Uscire dall’euro?

Articolo redatto da François Billot de Lochner – 17 marzo 2017

La questione dell’euro è diventata un dogma, e restarvi è una indiscutibile santa evidenza. Il volerne uscire è parificato a una aberrazione, a una deficienza mentale in cui si vedono delle tendenze fasciste. Le élite politico-mediatiche in questo modo chiudono tutte le porte a ogni discussione al riguardo. A eccezione di Marine Le Pen, tutti i leader dei grandi partiti politici mostrano la loro determinazione senza incrinature. L’euro e una acquisizione definitiva. Però …

Se l’euro era l’ottava meraviglia del mondo, perché così tanti grandi economisti, spesso ignorati dal Sistema, dimostrano implacabilmente che la messa in atto dell’euro è stata una aberrazione economica, e che il suo mantenimento non potrà durare? Stiglitz, premio Nobel dell’economia, economista riconosciuto a livello mondiale; Sapir, grande economista di destra, da tutti rispettato; Gave, grande economista di destra, non meno rispettato; Lauzun, economista di fama, ex Delegato generale dell’autorità dei Mercati finanziari; e tanti altri. Questi economisti, che sanno di che cosa parlano, sono categorici: l’euro finirà male.

Se l’euro era l’ottava meraviglia della Francia, perché la totalità degli indicatori economici del nostro paese sono crollati a partire dall’inizio del secolo, data della sua entrata in vigore? La crescita, il debito pubblico, il bilancio dello stato, la disoccupazione, il commercio estero, l’industria, l’agricoltura, sono crollati a una velocità inedita. I giornalisti specializzati in economia, che stanno spesso all’economia come Nacron sta alla cultura, non riescono a vedere alcun rapporto fra questa calamitosa situazione e l’euro. L’ideologia, a questo tema, come su altri, è cieca.

I calcoli del costo di un’eventuale abbandono dell’euro, realizzati e presentati dal sistema politico-mediatico, generalmente sono totalmente erronei, perché nascondono del tutto il secondo, altrettanto necessario, calcolo del costo del mantenimento dell’euro. Un costo davvero faraonico che continuiamo a pagare a getto continuo.

Il dibattito sull’euro deve quindi svilupparsi nella serenità, sui fondamenti di una analisi reale, e non sulle falsità ideologiche. A questo riguardo, certi influenti organismi, come il Medef o certi giornali a larga tiratura, come Le Figaro o l’Echos, ne trarrebbero onore se su questo cruciale tema dessero prova di una maggiore obbiettività, e se lavorassero più a fondo su questo dossier. Perché i candidati alle presidenziali non possono essere valorizzati o gettati alle ortiche in modo definitivo e senza argomenti, sia che siano per il mantenimento o per l’abbandono dell’euro. Quest’argomento merita un trattamento di maggior qualità, perché, in un certo qual modo, anche da esso dipende l’avvenire del nostro paese.

François Billot de Lochner,

Direttore di Service politique, di Liberté Politique e di France Audace

(Alla fine di questo interessante editoriale, il traduttore si permette un commento, soprattutto per quanto riguarda il citato aspetto ideologico. Sappiamo che tutte le ideologie non vedono la realtà, e se la realtà le contraddice, tanto peggio per la realtà, e quindi anche per i cittadini che subiscono. Quando ancora c’era una cristianità diffusa, persino i responsabili delle nazioni conoscevano la frase di Cristo: “Cercate prima il Regno di Dio e la sua Giustizia, e tutto il resto vi sarà dato in aggiunta” (Mt. 6, 33) Sarà per questo motivo che non riusciamo a metterci d’accordo su nulla, e la casa comune scricchiola? Ndt).

Fonte: http://www.libertepolitique.com/Actualite/Editorial/Sortir-de-l-euro

Traduzione di Claudio Forti

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