Riflessioni di un medico sul testamento biologico.

Il testamento biologico reca in sé il potenziale per una pericolosa apertura all’eutanasia. La spinta verso il riconoscimento di esso nasce proprio nell’ambito della cultura e delle organizzazioni eutanasiche; Luis Kutner ne presenta la prima stesura nel 1967 per conto della Euthanasia Society of America.

La collocazione ed il ruolo che si intende attribuire a tali documenti è essenziale, perché da essi dipende l’eventuale deriva in senso eutanasico e lo stesso stravolgimento del ruolo dei medici, così come è stato concepito per almeno venticinque secoli. Tra i maggiori sostenitori di un impiego allargato delle dichiarazioni anticipate si contano medici di indiscusso valore; è dunque sorprendente la tendenza di questi a glissare sui fatti di cui gli oltre cinquemila studi pubblicati sull’argomento sono espressione difficilmente eludibile.

La prospettiva ricorrente è quella ideale ed immaginifica che intende il testamento biologico come uno strumento idoneo alla tutela dell’autonomia del paziente. Che l’American Academy of Neurology dichiari “Non abbiamo individuato alcuna prova che le direttive anticipate migliorino la qualità di vita in alcuna patologia”, che i pazienti colpiti da infarto in possesso del testamento biologico ricevano cure al di sotto degli standards, che metà dei medici, due terzi del personale infermieristico e la quasi totalità dei paramedici addetti all’emergenza confonda ogni tipo di testamento biologico con un ordine di non rianimare, tutto questo rimane assolutamente estraneo al dibattito in corso, non solo a livello politico, ma persino al livello di confronto bioetica.

È una superficialità sospetta quella con cui si omette di informare il paziente che il proprio testamento biologico può tradursi in un danno per la sua saluta e per la sua stessa vita. È intellettualmente onesto vantare di un intervento sanitario virtù indimostrate? È sensato pretendere l’obbligatorietà per la redazione del testamento biologico, o la obbligatorietà per il medico di attenervisi, a prescindere dal contenuto? Compito precipuo del Servizio Sanitario Pubblico è quello di vigilare per una corretta allocazione delle risorse, evitando il finanziamento di iniziative inappropriate sotto il profilo dei costi e dei benefici. Un esercizio della ragione purificato dal furore ideologico dovrebbe indurre a prendere atto che il testamento biologico intrinsecamente non è in grado di garantire il principio di autonomia del paziente; più correttamente esso può rivestire un ruolo nell’ambito della valutazione anamnestica dei pazienti non più competenti in cui la migliore condotta clinica risulti incerta.

È su questa base che il testamento biologico presunto e coattivo introdotto per via giudiziaria è una mostruosità scientifica, prima ancora che giuridica. Invocare un “diritto mite” per sostenere la falsa prospettiva del testamento biologico come consenso informato particolare è operazione che si situa sulla stessa scia di violenza ideologica di certa giurisprudenza.

La realtà è semplice, largamente dimostrata e intelligibile per chiunque abbia ancora qualche interesse a quei particolari così desueti e scomodi che sono i fatti: il testamento biologico fa delle false promesse illudendo le persone di poter gestire il futuro. Se nelle decisioni di fine-vita il principio di autonomia è invocabile solo surrettiziamente, allora è solo il principio di beneficialità che può essere applicato. L’inconcludenza del testamento biologico nel risolvere i dubbi dovrebbe quindi indurre a trasferire il principio giuridico “in dubio pro reo” all’ambito clinico attraverso un chiaro e netto “in dubio pro vita”.

Print Friendly
Be Sociable, Share!
    News dalla rete
    • Torino/Gandolfini: “Non esistono figli di due madri. Appendino viola la legge e il diritto ad avere un padre”

      appendino di Comitato Difendiamo i Nostri Figli. “Il Comune di Torino partecipa a pieno titolo alla distruzione del diritto di famiglia già operato dalla giurisprudenza creativa ma soprattutto contribuisce a picconare il sacrosanto diritto di ogni bambino ad avere un padre e una madre. Il sindaco Appendino ha tenuto fede alla promessa, fatta nei giorni scorsi, di forzare la mano per registrare un bambino come figlio di due madri. Ovviamente si tratta di un falso in atto pubblico perché qualsiasi essere umano ha una sola madre e un solo padre.  Leggi il seguito… 

    • Quella voglia degli italiani di cambiare davvero il Paese. E di non essere ancora una volta traditi

      salvini_dimaio di Marcello Foa. Il messaggio è forte e chiaro: gli italiani non sono disposti a farsi ingannare dalle lusinghe e soprattutto dalla propaganda dall’establishment. Hanno voglia di una vera svolta e sono sempre più attenti alla coerenza dei leader. Non è un caso che il gradimento di Di Maio sia sceso di 6 punti, mentre quello di Salvini continui a salire, fino a superare, per la prima volta, quello del capo del Movimento 5 Stelle. Gli elettori non gradiscono la disinvoltura con cui quest’ultimo si propone sia alla Lega sia al Pd e non amano chi antepone evidenti, incontrollabili ambizioni personali al perseguimento di un disegno più ampio e nell’interesse del Paese Leggi il seguito… 

    • Il bullo in classe figlio della cappa statalista

      bulli-di-lucca di Marco Lepore. Di fronte al caso dello studente di Lucca che ha preso a testate il professore, al di là delle banalità ministeriali, giova ricordare due cose. La prima: non tutti gli insegnanti preparati sulla materia sono adatti a insegnare. La seconda: anche questa violenza è figlia della logica statale, che non consente un'autonomia gestionale che servirebbe alla scuola statale per ripartire. Leggi il seguito… 

    • Da Riad e dal Cairo, segni di apertura al cristianesimo

      al-abrar-mecca di Stefano Magni. Una chiesa in Arabia Saudita? Il regno potrebbe consentire a una svolta storica, secondo voci che circolano dopo la visita del cardinal Tauran a Riad. Seguendo la stessa tendenza, anche l’Egitto cambia rotta e autorizza 166 luoghi di culto cristiani. Leggi il seguito…