Il testamento biologico e il (dubbio) consenso

Il testamento biologico è forse la più complessa delle casistiche che il dibattito in bioetica abbia mai esplorato, e se diversi Paesi europei, per prassi o per legge, l’hanno autorizzato, questa non è affatto una buona ragione per liquidare, come tanti cervelloni vorrebbero, la questione come risolta. Del resto, casi agghiaccianti che mettono in crisi la presunta eticità delle direttive anticipate di trattamento di certo non mancano.

Ricordiamo la vicenda di Kerrie Wooltorton, ventiseienne inglese che, giunta in ospedale in seguito a volontario avvelenamento, ha esibito ai medici pronti a soccorrerla un foglietto nel quale documentava la propria volontà

di non essere curata. Risultato: la giovane, in seguito alla massiccia dose di anticongelante ingerito, se n’è andata proprio come voleva, tra l’incredulità dei medici timorosi di incorrere nell’illegalità qualora avessero agito per salvarla.

Domanda: è giusto che uno stato tuteli l’aspirante suicida di turno paralizzando ogni soccorso, pena azioni giudiziarie?

Il dibattito sul testamento biologico è da considerarsi tutt’altro che esaurito. Lo prova, senza scomodare auliche elucubrazioni, l’impeccabile ragionamento di un pensionato romano che in una lettera si è chiesto: “Se io, ora che sono sano, firmo un bio-testamento ma dopo, nel momento cruciale, quando non ho più possibilità di farmi capire, non desidero più accorciare la mia vita perché sento e vedo ancora, come faccio a tornare indietro dal momento che mi fanno morire di fame e di sete? In pratica avrei firmato la mia condanna a morte” (La Stampa, 3/10/2009). Esattamente.

Print Friendly
Be Sociable, Share!
    News dalla rete
    • Rivoluzione LGBTQIA: la confusione come programma

      gender-revolution di Silvio Brachetta. “C’insultano per strada” – dicevano – “ci picchiano, ci fanno violenza a causa del nostro omoerotismo”. Ma era solo un pretesto per il vero obiettivo, mai dichiarato: libertà assoluta di esibire le proprie perversioni, libertà assoluta di coinvolgere i minori, libertà assoluta d’invadere la società con l’osceno, libertà assoluta di cambiare il senso delle parole, libertà assoluta di modificare la perversione in diritto, libertà assoluta di educare i giovani al sesso libero. Leggi il seguito… 

    • La violenza di una legge sui “diritti” sessuali e religiosi dei bambini

      bill_89 di Benedetta Frigerio. Il Canada ha approvato una norma (bill 89) che dice di voler tutelare gli innocenti, ma le famiglie e le associazioni hanno lanciato una petizione per l'abrogazione. Il rischio è che lo Stato li strappi ai loro genitori per educarli secondo il potere omosessualista affermando la menzogna dell'autodeterminazione anche dei bambini: dopo la nobilitazione della sodomia questa non poteva che essere la nuova frontiera. Leggi il seguito… 

    • La polizia tedesca ordina: non dite la verità sul terrorismo islamico

      bundeskriminalamt di Marcello Foa. Il Corriere del Ticino, principale testata del gruppo che dirigo, ha pubblicato questa mattina un documento riservato del Bundeskriminalamt (BKA) la Polizia criminale tedesca. Si intitola «Come agire in presenza di attacchi terroristici” e contiene le linee guida sulle informazioni da trasmettere alla stampa in queste circostanze. L’intenzione è lodevole: evitare il diffondere di allarmismi, ma le conseguenze pratiche sono sorprendenti. E inquietanti. Leggi il seguito… 

    • Germania, i reati sessuali dei ‘migranti’ raddoppiano dopo un anno

      einzelfall-map-r di Lorenza Formicola. Il 27 aprile la BKA, la polizia federale criminale, ha mandato in stampa un rapporto sulla "Criminalità nel contesto della migrazione" (Kriminalität im Kontext von Zuwanderung), in cui si registra un incremento di quasi il 500% di crimini sessuali commessi da immigrati (aggressioni sessuali, stupri e abusi sessuali sui minori) nel corso degli ultimi quattro anni. Leggi il seguito… 

    Eventi

    Ancora nessun post.