Musica, teatro e santità femminile alla Chiesa Nuova di Roma

nav-chiesa-nuova-da-m10Se c’è una figura teatrale e persino cinematografica nel cattolicesimo moderno, questa è senza dubbio quella del fiorentino, divenuto però romano sin nel midollo, Filippo Neri (1515-1595). La sua vita, 500 anni dopo, si legge ancora come una simpatica avventura, tutta piena di fatti, fatterelli e aneddoti vissuti dal santo e dai suoi giovani seguaci nei rioni più tipici della Roma barocca, come si vede dalle interpretazioni televisive di Gigi Proietti (2010) e di Johnny Dorelli (1983).

Ma san Filippo oltre che un “giullare di Dio” e un amico dei giovani, fu anche un gran maestro di spiritualità, un mistico ed un fondatore-superiore di un illustre e forse poco noto istituto religioso: la Congregazione dell’Oratorio, eretta da Gregorio XIII nel 1575.

Tra gli innumerevoli ordini religiosi della cattolicità, l’Oratorio non ha mai spiccato per la popolarità, come ad esempio i francescani, i benedettini e i domenicani, o per il prestigio culturale e socio-politico, come i gesuiti. Oggi però, l’Oratorio di s. Filippo si pone tra gli istituti cattolici, come uno dei più fiorenti e fedeli al carisma del fondatore, che consiste, tra l’altro, nell’elevare le anime divertendo e nel divertire spiritualizzando.

Proprio in questo spirito, padre Ivan Quintavalle, sacerdote romano dell’Oratorio, ha organizzato uno spettacolo teatrale-musicale in tre serate, dal 5 al 7 luglio (con ingresso alle 21), presso la cornice unica del chiostro del Borromini a Roma, presso santa Maria in Vallicella, più conosciuta come la Chiesa Nuova, in cui riposa tra l’altro il corpo del fondatore.

Le tre serate sono dedicate a tre grandi figure della storia, della cultura europea e della cristianità: s. Ildegarda di Bingen (1098-1179), s. Giovanna d’Arco (1412-1431) e s. Teresa Benedetta della Croce (1891-1942), più nota come Edith Stein.

Nella presentazione dell’evento che si intitola “BELLEDONNE, la santità al femminile in musiche e parole”, si dice che “la testimonianza di vita e la profondità intellettuale di queste donne così diverse e lontane nel tempo, costituiscono il filo conduttore di queste serate in cui il teatro, la musica e la videoarte, si fonderanno per creare tre esperienze totali”. A base di musica dal vivo, con violino oboe ed altri effetti sonori.

Infondo, il sacerdote-regista padre Ivan scegliendo tre figure di epoche strettamente diverse (il periodo medievale, gli albori della modernità e il Novecento) ha inteso significare che è sempre possibile condurre una vita giusta e buona, e che in qualunque condizione storica potremmo fare della nostra vita “un’opera d’arte”.

Il fascino che emana ancora oggi da una scrittrice-mistica come Ildegarda (i cui libri sono costantemente ristampati), o dalla eroica soldatessa e Pulzella di Francia, o dalla filosofa-martire di Auschwitz, sono la prova che sempre e in ogni circostanza è possibile servire e non servirsi degli altri e dell’umanità.

L’estate romana, stracolma di eventi frivoli e pseudo-culturali, ha bisogno di momenti come questo per rianimarsi e davvero illuminarsi d’Immenso.

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