Migranti, stop al business immigrazione: primo sì alla norma “anti-coop”

taglia-business-fdl2

di Claudio Cartaldo.

Che il sistema fosse malato, lo si sapeva da tempo. Le cooperative che gestiscono l’accoglienza dei migranti, infatti, non sono obbligate in alcun modo a rendicontare le spese che sostengono. Cosa significa? Che quando vincono il bando per l’accoglienza, ricevono la cifra stabilita dallo Stato (intorno ai 35 euro al giorno per immigrato) e poi nessuno si occupa di controllare quanto effettivamente spendono.

Ed è qui che, secondo Fratelli d’Italia, si gioca la partita per combattere il “business dell’immigrazione”. Battaglia che oggi ha segnato una vittoria per il centrodestra. La commissione Bilancio della Camera ha infatti approvato un emendamento alla manovra proposto da FdI e che obbligherà le cooperative a rendicontare tutte le spese sostenute per l’accoglienza. “Vittoria! – scrive Giorgia Meloni su Facebook – In Commissione Bilancio alla Camera è stata approvata, con un emendamento alla manovra, la nostra proposta “taglia-business” sull’immigrazione. Grazie a Fratelli d’Italia, le cooperative che si occupano dell’accoglienza degli immigrati saranno obbligate, da oggi, a rendicontare come spendono ogni singolo euro che ricevono dallo Stato italiano. Questo è un colpo mortale per chi pensava di poter lucrare sulla disperazione. Con la sua piccola pattuglia parlamentare Fratelli d’Italia ha reso un grande servizio all’Italia”.

presentare la proposta è stato Giovanni Donzelli, coordinatore dell’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia. Che commenta con soddisfazione l’approvazione dell’emendamento: “Abbiamo raccolto lo spunto di alcune associazioni no-profit che si occupano in modo serio e responsabile dell’accoglienza immigrati e mal sopportano, dunque, una normativa che premia i furbi e penalizza chi è trasparente – sottolinea Donzelli – un sistema che fino ad oggi ha consentito alle cooperative e agli altri soggetti di incassare fiumi di denaro pubblici, senza il bisogno di alcuna rendicontazione, che ha prodotto un meccanismo senza scrupoli per lo sfruttamento della tratta degli esseri umani“. Poi aggiunge: “Non siamo urlatori irresponsabili che soffiano sulle paure – prosegue l’esponente di Fratelli d’Italia – abbiamo dimostrato che siamo gli unici capaci di lavorare per portare ad un cambiamento tangibile. Dopo la sua approvazione finale in aula vigileremo perché al provvedimento venga data concreta attuazione e per scongiurare ogni scappatoia – conclude Donzelli – siamo convinti che fermare il business dell’accoglienza potrebbe rallentare anche la corsa delle navi Ong all’importazione di clandestini in Italia”.

Fonte: il Giornale

Print Friendly
Be Sociable, Share!
    News dalla rete
    • Se il peccato non è un dato oggettivo, salta la Dottrina sociale

      stanislas-lalanne Dottrina Sociale di Stefano Fontana. Il vescovo francese Stanislas Lalanne ha affermato: “Non posso dire che la pedofilia sia peccato”. Se l’uomo non è più in grado di sapere quando una sua azione è peccato allora vuol dire che anche i peccati sociali ci rimangono oscuri e, con essi, le “strutture di peccato” di cui parlava Giovanni Paolo II nella Sollicitudo rei socialis (1987). Non so quanti vescovi la pensino come monsignor Lalanne. Mi sento di dire solo che un simile modo di vedere le cose è come una pietra tombale sulla Dottrina sociale della Chiesa Leggi il seguito… 

    • Lo spread esiste, il popolo no

      popolo-spread di Marcello Veneziani. Il Corriere della sera, in un editoriale di Angelo Panebianco, è arrivato a sostenere che lo spread è reale, mentre il popolo è un’astrazione, non esiste, se non nella propaganda sovranista. Panebianco rispondeva a una semplificazione demagogica, ma la conclusione a cui portava era questa: il popolo è un’invenzione dei populisti, lo spread, invece, è vero e vivo nel regno della finanza, quindi esiste quasi in natura… Ecco come capovolgere la realtà che ci dice esattamente l’inverso: Leggi il seguito… 

    • Contro l’ideologia che erge a modello un sistema di reati

      mimmo-lucano-sindaco-riace di Centro Studi Livatino. I fatti avrebbero dovuto consigliare prudenza nel commentare la vicenda Riace; soprattutto avrebbero dovuto evitare impropri accostamenti col tema della resistenza alla legge ingiusta. Spiace invece constatare che, oltre a commentatori poco attenti ai fatti, anche magistrati (Magistratura democratica) abbiano strumentalizzato la vicenda per attaccare i Giudici di Locri e la politica dell’Esecutivo in tema di immigrazione Leggi il seguito… 

    • Utero in affitto, si difende il reato, si censura la verità

      manifesto-censurato-contro-utero-affitto di Marco Guerra. La Raggi annuncia la rimozione dei manifesti contro l’utero in affitto di Generazione Famiglia e Pro Vita. In Italia si è liberi di reclamizzare la maternità surrogata, che è reato, mentre viene punita la difesa della verità e del diritto dei bambini a mamma e papà.  Leggi il seguito… 

    Eventi

    Ancora nessun post.