La lettera di una amica buddista

gesù

Pubblico la lettera che mi ha scritto un’amica buddista, riguardo al video sulla preghiera del papa. Contenta, ma anche dubbiosa: cosa c’è in comune tra Buddha e un Uomo che è anche vero Dio? Tra il divino buddista e il Dio Padre Creatore? Tra l’idea di Incarnazione e la concezione buddista del corpo? Tra l’amore come è inteso da Gesù, e come è inteso dai buddisti?…

 

Caro Papa Francesco,
sono una donna che da diversi anni si è convertita alla filosofia buddista. Devo dire che ho subito provato grande soddisfazione e profonda ammirazione per la Sua persona alla visione della preghiera di gennaio. Praticando la via della Pace e del Dialogo ci incamminiamo lungo la strada tracciata da Siddharta Gautama (il Buddha) circa seicento anni prima di Cristo.

Una cosa però ho premura di sottolineare. Quando Lei afferma che siamo tutti figli dello stesso Dio ho pensato che “Dio” non è una persona,

né tanto meno un’idea. Il Divino (espressione per noi buddhisti più corretta) non è “qualcuno” né tanto meno un “padre“, ma uno stato dell’esistenza che non sta a noi definire. Esso viene colto col termine Nirvana, che nella nostra dottrina solitamente sta ad indicare “un Nulla che però non è un niente”.

Dato che il Nirvana è al di là di qualsiasi pensiero razionale (compreso quello della figliolanza) e del linguaggio, non è possibile affermare quello che è ma, piuttosto, quello che non è. La ringrazio, comunque, per il suo impegno verso il dialogo, anche se mi risulta difficile comprendere come una religione possa esaltare la corporeità come il Cristianesimo, tanto da annunciare che la Salvezza dell’uomo possa avvenire per merito e per mezzo del Sacrificio del corpo di Gesù sulla croce.

Per noi la corporeità è fonte indiscussa di ogni male e ciò che conta veramente è l’Anima. Le consiglio di aprirsi alla nobile dottrina dello Yoga e vedrà che risulterà più facile comprendere la vera essenza dell’uomo.
Namaste.
Paola

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