Renzi: questa benedizione non s’ha da fare!

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Dopo più di vent’anni di lavori è stato tagliato il nastro della nuova statale 77 Val di Chienti nel tratto umbro. Alla cerimonia di presentazione il premier Renzi, che ha espresso tutta la sua felicità per il termine dei lavori. Bisognerebbe ricordare però all’ex sindaco di Firenze che la gestione dei lavori di quella strada è passata per una regione, l’Umbria, che vede da decenni sedere sugli scranni del potere, (praticamente dal dopoguerra ad oggi!) proprio i politici del suo partito. Ma tant’è, in politica quello che è accaduto ieri non interessa a nessuno, anche se quel nessuno è il tuo stesso partito.

La notizia che, però, è rimbalzata dai media locali è che lo stesso premier si sia decisamente opposto alla benedizione del vescovo di Foligno, monsignor Gualtiero Sigismondi, invitato alla cerimonia di inaugurazione. “Seppure con serena amarezza – ha spiegato il presule a Radio Gente Umbra – ho comunque voluto partecipare a quel momento, visto che negli anni ho celebrato più volte l’Eucaristia all’interno dei cantieri delle gallerie, insieme agli operai, in occasione della memoria di santa Barbara”. Sembra che il vescovo avesse preparato una preghiera per l’occasione, ma 24 ore prima dell’inaugurazione del 28 luglio gli è stato comunicato che non sarebbe stato possibile pronunciarla. “Seppure nel silenzio – ha proseguito mons. Sigismondi – ho comunque benedetto quella strada, già benedetta dai pellegrini che ne hanno tracciato il percorso e dal sudore della fronte di chi l’ha realizzata” ed ha evidenziato che “le radici cristiane della nostra terra non possono essere ignorate, calpestate o sradicate: soltanto un’identità spirituale, e dunque culturale, più chiara e serena, senza complessi, è la via maestra, l’autostrada, per continuare ad attraversare i giorni della storia”.

Anche il vescovo di Macerata, monsignor Nazzareno Marconi, ha fatto sentire la sua voce in solidarietà al proprio confratello. “Benedire – ha ricordato mons. Marconi in una lettera aperta inviata al Corriere Adriatico – secondo una teologia sana e sapiente, non significa, come alcuni laicisti temono, attuare un “potere” spirituale, ma semplicemente ringraziare Dio per un bene o chiedere che una cosa buona vada a buon fine. La benedizione è una forma di preghiera dei cristiani, che avendo forma pubblica è guidata da una autorità religiosa: il vescovo, il parroco (o in casa il padre di famiglia, quando si benedice il pasto familiare). Siccome certo mondo laicista è teologicamente ignorante e confonde spesso la superstizione – che per altri versi non disdegna seguendo oroscopi e maghi – con la teologia cattolica, interpreta la benedizione in maniera magico superstiziosa come un atto di potere in cui un “mago” o “grande mago” (vescovo) afferma la sua potenza. Per questo si percepisce la benedizione come un pericolo da evitare”.

“Se il nostro governo – ha proseguito Marconi – annovera tra i suoi consiglieri alcuni di questi laicisti superstiziosi, mi si permetta che da studioso, prima che da credente, io possa esprimere pubblicamente la mia preoccupazione. Ogni mattina faccio questa preghiera che raccomando anche ai laici: «Che Dio ci salvi dai cretini, in particolare dai cretini che hanno potere»”.

Trattamento, per la strada umbra, ben differente da quello ricevuto per l’inaugurazione del tunnel ferroviario del San Gottardo, nel giugno scorso, al quale sempre il Premier aveva partecipato. Non poche persone (tra cui diversi intellettuali e giornalisti) hanno individuato nella maestosa cerimonia d’inaugurazione una vera e propria “consacrazione” a Satana. Diversi i richiami con immagini forti e raccapriccianti, danze inquietanti e simbolismi esoterici. Ma non trattandosi di “pericolose” benedizioni cattoliche, tutto è filato liscio tra gli applausi e la standing ovation dei potentati europei.

 

Di seguito alcune immagini della cerimonia di inaugurazione del San Gottardo.

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