“Cavalieri e principesse”, una vera batosta alla teoria del gender

copertinarecensione

11 capitoli, 190 pagine di testo, 486 voci bibliografiche, una buona metà composta da articoli pubblicati su riviste scientifiche peer review indexate. Questi sono i numeri del nuovo libro del giovane sociologo Giuliano Guzzo pubblicato da Cantagalli col titolo “Cavalieri e principesse“. Sono cifre che danno la misura dell’enorme lavoro di ricerca che sta alla base di questo saggio di altissimo valore scientifico volto a dare una risposta a chi si interroga su cosa la scienza, nelle sue varie articolazioni, abbia saputo dire fino ad ora riguardo l’esistenza e la genesi delle differenze tra uomini e donne. Natura? Cultura? Entrambe?

Con alle spalle la presentazione di una mole di evidenze, la risposta di Guzzo, esplicito nell’affermare l’inesauribile mistero rappresentato dalle differenze tra i due sessi, è che comunque “donne e uomini si nasce”. Si tratta, dice Guzzo, di differenze che certo, come ogni cosa bella possono essere deturpate dall’abuso e dalla distorsione, ma ciò non preclude la bellezza né i vantaggi per l’umanità che scaturiscono dalla differenza è dalla complementarità.

Guzzo non nega affatto la rilevanza del contesto sociale, né la libertà della persona (in effetti nessun sostenitore della teoria biologista alla base della distinzione dei sessi lo fa), ma risponde ai sostenitori della teoria del gender, ovvero della totale irrilevanza del sesso biologico nello sviluppo della identità e del ruolo sociale degli uomini e donne, che i cromosomi e gli ormoni contano. “Uomini e donne sono davvero differenti, ed è bello così”, è il sottotitolo di quest’opera che va a colmare una lacuna creata da testi precedenti in genere viziati da un’analisi della letteratura scientifica di infimo livello, evidente partigianeria, presuntuosa autoreferenzialità.

Scritto con un linguaggio elegante ma non pesante, Giuliano Guzzo ha svolto una chiarificazione che molti cattedratici, anche quelli di matrice cattolica, non hanno saputo o voluto produrre. Che sia Alberto Pellai, Elena Tebano, Michela Marzano, o Chiara Lalli poco importa. Chi vorrà sostenere che maschile e femminile sono universi artificialmente costruiti senza alcuna radice nella biologia e che il mondo che avrà eliminato ogni distinzione nei ruoli, comportamenti, attività e attributi maschili e femminili sarà un mondo migliore, si accomodi pure, purché faccia molto meglio di quanto fino ad ora prodotto; Giuliano Guzzo ha fissato l’asticella molto in alto.

copertinarecensione

Cavalieri e principesse è in libreria oppure acquistabile su Amazon

Print Friendly, PDF & Email
Be Sociable, Share!
    News dalla rete
    • La Corte Europea dei diritti umani… e di Soros

      di Luca Volontè. Il centro studi ECLJ smaschera il conflitto di interessi della CEDU con le fondazioni di Soros. 22 giudici nel 2019 hanno o avevano avuto legami con sette ONG legate al magnate filantropo. Il Commissario dei diritti umani difenderà la giustizia europea?  Leggi il seguito…

    • I vescovi e il Dio che sostiene, ma non può fare miracoli

      di Stefano Fontana. I vescovi invitano a pregare perché Dio sostenga i malati e i medici, pochi di loro chiedono di pregare perché il Cielo sconfigga il contagio. Sembra che non si riconosca a Dio la possibilità di operare al di fuori dell’ordine del creato, come invece in San Tommaso, ma solo rispettando le leggi di questo ordine. Ecco il frutto della teologia di Rahner, dove Dio è intramondano.  Leggi il seguito…

    • Prudenza sì, panico no

      di Riccardo Cascioli. Strade semideserte, locali chiusi, supermercati presi d'assalto, incontri pubblici e privati annullati: in Italia c'è ormai il panico da Coronavirus. Ma la realtà dei fatti non giustifica questa isteria. L'epidemia è molto circoscritta e al momento non è prevedibile una diffusione a tappeto. Essere prudenti ed evitare rischi inutili è doveroso, ma il panico diffuso è segno anche di una fragilità personale diffusa. Leggi il seguito…

    • Stati Uniti-Ungheria, l’asse in difesa della famiglia

      di Federico Cenci. Sono 7.330 i chilometri che separano Washington da Budapest. Eppure le due capitali non sono mai state così vicine. I governi di Stati Uniti e Ungheria, infatti, lavorano fianco a fianco per sostenere le comunità cristiane nel mondo, e per realizzare politiche in favore della famiglia e della vita. Lo ha sottolineato nei giorni scorsi Katalin Novak, segretario di Stato ungherese per la Famiglia e la Gioventù, tornata di recente da una visita diplomatica Oltreoceano durante la quale ha incontrato il deputato Repubblicano Jeff Fortenberry e membri del centro studi conservatore American Enterprise Institute. Tra l’altro la Novak intervenne al Congresso mondiale delle famiglie di Verona in marzo. Leggi il seguito…