I radicali danno a Bergoglio la tessera del partito

di Francesco Boezi, Il giornale

I radicali italiani hanno preparato una tessera per Papa Bergoglio. Riccardo Magi e Alessandro Capriccioli, il primo segretario di Radicali Italiani, il secondo dei Radicali Roma, hanno rilasciato una nota in merito: “In occasione della ricorrenza del XX settembre, festa laica di liberazione civile e politica, abbiamo deciso di preparare per Papa Francesco le tessere di Radicali Italiani e di Radicali Roma”.

La tessera di Bergoglio mostrata sul sito de radicali

E ancora: “Ciò non soltanto in relazione alle posizioni assunte da Bergoglio sulla questione dei migranti,

e al suo esplicito sostegno alla nostra campagna “Ero Straniero” per il superamento della Bossi-Fini, ma anche in ragione di alcuni inviti da lui più volte espressi e tuttavia mai raccolti dai loro destinatari, uno su tutti la necessità che gli enti religiosi cessino la loro concorrenza sleale rispetto agli altri operatori economici e paghino le imposte come chiunque altro”. Un gesto che non sembrerebbe avere le sembianze di una provocazione. Con buona pace dello storico anticlericalismo. Papa Francesco, del resto, è un Pontefice molto apprezzato dai sostenitori della laicità più assoluta e i radicali non costituiscono di certo un’eccezione. La tessera, visibile sul sito dei Radicali italiani, sarebbe, in caso il Papa la accettasse, la numero 130.

Ma è solo la comunanza di posizioni in materia d’immigrazione a spingere il radicalismo italiano verso queste simpatie pontificie? La campagna “Ero staniero”, cui il comunicato dei radicali si riferisce tra i punti affrontati, coinvolge sia il partito in questione sia il Centro Astalli, la sede italiana del servizio dei Gesuiti per i rifugiati-Jrs. E padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, durante la presentazione della campagna promossa dai radicali italiani, si è espresso favorevolmente, si legge qui, rispetto alla necessità di rividere la Bossi-Fini: “Noi crediamo che sia urgente, da un lato, cambiare la Legge Bossi-Fini, dall’altro intervenire dal punto di vista culturale…”. Un altro obiettivo comune, poi, è il cambiamento della “narrazione sui migranti”. Insomma, tra i radicali italiani e alcune anime del cattolicesimo, pare esistere molto più di una convergenza tematica. La presenza stessa dei vertici del Centro durante la presentazione della campagna presentata da Emma Bonino, poi, suggerisce l’ipotesi dell’esistenza di una vicinanza ormai organica. Un’alleanza di cui, Papa Francesco, forse suo malgrado, finisce per rappresentare l’espressione mediatica. Era stato lo stesso Bergoglio, poi, a dichiarare apertamente il suo sostegno alla campagna “Ero straniero-l’umanità che fa bene”. La proposta dei radicali italiani e della Caritas, oltre ad una campagna culturale, prevede l’abolizione del reato di clandestinità previsto dalla Bossi-Fini, l’introduzione di canali legali per l’ingresso in Italia di lavoratori stranieri, l’istituzione di un permesso di soggiorno per “comprovata integrazione” e il diritto di voto per coloro che sono in possesso di un diritto di soggiorno di lungo periodo. La proposta di legge, come tradizione dei radicali, è di iniziativa popolare. Tra gli altri sostenitori della campagna, inoltre, ci sono Cgil, Fim Cisl, Federazione chiese Altromercato, Federazione Chiese evangeliche, Emergency, Arci, Acli, Casa della Carità e numerose altre sigle del mondo associativo e sindacale. Anche del cattolicesimo. Un’alleanza composita che non dovrebbe avere problemi a raggiungere l’obiettivo delle 50.000 mila firme necessarie. Papa Bergoglio, intanto, può iscriversi ufficialmente ai radicali.

Vedi anche:

Francesco, Bonino e Pannella,una strana sintonia

 

 

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