Dopo Bertone, Parolin: ci sono anche le buone notizie

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Tra le prime rivelazioni attinenti al nuovo Vatileaks c’è quella pubblicata da Repubblica riguardante i soldi spesi da Tarcisio Bertone per un appartamento di 350 metri quadri in santa Marta.

Emiliano Fittipaldi, autore di Avarizia, collega tale appartamento con strani maneggi bertoniani intorno all’Ospedale Bambin Gesù

di Roma. Non so se tutto ciò sia vero, ma certo la rivelazione fornisce un’ occasione: ricordare quanti problemi il cardinal Bertone abbia creato al pontificato di Benedetto XVI, che di lui, nella sua ingenua bontà, si fidò sino alla fine.

Agli occhi di chi scrive, per quanto gli è dato capire, Bertone è sempre stato un uomo non cattivo, ma superficiale, poco acuto, e molto attivo. Le persone che, avendo un grande potere, si muovono tanto, con troppa ambizione e poca prudenza, fanno molti danni, anche quando non vogliono.

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Benedetto XVI aveva deciso di porre mano alle vicende dello Ior, con la nomina di un personaggio di specchiata onestà e di grandi capacità come Ettore Gotti Tedeschi. Non è un mistero che ad un certo punto proprio Gotti Tedeschi sia stato accantonato, non senza il consenso dello stesso Bertone. Quanto agli ospedali cattolici, il cardinale era stato tentato, nel suo desiderio di grandeur, dall’acquisto del San Raffaele, per fortuna senza successo; ma non deve essersi comportato con molta attenzione verso altri ospedali della Chiesa, come il Bambin Gesù e il Policlinico Gemelli, se è vero come è vero che con il nuovo segretario di Stato, Pietro Parolin, ha preso, al riguardo, pronti provvedimenti. Infatti per il triennio 2015-2017 Parolin ha scelto come presidente del Cda del Bambin Gesù, al posto del suo discusso predecessore, la dottoressa Mariella Enoc (nella foto), già vice presidente della Fondazione Cariplo, presidente dell’Associazione Industriali di Novara e di Confindustria Piemonte, personaggio immediatamente riconoscibile per competenza e chiarezza di intenzioni, e ben conscia di essere stata chiamata a risistemare, anche con interventi decisi e dolorosi, un gioiello di famiglia molto ossidato. Quanto al Policlinico Gemelli, il I gennaio di quest’anno è stato chiamato come direttore generale l’ingegnere bresciano Enrico Zampedri, scelto per la capacità con cui aveva guidato per dieci anni l’Ospedale cattolico Poliambulanza di Brescia, tenendo a posto i conti e incrementando la qualità delle prestazioni assistenziali. Queste due nomine, come altri provvedimenti, dimostrano quanto il cardinal Parolin abbia subito compreso la gravità della situazione lasciata dal suo predecessore riguardo agli ospedali cattolici, già in grave difficoltà, a dire il vero, per molteplici motivi (tra cui la crisi economica, la perdita, spesso, dello slancio orginario e la difficoltà di fare rete e di ottimizzare la gestione delle risorse),.

Se l’operato del cardinal Bertone non è stato encomiabile quanto alla gestione dello Ior e dei grandi ospedali cattolici, anche in altri campi si può ben dire che il nuovo segretario di Stato appare molto più abile del predecessore: ad esempio nella gestione delle relazioni diplomatiche, e negli affari interni italiani.

WCENTER 0XJICFPMBC                20090825 -  ROMA - POL - ITALIA-S.SEDE: BERLUSCONI ALL'AQUILA PARTECIPA A'PERDONANZA'. Il premier Silvio Berlusconi (s) con il segretario di Stato cardinal Tarcisio Bertone, in occasione del ricevimento per celebrare l'80/mo anniversario dei Patti Lateranensi  in una foto d'archivio. ANSA/ DE RENZIS /DC

Tarcisio+Bertone+Pope+Benedict+XVI+Meets+Italian+Ew7K9NFr-Pzl

Riguardo a questi ultimi tutti ricordiamo quanto il protagonismo politico di Bertone sia stato nocivo, prima per il suo tentativo di delegittimare l’operato del cardinal Bagnasco, avocando a sè la gestione della politica italiana (con ricadute anche nell’affare Boffo), poi per il suo muoversi assai disordinato, a favore di Berlusconi, con assai poca cristiana ed ecclesiastica prudenza. Salvo poi, all’improvviso, schierarsi contro di lui e a favore di Mario Monti: in molti ricorderanno il periodo in cui, tramite Bertone e il Corriere della Sera, Monti fu additato ai cattolici italiani come l’uomo della Provvidenza, l’uomo “che va a messa la domenica” ecc… mentre Berlusconi consumava la sua vendetta contro il “tradimento” dell’ex amico Bertone depennando dalle liste di Forza Italia molti deputati e senatori cattolici, e preparando così la svolta radicale.

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