile. E’ un bene ora per questi bambini che i due si siano separati? Da una parte certamente sì, perché perlomeno eviteranno di essere educati all’interno di una relazione omosessuale (posto che – mera chimera – i due non frequentino altri uomini). Su altro fronte, ma il danno potrebbe valere il vantaggio acquisito, oltre a tutti i drammi già subiti in precedenza ora patiranno le ripercussioni psicologiche che la separazione di certo comporterà: tensione tra i due, cambiamento di ritmi di vita, forse di abitazione, etc. In breve in tutta questa vicenda, come sempre accade quando si parla di figli di omogenitori, quelli che escono con le ossa rotte sono sempre loro: i bambini.

Curiosa infine l’espressione usata da Rossi: “co-genitori”. Ora da un punto di vista biologico e giuridico Rossi e Sanna sono genitori, punto e basta. E dunque perché aggiungere la particella “co”? Forse per sottolineare il fatto che entrambi si spenderanno, nonostante la separazione, per i loro figli? Che l’unione sopravvive almeno in riferimento alla loro educazione? Speriamo di no.

Altra perla: “anche se io e lui non siamo più una coppia, noi cinque restiamo una famiglia”. Da una parte Rossi rimarca uno slogan tipico del mondo LGBT: sono i fatti e non certo il matrimonio a generare una famiglia. E dunque avere tre figli in comune è avere una famiglia. Ma questo, anche da un punto di vista meramente empirico, è falso. Infatti le due gemelle sono legate geneticamente solo a Rossi e non a Sanna e, viceversa, Bartolomeo è figlio solo di quest’ultimo. Insomma non c’è legame alcuno, nemmeno giuridico ora, tra Rossi e Sanna, né tra i figli dell’uno e l’altro ex compagno. Su altro fronte quello che dice Rossi contraddice apertamente un altro slogan della cultura gay: è la relazione, seppur non riconosciuta, a costituire una famiglia. Ora la relazione non c’è più e quindi come si fa a parlare di famiglia?

Fonte: La nuova Bussola Quotidiana

Print Friendly, PDF & Email
Be Sociable, Share!
    News dalla rete
    • Gervasoni in esclusiva: “Ecco il destino del Governo, del M5S e dei moderati”

      Intervista di Federica Ciampa. “Il sovranismo è soprattutto un fenomeno di reazione culturale alla globalizzazione e a questa forma di progressismo, molto diversa da quella della vecchia sinistra: si tratta di un progressismo che difende le minoranze. Ne è un esempio la politica del PD, la quale è sostanzialmente tesa a favorire immigrati, gli LGBT e così via, alienandosi completamente rispetto alle simpatie delle classi popolari ed incarnando delle battaglie volte a cambiare la natura umana e la società: genitore 1, genitore 2, la famiglia arcobaleno. Si tratta di aspetti sociali che i vecchi comunisti non volevano assolutamente cambiare, perché anche loro credevano nella famiglia naturale, nel padre, nella madre, nei figli. In passato, quindi, la sinistra tendeva a voler almeno rappresentare la maggioranza ed il proletariato, il quale, ormai, vota stabilmente a destra” Leggi il seguito…

    • Omosessualità, la scuola dei teologi che cambia la dottrina

      di Stefano Fontana. Alla Facoltà teologica dell’Italia settentrionale non si insegna la dottrina tradizionale della Chiesa sull’omosessualità. È il caso del corso di Morale speciale del prof Fumagalli dove quello omosessuale è chiamato “amore”. Emerge così che niente è peccato, tutto è "grazia". Con questi corsi si formano i preti che diventeranno parroci e, alcuni di loro, vescovi. E la nuova morale della nuova Chiesa entrerà nelle diocesi dalla porta principale. Leggi il seguito…

    • Emilia Romagna. Spallone: Cattolici, mandate a casa il Governo più anticristiano della storia recente

      di Marco Tosatti. Il 26 Gennaio 2020, in Emilia Romagna si voterà per le elezioni politiche. No, nessun lapsus: quelle per il rinnovo del Consiglio Regionale e la scelta del Governatore sono, esattamente, elezioni politiche. La valenza politica di questa consultazione sopravanza di gran lunga il carattere locale, già di per sé di grande importanza. Ciò, per la sufficiente ragione data dall’inevitabile caduta dal governo nazionale in caso di prevalenza della candidata del centrodestra, sul governatore uscente, candidato della sinistra. Di questa realtà, oltre al mondo politico nazionale, sono perfettamente consapevoli le gerarchie ecclesiastico-politiche, in servizio permanente effettivo. Esempio di questo agitarsi è l’attivismo del Cardinale del capoluogo di questa Regione, la cui agenda è fitta di impegni per presentazioni libri, dibattiti di natura politica, interviste televisive in prima serata; insomma, tutto quello che un buon politico deve fare per sostenere le proprie idee politiche e la propria parte politica attualmente al governo regionale e nazionale. Leggi il seguito…

    • Dal Pci alla Casa d’Intolleranza

      di Marcello Veneziani. Dal vecchio Pci sorse una Casa d’Intolleranza. Benché sconfitta nelle urne e minoritaria nel Paese, esercita la sua intolleranza sui vivi e sui morti, sugli eletti e sui non allineati al politically correct, usa il passato come un’arma per colpire il presente, pone veti e divieti, presenta come reati le opinioni difformi, grazie a leggi ad hoc dei suoi governi. Si serve delle truppe d’assalto dei media e delle forze corazzate dei magistrati, per mettere sotto scacco e fuori legge i suoi nemici Leggi il seguito…