1789 e 2016: stessi mezzi e stessi obiettivi

terrore 1

a cura di Claudio Forti

1789 et 2016 : mêmes moyens, mêmes objectifs di François Billot de Lochner*. Pubblicato dal portale francese Liberté politique il 10 giugno 2016.

Il terrore rivoluzionario, che è cominciato all’inizio del 1789, e non nel 1793, come vuol farci intendere la storia ufficiale, al fine di minimizzarlo, riducendone la durata, si è dato come obiettivo principale quello di rigenerare l’uomo abbattendo però tutti i fondamenti su cui egli si appoggiava.

Quelle basi vennero attaccate attraverso l’ultima violenza al sistema monarchico, alla religione cattolica, alle famiglie, all’insegnamento, alla morale tradizionale, alla cultura, eccetera. La nuova Francia doveva essere democratica, di liberi costumi, fraterna ed egualitaria. Tutti i mezzi erano permessi per giungere a tale risultato, a cominciare dalla soppressione di tutte le libertà allo sterminio più radicale di ogni oppositore. I rivoluzionari misero in campo, con ogni sorta di delazione, una implacabile dittatura che in qualche anno si tradusse in un bagno di sangue mai visto prima in Francia. E, quasi come una ciliegia su un dolce, i rivoluzionari avevano creduto necessario dichiarare guerra a tutti i paesi europei, pensando loro dovere esportare con tutti i mezzi, anche i più violenti, il nuovo paradiso rivoluzionario che avevano follemente deciso di creare.

Lo stesso terrore rivoluzionario è messo in atto nel nostro paese in maniera inesorabile. Anche oggi la rigenerazione dell’uomo è nei programmi dei “leader”. Si tratta solo di terminare il lavoro incompiuto della Rivoluzione del 1789 con la decostruzione finale dei fondamenti del nostro paese. Alla nazione francese deve succedere un’Europa completamente aperta a un mondo globale di consumatori. Un’Europa che favorisce le migrazioni di popoli tanto ingarbugliato, quanto salutare. Alla famiglia naturale deve seguire un insieme di individui intercambiabili che rendano possibile ogni combinazione. Alla tradizionale istruzione deve succedere una “educazione” assicurata dallo Stato, al fine di sottrarre i bambini all’educazione famigliare. Alla morale tradizionale deve sostituirsi un liberalismo dei costumi che permetta ogni esperienza, soprattutto le più “innovative”.

Per portare a termine questo vasto programma, le armi utilizzate assomigliano stranamente a quelle della grande Rivoluzione. Il pessimo ministero nazionale dell’educazione, dopo aver coscientemente voluto la decostruzione del servizio pubblico dell’Istruzione, si attacca, come ha fatto intendere, al sistema chiamato “fuori contratto”, ultimo spazio di libertà per le famiglie. L’impotente ministero dell’Interno accorda una impunità quasi completa ai violenti distruttori, ai teppisti di sinistra, agli islamisti, agli antisistema e agli altri difensori di tutto ciò che è ritenuto “tabù”, ma reprime con implacabile severità i difensori “dell’ordine borghese”, che cercano di erigere delle piccole dighe per cercare di fermare le onde di questo autentico tsunami della decostruzione. Il decadente Ministero della Famiglia non ha interesse che per i modelli familiari più contestabili, e si impegna con vigore nel suo nuovo fondamentale combattimento, e cioè la promozione di una diffusa e fiorente pornografia, vista come una libera espressione artistica.

Come all’inizio della Rivoluzione Francese, la sottomissione al nuovo ordine è generale, e la repressione dei veri resistenti è sistematica. C’è da temere che la violenza di Stato, o quella dei suoi servi, aumenti di intensità, poiché i de costruttori, accelerando la loro opera di morte si scontrerà inevitabilmente con una opposizione incrociata. I recenti attacchi degli anarchici ai pacifici “vigilanti” (come le nostre Sentinelle in piedi, ndR), sono un brutto segno, fra tanti altri. Le nubi si addensano ed è prossima la tempesta, così come il rischio di vivere un domani poco allegro, che avanza velocemente. Detto ciò, “questo” governo non può pensare che i francesi lasceranno affondare il loro paese senza reagire. Se la decostruzione accelera di settimana in settimana, l’azione di resistenza si sviluppa ogni giorno di più. Più di undici mesi… Ma possa in seguito essere all’altezza della posta in gioco!

* François Billot de Lochner (Presidente della Fondazione di Servizio politico di Liberté Politique e di France Audace).

Fonte: http://www.libertepolitique.com/Actualite/Editorial/1789-et-2016-memes-moyens-memes-objectifs

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