Antonio Morra, la lotta contro la Porno Tossina

Porno tossina

di Marco Guerra.

Foto di amiche, fidanzate e sconosciute pubblicate e condivise su gruppi Facebook, dove gli utenti si lasciano andare a commenti beceri e offensivi a sfondo sessuale. È questa l’ultima tendenza della rete che è già stata ribattezzata ‘stupro virtuale’. Il fenomeno è stato denunciato da Antonio Morra, autore del libro ‘Porno Tossina’, un vero e proprio manuale che insegna a combattere la dipendenza dalla pornografica.

Il giovane napoletano che ha avviato una serie di conferenze in tutta Italia dal titolo Il porno inquina l’amore ha ricevuto numerose segnalazioni di questi gruppi chiusi, dove gli utenti pubblicano foto rubate di ragazze e donne di ogni età per sottoporle agli altri aderenti.

“Vi lascio immaginare quali commenti seguono a queste foto” dice Morra a La Nuova Bq. “Ovviamente – aggiunge Morra – la pratica principale è l’autoerotismo, tali foto vengono “usate” quindi dagli utenti per questo scopo”. Non è un caso in fatti che i titoli di questi gruppi fanno tutti rifermento ad atti di autoerotismo: ‘Seghe su amiche’, ‘Circolo delle seghe’, ‘Seghe su vip porcelle’.

Morra racconta di essere riuscito ad accedere a diversi di questi gruppi, alcuni dei quali arrivano anche a 7000-8000 mila utenze, per capire e studiare il fenomeno. “La cosa più assurda – osserva il 33enne che combatte la pornografia – è che quasi sempre le foto postate sono normalissime immagini ritraenti ragazze vestite, quasi sempre, in modo anche piuttosto innocente”.

Secondo Morra, in casi come questi non ci può nemmeno essere “l’attenuante” della volontarietà del soggetto di farsi riprendere in intimità, come nel caso del sexting, o dei video girati da fidanzati, o coniugi, nei momenti privati, e poi divulgati. Anche se pure in questi casi l’attenuante comunque non c’è, perché chi ha prodotto foto/video o si è fatto riprendere in quei momenti, di certo non voleva che poi quel materiale divenisse pubblico.

Questa morbosità, spiega Morra, “è il sintomo di una società pornificata, che non sa più distinguere i limiti del senso civico comune”. La pornografia infatti distorce il nostro cervello e la percezione della realtà.

Da ex consumatore di porno, Morra è convinto che chi aderisce a questo mercato delle foto nel 99% dei casi è dipendente dalla pornografia. Perché il porno porta ad eccitarti e a fantasticare anche rispetto ad una persona ripresa in situazioni normali. “Un ragazzo che non ha dipendenza – spiega ancora Morra –  vede e apprezza una bella ragazza come tutti quanti, quello dipendente da porno la categorizza come si fa nei siti hard: è alta; è bruna; è asiatica; ha un bel seno ma non un bel sedere; oppure ha un bel sedere ma il seno piccolo”. “Non vedi la persona – continua – ma un pezzo di carne a segmenti”.

Per rendersi conto della diffusione del porno tra la popolazione, basta infatti citare gli ultimi dati riferiti al 2016: in un anno sono stati visualizzati quasi 92 miliardi di video, per una media di circa 12 video a testa per ogni abitante della Terra, per un totale di 4 miliardi e mezzo di ore. I potenti server di PornHub hanno registrato uno streaming complessivo di dati equivalente a 194 chiavette Usb che, messe in fila, coprono la circonferenza della Luna. Su 100 visitatori, il 74% è uomo, il 26% donna. Insomma un fenomeno che coinvolge pesantemente anche l’universo femminile.

Numeri snocciolati nelle conferenze e nelle 146 pagine del libro Porno Tossina, edito da ‘Verso la Meta’. Ma nel testo c’è anche l’esperienza vissuta in prima persona dall’autore che è riuscito a trovare la forza di uscire dal tunnel anche grazie alla fede evangelica. Morra mostra infatti in che modo il porno influisca sulle relazioni interpersonali e nella società e dà saggi consigli pratici su come rinnovare la mente e su come rompere la dipendenza attraverso un piano di battaglia che prevede passi pratici da compiere giorno dopo giorno.

L’attivista anti-porno dopo essersi laureato in teologia si sta specializzando con un master sulle nuove dipendenze, elenca quindi alcune buone pratiche per uscire dal tunnel per chi non ha bisogno di ricorrere allo psichiatra: si va dal tenere il cellulare in carica in un’altra stanza, al segnare sul calendario le vittorie e le ricadute. Alcuni ragazzi hanno perfino buttato il loro smartphone per tornare ad un semplice cellulare che fa solo chiamate.

Dopo la pubblicazione del libro, avvenuta nell’aprile scorso, Morra ha poi fondato insieme alla moglie Teresa il movimento giovanile ‘PornoTossina’ che insegue l’obiettivo “di smascherare, all’interno di chiese, scuole, università e gruppi giovanili, la pornografia e i suoi effetti pericolosi”.  Morra ricorda sempre infatti che il sesso è il primo oggetto di ricerca su Google. E che Il 60% di tutti siti Internet è di natura sessuale. E tante sono le persone che si gli si avvicinano alla fine degli incontri per confessargli la loro dipendenza; di ogni età ed estrazione sociale. In prevalenza si tratta di giovani della fascia dai 18 ai 27 anni, ma ci sono anche tanti adulti e padri di famiglia, e non raramente il giovane autore è accostato anche da donne che voglio consigli su come superare questo disagio. “Ultimamente – rivela Morra – mi ha scosso il racconto di una ragazza mi ha confessato di aver iniziato a vedere porno per curiosità, dopo aver sorpreso il padre che guardava un film hard sul suo pc”.

“Tutti hanno un disagio interiore di fondo”, sostiene Morra che riconosce di aver superato la sua dipendenza anche grazie alla fede in Cristo: “La pornografia è un palliativo, dobbiamo trovare un altro modo per stare bene con noi stessi”.

Ma comunque la si creda, Porno Tossina resta un testo utilissimo per coloro che vogliono combattere questo mostro che divora la mente e inquina il cuore.

Fonte: La nuova Bussola Quotidiana

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