In Spagna la legge LGBT copia Stalin, Hitler o Castro per usurpare la patria potestà.

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La storia della settimana, da ACTUALL, quotidiano spagnolo di informazione online, direttore Alfonso Basallo – 14 luglio 2017

(Anche se per molti italiani questo è il tempo delle vacanze, non sono però diminuiti i problemi irrisolti, come quello di un’immigrazione ancora fuori controllo, della disoccupazione giovanile, della povertà in crescita, della poca credibilità dei nostri politici, del degrado sociale e degli incendi, ma anche di un’Unione Europea che pare disgregarsi ogni giorno di più. Anche la Chiesa cattolica sta passando un momento di grande prova.

Presi come siamo da tali preoccupazioni, molti purtroppo non si stanno accorgendo del fatto che si sta imponendo sempre più negli stati dell’Occidente un nuovo e più subdolo, ma non meno devastante e pericoloso, totalitarismo, che sembra aver spostato la sede della ragione dal cervello al sotto cintola. Mi pare ovvio prevedere che una ragione scesa tanto in basso, non solo non risolverà i problemi più importanti, ma creerà maggiori sofferenze dei totalitarismi del secolo scorso. Ci spiegherà il perché questo ottimo reportage di Actuall. Nota del traduttore).

Che i genitori non abbiano diritti sull’educazione dei figli non è un’invenzione della legge mordaza LGBT di Podemos. Questa cattiva invenzione era già applicata nella Russia di Stalin, nella Germania di Hitler o nella Cuba di Fidel,

in cui l’educatore era lo Stato, non i genitori.

Di Pedro Fernandez Barbadillo

Fino a poco tempo fa il compito di controllare l’educazione dei figli era una caratteristica dei regimi totalitari, come il comunismo in URRSS, in Cina e a Cuba, e nel nazismo del III Reich.

Da qualche anno però, diversi regimi travestiti da democrazia, minacciano di togliere questo potere ai genitori, se essi non li educano come vuole lo Stato. Questo avviene con l’introduzione delle leggi LGBT, che toccano un aspetto tanto personale e delicato come la sessualità.

Il bolscevico Gregori Zinoviev, compagno di Stalin (poi da quest’ultimo assassinato), diede la consegna che poi fu adottata da tutti i totalitarismi del XX secolo: “È importante che ci impossessiamo a qualsiasi costo dell’anima dei bambini”. E lo realizzarono molto bene.

Oltre all’epurazione di maestri e professori, all’eliminazione degli antichi testi, l’introduzione di peculiari metodi pedagogici, l’elaborazione di nuovi contenuti. Così, mentre tutta la storia si interpretava in chiave di lotta tra gli oppressori e gli oppressi, e la scienza era squalificata come borghese, nella scuola venivano inculcati indirizzi politici che portavano all’odio verso il nemico di classe e verso coloro che non accettavano la politica dell’URRSS.

I Bolscevichi inoltre riempivano il tempo libero degli alunni con gli esercizi ginnici dei Pionieri, che è ancora utilizzato per inculcare nei giovani dei partiti comunisti al potere il “verbo” marxista (e lo utilizza ancora il Partito Comunista Portoghese), ed è una organizzazione dello Stato in Cuba, Vietnam, Corea del Nord e altri “paradisi socialisti”

I bambini fra i 10 e i 14 anni, che erano gestiti da queste organizzazioni, dopo la vittoria dei bolscevichi e la loro espansione nella Guerra Civile russa del 1939, superava il milione di membri.

Tanto nelle scuole come fra i Pionieri, il potere premiava i buoni rivoluzionari, mentre venivano esclusi gli studenti che avevano la sfortuna di provenire da famiglie borghesi o aristocratiche, addestrandoli all’uso della delazione. Un ragazzo di 13 anni, Pavel Morozov, appartenente alla gioventù stalinista, nel 1932 denunciò suo padre per tradimento. (Consiglio, a tal proposito, di guardare la documentazione fotografica contenuta nell’articolo originale, il cui link è alla fine della traduzione. Ndt).

Furono frequenti negli anni 20 e 30 i casi di bambini che denunciavano i loro genitori come controrivoluzionari, trozkisti o sabotatori. Il più famoso fu Pavel Morozov, che nel 1932, all’età di 13 anni, denunciò suo padre per tradimento. Il bambino venne assassinato dai suoi parenti, e l’URRSS di Stalin lo trasformò in martire e modello da imitare. Di questo fatto ci sono ritratti, francobolli e anche un film.

Il pedagogo sovietico A. S. Makarenko, nel suo libro intitolato “Un libro per i poteri”, ha scritto che: “La famiglia non è un collettivo rinchiuso in se stesso, come la famiglia borghese”, ma è una parte organica della società sovietica. E qualsiasi tentativo essa faccia per costruire la sua propria esperienza, indipendentemente dalle esperienze morali della società, finisce con l’essere. un campanello d’allarme discordante e sproporzionato. I nostri genitori hanno un’autorità, ma si tratta unicamente di un riflesso dell’autorità sociale”.

E conclude con questa frase che dimostra che i figli, in uno stato totalitario, appartengono al Potere: “Nel concedere una certa quantità di autorità sociale, lo Stato sovietico chiede al cittadino di educare correttamente i futuri cittadini”.

Qualche ingenuo può pensare che questo incubo sia terminato con la morte di Stalin, nel 1953, ma lo stesso Kruschev organizzò l’educazione di tutti i bambini dell’URRSS in appositi collegi, separati dai genitori.

Per fortuna questo progetto non si realizzò, anche se nei centri educativi l’indottrinamento, la delazione e la menzogna, si mantennero fino al fallimento del regime comunista.

I nazional-socialisti tedeschi, quando raggiunsero il potere, applicarono gli stessi metodi dei bolscevichi. Nel 1933 Hitler disse: “Tuo figlio, fin da adesso, ci appartiene. Chi sei tu (padre), che vai verso la tua fine, mentre i tuoi figli vedono già il mondo nuovo? Fra poco tempo non conosceranno nessun altro assoluto”. (se non lo Stato. Ndt).

I nazisti, imitando in questo campo, come in tanti altri, i bolscevichi, manipolarono l’educazione dei giovani, inquadrandoli in diverse organizzazioni. Si inculcava in loro l’idea che la vita è una lotta, che solo i più duri e spietati potranno sopravvivere, e che gli ariani saranno coloro che dovranno governare il mondo.

Così come già avvenne nella Rivoluzione Francese e Russa (e oggi nelle Nazioni Unite nell’agenda del Nuovo Ordine Mondiale), i nazisti elaborarono un nuovo calendario che prescindeva dalla religione cristiana, le cui grandi feste erano ritenute dai nazional-socialisti come malattie sociali, mentre venivano festeggiati e ricordati la morte di Horst Wessel, famoso leader nazionalsocialista, il compleanno di Hitler, i solstizi e il raccolto.

I bambini di 11 anni entravano nella Jungvolk (il popolo giovane), e a 14 anni passavano nella Hitlerjügend (gioventù hitleriana). Al compimento della maggior età entravano nel Partito nazionalsocialista, nel Servizio del Lavoro o nella Wehrmacht. I più capaci e fanatici passavano poi ai Waffen-SS.

Al fine di assicurarsi l’indottrinamento, il partito nazista istituì scuole di comando, affidate a “tecnici” che, non solo esercitavano il loro compito nelle organizzazioni giovanili, ma anche nelle scuole e negli istituti. In poco tempo i nazisti soppressero i movimenti giovanili cristiani, mentre i cattolici guadagnarono un po’ di tempo grazie al Concordato con la Santa Sede, anche se erano frequenti gli attacchi della Hitlerjügend ai giovani fedeli che uscivano dalla Messa, o tornavano dalle loro escursioni.

Il servizio in queste organizzazioni divenne obbligatorio per i giovani dal 25 marzo del 1939. (Certamente Hitler forse non sapeva che il 25 marzo per i cattolici è la Festa dell’Annunciazione di Maria. E sappiamo che alla fine Maria ha sconfitto anche questo diabolico progetto. Ndt).

Poco prima dell’inizio della Seconda Guerra Mondiale la Germania aveva già più di 8 milioni di uomini con l’uniforme della Hitlerjügend. Le ragazze iniziavano a servire nella macchina nazista entrando nella Lega delle Giovani Tedesche (Bund Deutscher Mädel). A molte di esse veniva insegnato che avrebbero dovuto prescindere da ogni morale sessuale, concedendosi ai soldati, al fine di generare nuovi tedeschi. In quel tempo non era promossa alcuna anti-concezione.

Himmler, capo delle SS, dette istruzioni affinché i giovani lasciassero il vizio del fumo, mentre avevano licenza di uccidere.

L’efficacia dell’indottrinamento era tale che negli ultimi mesi della Seconda Guerra Mondiale, quando il III Reich mobilitò i minori di 16 anni, i “giovani hitleriani” furono tra i combattenti più fanatici, e molti di essi non vacillarono nell’uccidere soldati adulti e veterani che volevano arrendersi. Essi partecipavano anche alle esecuzioni di disertori e prigionieri.

Tutto ciò veniva messo in atto “Per far sì che giungessero ad una maggior durezza e perché non retrocedessero di fronte a nessuna crudeltà”, così come fu detto, nell’aprile del 1945, da uno dei comandanti nazisti a un padre che aveva protestato perché a suo figlio e ad altri compagni della Hitlerjügend, fu ordinata l’uccisione di alcuni prigionieri.

Paradossalmente, quando nel 1945 furono mobilitati i giovani nati nel 1928, Heinrich Himmler, capo delle SS e ministro dell’interno, diede istruzioni perché si avesse cura della salute di quei ragazzi, dissuadendoli dai vizi, come quello del tabacco.

Nell’altro lato del mondo, Mao Tse Tung ricorse alla Guardia Rossa, formata da studenti già nati e educati all’interno del comunismo trionfante, perché potessero mettere in atto la loro Rivoluzione Culturale, che ebbe inizio nel 1966, ma che alcuni storici estendono fino alla caduta della Banda dei Quattro, nel 1976.

Il culmine dell’indottrinamento nella Cuba castrista può essere considerato, per l’esempio che dette alle nuove generazioni, quello di Che Guevara, grande sostenitore del progetto di creare “molti Vietnam” in tutto il mondo. Infatti, nelle scuole cubane i bambini dovevano gridare: “Quando sarò grande, diventerò come il Che”, ossia un assassino di massa e un invasore di paesi stranieri.

In Venezuela, dove il regime bolivariano sta adottando da anni una buona quantità dei metodi di controllo sociale applicati a Cuba, pur in una società ancora pluralista, la patria potestà dei genitori è minacciata. Tutto ciò avviene, in concreto, per effetto di norme come la Legge Organica per la Protezione dei Bambini, Bambine e Adolescenti, del 2007, composta nientemeno che di 685 articoli, la Legge Organica di Educazione, del 2009. Entrambe danno la facoltà e la scusa all’erede del regime di Chavez, Maduro, di indottrinare i bambini. E se i genitori si oppongono, verrà loro tolta la patria potestà.

La legge del 2007 – promulgata durante il mandato di Chavez -, nel suo IV articolo spiega che: “Ogni minore rimarrà sotto la patria potestà dei genitori fino al compimento dei 3 anni, dopodiché la sua educazione fisica e mentale, così come la sua preparazione civica, verrà impartita dai Circoli Infantili. Organismo che, per questa legge rimane facoltativo per disporre la custodia e la cura della persona e l’esercizio della Patria Potestà dei minori.

Ma ciò che è più preoccupante per la libertà personale, è che tali metodi si stanno estendendo ai paesi democratici, nei quali si concede ai cittadini qualsiasi condotta, salvo a coloro che si oppongono all’ideologia del sesso. (Il grassetto in questo caso è mio. Ndt). E nemmeno i padri o le madri possono dire qualcosa, per non incorrere in pene severe.

In Germania, (link sottolineato nell’originale. Ndt), 35 genitori sono stati condannati alla prigione per aver impedito ai loro figli di ricevere l’educazione sessuale che i poteri pubblici vogliono sia loro inculcata.

In Perù, nel marzo scorso, la Procuratrice per la Prevenzione del Delitto, Cecilia Ampuero, ha minacciato (link) di denunciare i genitori che impediscono ai loro figli di frequentare le scuole, per protestare contro l’introduzione dell’ideologia di genere nell’istruzione. Secondo la Ampuero i genitori hanno il compito di vegliare sui minori e di rispettare il loro diritto all’educazione, i cui contenuti sono decisi dallo Stato.

In Canada, lo stato dell’Ontario ha approvato una legge per la protezione dell’infanzia, che esclude la fede religiosa, mentre introduce l’insegnamento sull’identità sessuale del bambino.

Per far sì che l’indottrinamento si realizzi in accordo alle direttrici fissate, la legge stabilisce che, ai genitori che si oppongano alla riassegnazione del genere ai loro figli o a qualunque trattamento medico deciso dalla Pubblica Amministrazione, (link) sarà loro tolta la patria potestà.

In Spagna, la legge mordaza LGBT di Podemos, pronta per entrare in Parlamento, usurpa di fatto la patria potestà, quando dice che: “a partire dalla pubertà”, la legge concede ai bambini la capacità di decidere su eventuali cambi di sesso”. Inoltre, (link) tanto il progetto di Pablo Iglesias, come la maggior parte delle leggi di indottrinamento LGBT approvate in 11 comunità autonome, vulnerano il diritto dei genitori all’educazione dei loro figli.

Tutto questo dimostra l’intenzione dello Stato di sostituirsi ai genitori, decidendo sulla loro sessualità e sulla loro educazione. Il caso di Pablo Iglesias non deve stupirci, data la sua matrice marxista, che è anche quella di Gramsci e di Laclau, e del suo referente totalitario, il Venezuela.

Il guaio è che questa pulsione statalista si sta diffondendo sempre più nei partiti, invadendo in tal modo la sfera privata, soppiantando il ruolo dei genitori e della famiglia.

Deplorevolmente, i politici e i funzionari hanno un tale rispetto per gli “intellettuali a la page”, da adattare alla società il loro pensiero e i loro gusti.

Nel numero de El Mundo del 25-10-2009 si diceva che nel Governo Socialista uno degli “intellettuali di punta” della sezione spagnola del pensiero progressista, Antonio Gaia, favorì l’indottrinamento dei bambini nelle scuole quando il governo Zapatero introdusse l’Educazione alla cittadinanza.

Quale autorità pensa di avere un Governo che vuole educare i figli ad essere estranei persino dentro e fuori dalle loro case? E chi crede di essere Antonio Gaia?

(Queste sono, ahi me, le tristi conseguenze di un politico o di uno Stato che vogliono mettersi al posto di Dio! È un totale tradimento della vera laicità insegnataci da Cristo con la sua celebre frase: “Date a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio ciò che è di Dio”. Finché non lo capiremo, cadremo sempre negli stessi errori e nelle stesse tragedie. Ndt).

Fonte: https://www.actuall.com/criterio/familia/la-espana-la-ley-lgtb-copia-stalin-hitler-castro-al-usurpar-la-patria-potestad/?mkt_tok=eyJpIjoiWW1Nd09HWXhaRE15TWpBNCIsInQiOiJPdDNBRmpIS3BCVVQwU1ZVazN3N3B0cWZZcEdOb2czN002NFBSSEdjcE8xdytFQ2ZIcWFobGtoUXd3NXNTVm5JcWFcLzAxeG1PRm9tcThhOUpUSm1WRVpJNXcwZnNuMWlCeTVrTWFMSlZvWVcrTDhVYnhLclBya0IzMjVSNE5NM0sifQ%3D%3D

Traduzione di Claudio Forti

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