Cos’è accaduto in Polonia tra gli anni ’70 e ’90?

walesaLa massa di documenti che la vedova dell’ex ministro dell’Interno del regime comunista, Czesław Kiszczak, conservava nella propria abitazione privata, quelle carte che dimostrerebbero la collaborazione di Lech Wałęsa con il feroce regime sovietico polacco: sono autentiche? O sono il frutto di un complotto ordito dal perfido Kaczyński, ora al potere, per accreditarsi come il vero liberatore dei polacchi?

La questione non è da poco.

Se le carte fossero false, Kaczyński sarebbe quel farabutto che la stampa mainstream e i poteri sovranazionali descrivono da mesi. E se le carte fossero autentiche? Allora la faccenda sarebbe più complicata. Non solo Wałęsa, il premio Nobel per la pace, l’eroe dei cancelli di Danzica e del muro di Berlino, sarebbe un impostore; non solo avrebbe giurato il falso in tribunale; ma, soprattutto, sarebbe responsabile delle terribili sofferenze che, a causa delle sue denunce, avrebbe causato a colleghi di lavoro e amici.

Sarebbe necessario, a questo punto, rimettere in discussione la vulgata secondo la quale un elettricista semianalfabeta, capace a malapena di esprimersi per proverbi, avrebbe sconfitto – da solo o quasi – il regime polacco e, conseguentemente, il regime sovietico tutto. Bisognerebbe mettere tra virgolette la famosa espressione secondo la quale «Durante la rivoluzione polacca non fu rotto un vetro, nessun militare fu colpito, nessuna azienda danneggiata» (ANSA).

Beh, forse dovremmo prepararci a farlo.

Il 31 gennaio scorso, nel corso di una conferenza stampa, il procuratore Andrzej Pozorski ha dichiarato che i documenti consegnati dalla vedova Kiszczak sono autentici. Sulla base delle indagini – durate mesi – condotte dai grafologi e dagli esperti dell’Istituto di Criminologia Forense di Cracovia, sono emersi esiti inconfutabili.

«Dopo la revisione – di ben 235 pagine – la nostra valutazione è completa e coerente. Le conclusioni sono chiare e non lasciano alcun dubbio. L’impegno di collaborazione è stato scritto a mano da Lech Wałęsa. Le ricevute di denaro sono state scritte da Lech Wałęsa».

Bolek (il nome in codice di Walesa) ha prodotto 29 denunce di colleghi dal 21 dicembre 1970 al giugno del 1976. Questo è un esempio delle denunce: «Credo che Jasinski e Popielewski possano essere membri di una unità sovversiva, in grado di organizzare uno sciopero».

Ricordiamo che una delazione con l’accusa di attività controrivoluzionaria poteva avere conseguenze gravissime. Per avere un’idea di come funzionava il meccanismo delle delazioni può essere utile la visione del film Le vite degli altri di Florian Henckel von Donnersmarck (2006)

Dalle ricevute risulta che Wałęsa ha ricevuto circa 13.100 zloty. La moglie Danuta ha più volte dichiarato che, negli anni Settanta, il marito si è trovato più volte, improvvisamente, con grandi disponibilità di denaro, giustificate come «vincite al lotto».

Secondo gli storici, le denunce sono servite per ricattare Walesa negli anni Ottanta e, quindi, averlo in pugno.

Queste conclusioni – certe e definitive – sulla collaborazione di Wałęsa con i servizi segreti del regime avvalorano, a distanza di anni, un testo scritto da due storici: Sławomir Cenckiewicz e Piotr Gontarczyk. Intitolato SB a Lech Wałęsa. Przyczynek do biografii e pubblicato dall’Istituto per la Memoria Nazionale nel 2008, è costato ai due ricercatori la carriera. Ora sappiamo che ciò che è stato scritto in quel volume sulla collaborazione tra Wałęsa e il regime è vero. Non è un complotto di Kaczyński.

È giunto il momento di smettere di credere alle rivoluzioni durante le quali «non fu rotto un vetro»; agli elettricisti ignoranti che, solitari, hanno sconfitto un regime sanguinario e feroce; ai complotti nazionalisti. È ora di cominciare a domandarsi cosa sia accaduto in Polonia nel ventennio tra il 1970 e il 1990; quale sia stato il ruolo del KOR (Komitet Obrony Robotnikow, Comitato per la Difesa degli Operai) all’interno di Solidarnosc; e in quale modo tutto questo ha potuto portare a quel terribile esperimento di ultraliberismo condotto sulla popolazione polacca – stremata da cinquantanni di comunismo – conosciuto con il nome di «piano Balzerowicz». Ricordo che, alla guida di quel progetto, troviamo Jeffrey Sachs, ghost-writer dell’enciclica di papa Francesco sull’ambiente; e Riszard Petru.

La Polonia guidata da Duda e Szydło sta vivendo un periodo magico: la disoccupazione è scesa sotto il 10%, nascono più bambini, l’economia reale è in crescita, le casse dello stato sono in attivo.

Dopo secoli di sofferenze la Polonia, il «Cristo delle nazioni», sta finalmente risorgendo?

(Di questo tema se n’era occupata anche La Nuova Bussola).

Print Friendly
Be Sociable, Share!
    News dalla rete
    • Omogenitorialità, una causa contro gli abusi dei sindaci

      generazione-famiglia-senato di Marco Guerra. Generazione Famiglia e CitizenGo, presentano esposti ai tribunali di Milano, Torino, Firenze, Bologna e Pesaro e hanno tenuto ieri una conferenza stampa al Senato con i parlamentari di centrodestra, per rispondere ai sindaci che, aggirando la legge, hanno affidati minori a coppie gay Leggi il seguito… 

    • Gli Stati Uniti si ritirano dal Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu

      ambasciatrice-usa-onu di Lorenzo Vita. Gli Stati Uniti scelgono, ancora una volta, la via della rottura con la comunità internazionale. L'ambasciatrice Usa alle Nazioni Unite ha annunciato che il suo Paese si ritira dal Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, definito come "la fogna della faziosità politica". "Prendiamo questa decisione perché il nostro impegno non ci permette di continuare a far parte di un'organizzazione ipocrita e asservita ai propri interessi che ha fatto dei diritti umani una barzelletta", ha dichiarato la Haley. Leggi il seguito… 

    • Tanti interessi dietro le accuse di inumanità

      centro-di-accoglienza di Gianandrea Gaiani. L'Italia continua ad accogliere migranti irregolari, anzi sono aumentati negli ultimi giorni. Lo stop riguarda solo le navi delle Ong, ma potrebbe essere l'inizio di una nuova linea europea, che manderebbe in crisi il fiorente business dell'accoglienza. E guarda caso le accuse arrivano da chi sui clandestini ci sta guadagnando. Leggi il seguito… 

    • Quando Bergoglio telefonò a Enrico Letta, e partì l’operazione “Mare Nostrum”. Una rivelazione.

      papa_lampedusa_ansa di Marco Tosatti. L’operazione “Mare Nostrum”, che segnò l’inizio della straordinaria ondata di migrazione (alcuni parlando di invasione) dalle coste africane, e in particolare dalla Libia destabilizzata dall’aggressione anglo-franco-americana,  ha avuto uno sponsor eccezionale. Lo rivelano a Stilum Curiae fonti di alto livello del Ministero degli Interni, che all’epoca erano presenti e operative nella stanza dei bottoni. Leggi il seguito…