I Farisei e il matrimonio

Non ho letto Amoris Laetitia, troppe pagine e troppe note.

Da cattolico, mi basta il Vangelo, e il Magistero millenario della Chiesa. Troppe parole offuscano la verità. La lunghezza del Vangelo, al riguardo, la dice lunga.

Mi dicono che la tesi di Kapser, respinta dai padri sinodali, è rientrata, come se il Sinodo fosse stata solo una parata inutile.

A quel Sinodo abbiamo visto persino relazioni inventate… e tante altre cose piuttosto scandalose. Anche nella Chiesa c’è molto marciume, purtroppo. Anche se ben lustrato e impacchettato.

Mi dicono anche che la tesi di Kasper c’è, ma è in 3 note a piè di pagina. Se così fosse, si può immaginare che a ribaltare il Vangelo e il magistero sulla famiglia di Pio XII, Giovanni Paolo II, Benedetto XVi, si provi un po’ di vergogna. Si può cambiare il magistero in nota?

Come contributo, riporto solo ciò che scrissi alcuni mesi fa su Gesù e il matrimonio.

Si è letto spesso, di questi tempi, che tra i difensori dell’indissolubilità del matrimonio ci sarebbero molti farisei, i quali sceglierebbero una posizione “rigorista” perché, privi di misericordia, vorrebbero così affermare una loro superiorità morale sul prossimo, chiudendogli così la porta. Una Chiesa “aperta” sarebbe dunque una Chiesa che rifiuta il legalismo farisaico e sancisce una nuova visione della misericordia e, nel caso del matrimonio, della fedeltà e dell’adulterio.

Certamente vi sono, tra coloro che si professano difensori della verità, dei farisei. La verità può, infatti, diventare un idolo, e un manganello da usare contro gli altri.Non lo è quando chi la afferma, lo fa con amore, anzitutto per sé, e convinto che essa vada testimoniata e annunciata, con umiltà, per il bene di tutti (né come un privilegio, né come motivo di orgoglio). Ma a parte i giudizi, spesso temerari, sui motivi che muoverebbero molti padri sinodali a mantenere la dottrina tradizionale rispetto alle tesi di parte degli episcopati dell’Europa del nord, è interessante andare al Vangelo, e osservare davvero il comportamento dei farisei.

Li troviamo intenti a difendere l’indissolubilità matrimoniale, così chiaramente annunciata

da Cristo, nel nome della legge? No, accade l’esatto contrario. I farisei sono proprio gli oppositori della dottrina matrimoniale evangelica. Sono loro che si avvicinano a Gesù e cercano di scalfire la sua chiarezza, domandandogli «se è lecito rimandare la propria moglie per qualsiasi cosa?» (Matteo 19,3). Per la legge di Mosè, infatti, era concesso all’uomo il libello del ripudio, cioè il divorzio e la relativa possibilità di risposarsi. Gesù non entra nella casistica rabbinica, non si perde nei singoli casi, lui che certo li ha presenti, nella sua misericordia, ma ricorda che «in principio non era così»; che Mosè «a cagione della vostra durezza di cuore vi concesse di rimandare le vostre mogli» e che il disegno originario di Dio è che gli sposi siano «una sola carne».

«Ciò che dunque Dio congiunse», afferma Gesù ben sapendo che la sua parola risulterà dura e difficile da capire, «l’uomo non separi». Viene così archiviata la legge di Mosè, che aveva generato una grande casistica (aprendo al discernimento dei rabbini su quale fosse l’elenco possibile delle cause del ripudio) e viene enunciata la nuova legge dell’amore. «Terminata la lezione ai farisei», scrive Giuseppe Ricciotti, nella sua Vita di Gesù, «i discepoli tornano sulla questione dolorosa della moglie, interrogandone privatamente Gesù in casa». Sì, l’indissolubilità non piace tanto neppure a loro, ma Gesù non trova parole diverse, meno chiare, più accomodanti, per evitare che qualcuno esclami: «Se in tal modo è la condizione dell’uomo con la moglie, non conviene sposarsi».

Se tutto questo è vero, per un cattolico rimane una sola possibilità: riconoscere che l’adulterio e la casistica, amata dai farisei, non hanno spazio nella visione evangelica, di cui la dottrina tradizionale è semplice trascrizione, perché appartengono al regno della legge, su cui i farisei hanno sempre fatto leva per attaccare Gesù. L’unica legge di Cristo, invece, è l’amore, così come Dio lo ha voluto dal principio. Quest’amore, sta qui lo scandalo, per tutti, anche per i discepoli, contempla anche la presenza della croce: ed è per questo che al mondo e a molti uomini di Chiesa la “buona novella” sembra troppo dura, e si vorrebbe introdurre l’eccezione, la casistica, in una religione in cui Dio va sino in fondo, con la sua fedeltà e il suo amore, sino a essere accusato di violare la legge di Mosè; sino a essere messo in croce, perché dice cose incomprensibili, e non vuole ammorbidirle.

Cristo manifesta così la sua misericordia: non venendo incontro alle pretese dei Farisei, né a quelle degli apostoli (alcuni dei quali, sposati, non sono contenti di vedersi togliere la tradizionale possibilità del ripudio), quali esse siano, né agli aggiustamenti che diminuirebbero il numero dei suoi nemici, ma dando tutto il suo cuore all’umanità (misericordia, deriva infatti da miseris cor dare: dare il cuore ai miseri): affinché gli uomini imparino a dare il loro ai propri cari, ai propri figli, alle proprie moglie, ai propri amici.  Se i cristiani annunciano la possibilità di un amore così, annunciano non la legge, ma l’amore di Cristo.

E a quanti ripetono che l’amore indissolubile è un annuncio non realistico, nell’Occidente di oggi, si può ricordare anzitutto che non sembrava realistico neppure duemila anni fa, quando il divorzio e il ripudio, nell’Impero romano, erano la normalità, e in secondo luogo che Cristo non è Machiavelli: non è venuto a spiegarci la “realtà effettuale”, né a ricordarci quanto l’uomo sia debole e fragile (ci arriviamo da soli), ma a indicarci le vette della santità, la via per la felicità. É venuto a dirci: «Siate perfetti come perfetto è il Padre vostro che è nei cieli» (Matteo, 5,48): volava troppo alto anche lui? Ogni annuncio che non ricordi all’uomo questa sua figliolanza con Dio, questa possibilità di grandezza e di amore totale, è un annuncio umano, troppo umano; non è la “buona novella”.

da La Nuova Bussola

Print Friendly, PDF & Email
Be Sociable, Share!
    News dalla rete
    • Salvini, Meloni e le sardine

      di Marcello Veneziani. La cultura di destra “Dovrebbe partire dalla realtà, dai temi che attengono la realtà. La tutela dei confini, la tutela di un modo di vivere naturale, la difesa della famiglia, la promozione di ciò che appartiene alla nostra civiltà e alla nostra tradizione. Sono elementi primari che non dovrebbero essere letti in chiave ideologica perché fanno parte della vita che viviamo ogni giorno e della cui assenza soffriamo ogni giorno. Io non la chiamerei più cultura di destra, che era una nobile ma minoritaria schiera di intellettuali e pensatori che non avevano velleità di diventare maggioranza nel Paese. Parlerei più di un idem sentire che va diffuso e trasformato in un idem pensare. Non basta solo sentire di essere da quella parte ma bisogna cercare di ragionare e pensare in quel modo altrimenti si rimane solo sulla base dell’istinto, delle emozioni e non si va lontano” Leggi il seguito…

    • “Idee e cultura per un centrodestra più forte”. Parla Francesco Giubilei

      Intervista di Federica Ciampa. “Ad oggi quello di cui c’è, senza dubbio, bisogno sono dei luoghi di elaborazione di idee, di contenuti e di pensieri, perché nel lungo termine, l’assenza di idee e di una piattaforma programmatica e valoriale può diventare un problema. Pertanto, si deve costruire una base culturale nelle persone ed un sentire culturale in linea con i valori che vengono proposti dai partiti politici di centro-destra” Dell’importanza della cultura nella politica – ma non solo – ne parla a L’Occidentale il giovane Francesco Giubilei, che, a soli 27 anni, è già scrittore, editore, e Presidente di associazioni culturali Leggi il seguito…

    • Super ex. Papa e Scalfari: birds of a feather flock together…

      di Marco Tosatti. Cari lettori di Stilum Curiae, più volte in passato ci siamo occupati di quegli strani compagni di interviste-non interviste che sono il pontefice regnante ed Eugenio Scalfari. Abbiamo parlato però, spesso, soprattutto del Pontefice, più che del suo interlocutore. Ecco, oggi Super Ex si dedica invece a dirci chi è Eugenio Scalfari; e così facendo mette in luce singolari (ma non tanto) affinità elettive fra i due dispotici personaggi. Buona lettura. (Birds of a feather flock together significa che uccelli dello stesso genere fanno stormo insieme…). Leggi il seguito…

    • In piazza per la Chiesa. Si prega a Milano il 7 dicembre, piazza Duomo

      di Marco Tosatti. Cari amici e nemici di Stilum Curiae, vi ricordate di sicuro l’appuntamento di preghiera per la Chiesa onorato da tantissime persone il 5 ottobre scorso, a largo Giovanni XXIII a Roma, davanti a San Pietro. Si era alla vigilia del Sinodo dell’Amazzonia, che ha causato sconcerto, polemiche e reazioni in tanti cattolici. Ora alcuni amici mi hanno mandato questo volantino, insieme con la notizia che questa iniziativa di preghiera, grazie alla buona volontà di persone credenti, verrà ripetuta, come era stato l’auspicio di molti, in diverse città italiane. La prima sarà Milano. Ecco il testo dell’annuncio: Leggi il seguito…