Silvana de Mari e la «scienza» che difende gli scempi

cattura

i saremmo preoccupati se non fosse arrivata la missiva dello psicologo, anzi della psicologa.

Avevamo anche scommesso che sarebbe stata femmina.

Negli Ordini degli Psicologi, organismi tragicamente politicizzati, hanno una certa capacità di marketing a individuare chi è il più adatto a dire le solite quattro fesserie, che fanno audience.

Chi scrive l’articolo per difendere lo scempio fatto da due uomini, deve essere una donna: sarebbe inelegante il contrario.

Lo scempio:  hanno inseminato la Donna con il seme di un uomo talmente deficitario da non essere in grado di amarla, che deve inseminarla a distanza sostituendo il gesto di amore e piacere con un’odiosa e dolorosa e pericolosa pratica medica.

Dopo i nove mesi in cui la Donna ha portato la gravidanza,  è stato fatto lo scempio di togliere il bambino. Di gravidanza e parto si può morire, e il corpo della Donna ne porta il segno. Anche dell’orrida pratica della “donazione” di ovuli si portano i segni, gravissimi, invecchiamento, rischio di sterilità, rischio di emoperitoneo, e si può morire, di coagulazione intravasale disseminata:  do per scontato che la psicologa che ha scritto l’articolo non sappia che cosa sia.

La Donna ha incassato il prezzo, pagata come una prostituta, il bambino piange disperato: ha imparato a riconoscere la voce di sua madre al quinto mese di vita intrauterina, strappato da lei e dal suo latte ha un ferita primaria, gli ormoni da strass altissimi.

Quando nasce un bambino ha nove mesi di vita, nove mesi di vita all’interno di un corpo che ha imparato a conoscere. I due uomini hanno lasciato la Donna nove mesi con una vita che le cresceva dentro, poi lei è sola. La psicologa che ha scritto questo articolo ha qualche idea nella condizione psicologica delle donne che portano un figlio e lo perdono?  Probabilmente ne sa quanto ne sa di coagulazione intravasale disseminata.

Un figlio quindi secondo la “scienza” può essere figlio di due padri, la Donna non conta, non esiste, ha detto un giudice, sotto l’influsso di un potentissimo gruppo maschile e la psicologa applaude. Psicologa femmina. Ripeto. Fosse stato un maschio a calpestare la Donna, sarebbe stato inelegante. Se lo fa un’altra donna il colpo di fioretto è perfetto. Questo ha offeso chiunque sia stata madre, questo ha offeso chiunque sia stato figlio, non esiste creatura umana non offesa.

E vediamo le quattro fesserie, anzi tre.

Prima fesseria: la psicologia è una scienza. Ma Popper ve lo siete mai letto? E nel caso di risposta positiva avete capito che accidente c’era scritto? Evidentemente no, altrimenti sapreste che la psicologia non è una scienza, né può esserlo. La psicologia ha senso solo se è, e tale dovrebbe restare, una branca della medicina che, essendo priva di possibilità di riscontro scientifico, analisi istologica, autopsia, esame di laboratori, doppio cieco etc, non può essere considerata una scienza. Il solo considerarla una scienza dimostra un’ingenuità che rasenta il ridicolo. La psicologia non è una scienza, ma un’arte basata sul buon senso, e può essere nelle mani giuste un’arte meravigliosa, che cerca di curare il dolore, di prevenirlo. Uomini di buon senso e saggezza come Bowlby hanno studiato il dolore primario, la ferita primaria del bambino sottratto alla madre, il bambino che ha perso la madre, persone di grande intuito hanno scoperto pratiche veloci per la risoluzione del trauma. Esiste per fortuna una meravigliosa psicologia etica che si muove con buon senso e saggezza.

Seconda fesseria: la ricerca. La psicologa felice continua la sua missiva al mondo.  Tranquilli: il vetrino non ce l’abbiamo, le analisi di laboratorio non le sappiamo leggere, ma abbiamo le ricerche. Che sono scientifiche. Una vera scienza. Gesù Bambino, che tenerezza! Le ricerche non sono, mai sono state, mai potranno essere prove scientifiche, perché sempre sono influenzate dal ricercatore. L’unico tipo di ricerca accettabile come prova scientifica è in doppio cieco, una ricerca dove né il paziente né il ricercatore sanno a chi è stato somministrato il farmaco vero e a chi il placebo, infattibile in psicologia.

Di quali ricerche si parla nell’articolo?  Si tratta  di 59 ricerche commissionate dall’APA,  associazione psichiatri americani. “Commissionate”:  quindi già inficiate sull’oggettività sono già state demolite in quanto il campionamento statistico ridicolamente piccolo. Il mancato uso sistematico di campioni di controllo: complimenti, una vera scienza. disomogeneità fra campione e campione di controllo: figli di donne lesbiche della borghesia ricca messi a confronto con i figli delle periferie disperate.

Dati contraddittori aree di benessere psicologico indagate sono settoriali e non spaziano su tutte le tematiche mancanza di dati su studi longitudinali.

Traduzione: sono dati inattendibili.

Queste affermazioni  non hanno garanzia di esser state empiricamente provate , sono già state contraddette da altri studi contrari con numeri ben più grandi, ma soprattutto sono contraddetti dai protagonisti, sono contraddetti dalle dolenti voci delle vittime di questo esperimento umano che ormai adulti di parlano del loro dolore.

La psicologia etica sa che le ricerche sono difficilissime, devono essere fatte su numeri enormi, ricontrollate a distanza di dieci, venti, trenta, quaranta anni e poi nella generazione successiva e anche così sono solo indicative.  L’ingenuità degli psicologi che potremmo definire dogmatici è davvero così totale? Loro pensano veramente che le loro  ricerche, fate su numeri piccoli, non controllate nel tempo, siano oggettive? Veramente non sanno che le ricerche finanziate dai produttori di tabacco hanno “scientificamente! dimostrato che la nicotina fa bene?  Veramente gli psicologi non si sono mai lette tutte le ricerche che dimostrarono “scientificamente” la superiorità della razza ariana?

Che le ricerche siano inattendibili, tragicamente influenzabili,  in medicina e farmacologia lo sappiamo talmente bene, per tragiche esperienze precedenti, che consideriamo valide solo quelle fatte in doppio cieco.

Chiunque abbia una qualche idea di cosa sia la scienza e cosa sia la statistica si sbellica di risate davanti alle ricerche commissionati dalla corrotta e politicizzata APA, l’ associazione degli psichiatri americani,  su quanto stia bene un bambino non solo con un genitore mancante, ma con un genitore negato.

Una di queste ricerche è stata  fatta da un tizio  che telefonava a tizie amiche sue e chiedeva: vero che il bambino che fate crescere senza padre sta bene? Loro rispondevano che stava benone e questa era la ricerca.

Mio suocero era orfano di madre, morta di parto. È stato allevato dal padre e da un fratello maggiore di venti anni: due adulti responsabili che lo amavano moltissimo. La sua ferita è stata terribile. Ora la psicologa ci dice che il suo dolore è un’invenzione culturale.

Terza imperdonabile fesseria. “Cioè che era necessaria la presenza di una mamma-femmina e di un padre maschio. L’atavico ritardo con cui la società italiana si confronta con i cambiamenti della società, ”, scrive la psicologa.

Poverina: non ha mai dato l’esame di ostetricia, non sa seguire un parto, e forse crede veramente che il fatto che un figlio nasca da una madre sia un costrutto culturale.

Ora la mia domanda è un’altra. Ognuno di noi è figlio di una madre. Ognuno di noi, se sano di mente, capisce come lo scempio che è stato ratificato a Trento è un affronto atroce, una profanazione alla propria madre, al proprio essere figlio.

Questa signora che con la sua laurea in una non scienza, che con le sue piccole ricerche smonta il preconcetto atavico che ci voglia una madre, che nega la Madre e quindi la Donna, quale rapporto ha con la propria madre? Questa donna sta negando sua madre.  Questa donna sta negando la sua stessa umanità.

Silvana De Mari medico, ma soprattutto madre, ma soprattutto figlia, moglie. Silvana De Mari Donna. Silvana De Mari essere umano.

da: http://www.lavocedeltrentino.it/2017/03/13/roberta-bommassar-vicepresidente-dell-ordine-degli-psicologi-trento-la-scienza-difende-gli-scempi/

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