Si nasce Maestro?

Cara vecchia scuola …

Il Nonno materno, Ufficiale della Regia Marina Italiana, fu Segretario al Liceo Classico, amato e rispettato da Insegnanti ed Alunni fino alla sua morte. Tutti gli Insegnanti dipendevano da lui. A quel tempo, infatti, il Segretario calcolava e dava lo stipendio. Non accettò la tessera del partito Fascista perché amava la sua Patria. Nessuno penò mai di farglielo nemmeno pesare: lo rispettavano troppo. Il Nonno paterno, comandante di una batteria costiera, e prigioniero in Africa, lavorò sempre come maestro, vivendo nella scuola elementare del paese anche come suo custode (altri tempi). Mio Padre, benché sognasse la vita del giornalista e scrittore, e riuscì a coltivare quella passione come collaboratore di alcuni giornali, lavorò come Maestro e, poi, Insegnante alle medie ed alle superiori.

 

Mia Madre gli rimproverava di occupare troppo i bambini con il teatro, l’argilla, le farfalle e poco con Lingua e Matematica (discussioni di famiglia circa il lavoro). Fu un insegnate che non amava la scuola, eppure, godeva della fama di insegnate coscienzioso e competente. L’avevano salvato il suo senso del dovere e della responsabilità. Mia Madre (nella fotografia, in basso, con i suoi alunni) si innamorò, invece, di questo lavoro fin dalle elementari. Impazziva per la sua maestra dolce e premurosa, che ammirava anche per le unghie laccate di rosso. A sua volta maestra tutta la vita, non mancò mai di dipingersi le unghie di rosso, felice tra i suoi bimbi, anche con le pluriclassi di quaranta alunni …

Tremenda la mia prozia materna, Mariannina, in basso a destra. Maestra vecchio stampo. Gli alunni si dice preferissero girare l’angolo, piuttosto che incontrarla. Dura ed inflessibile. Non mancò un giorno da scuola. Io le volevo un gran bene, ma lei guai a dimostrare di ricambiarlo. Alla fine, io, dopo anni di lavoro nel sociale, ho voluto girare pagina ed insegnare. Gli ultimi otto anni, da responsabile del personale in una benemerita cooperativa sociale, mi erano divenuti estenuanti: troppe carte e sempre meno contatto con le persone e la conoscenza. Ho avuto la possibilità e l’incoscienza di fare il maestro, ed eccomi qui, nella difficile scuola italiana, dove i bambini, però, ci sono ancora, insieme a tante maestre. Desiderose di volare con loro come fan le farfalle e, tra poco, si ricomincia: … la Campanella … !!! Quella, almeno, non è cambiata!

 

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