Daria e altri strafalcioni barbarici nella canicola

anziani-caldoCaracollando nella canicola padana la vista si annebbia, e lo sguardo non è più così felino mentre passa sullo smartphone in cerca di notizie. Con questa calura bisogna capire anche certi svarioni, come quello della Daria per cui la laicità è che la “la Cei ha il diritto di dire la sua, così come il Wwf o l’Arci”. Un equivalenza da invasioni barbariche, che della sana laicità fanno, da tempo, terra bruciata. Ma con 40 gradi all’ombra non si può andare troppo per il sottile.

“Cosa pensa della sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo a proposito del riconoscimento delle unioni gay da introdurre in Italia?”, chiedo alla casalinga piegata sotto il peso della spesa nel piazzale assolato del market. “Si vogliono bene, cosa vuole farci? E’ giusto!” “Ma scusi”, inisiste il cronista sotto il solleone, “basta l’amore per fare diritto?” Se ne va senza rispondere, perchè non ha tempo, e poi, dice: “E’ troppo caldo!”. In fondo la capisco, con un bel #Loveislove si fa sempre una gran figura e ci si cava dall’impiccio in quattro e quattr’otto. E poi fa davvero un gran caldo.

Mentre cammino verso la piazza, sbandando paurosamente ogni volta che un autobus mi passa a fianco con il suo teporino, butto ancora l’occhio alle notizie del giorno. Dopo aver consultato il calcio mercato del Bologna (per ora un po’ scarsino) e aver controllato la disputa sul numero dei battiti cardiaci sotto-sforzo del ciclista in maglia gialla, mi imbatto nella notizia della vendita di un intero borgo umbro. Si tratta di Postignano un manipolo di case, con chiesa annessa, buttato a mo’ di presepe su di un colle della Valnerina. Roba da sogno, di quelle per cui gli stranieri, per un attimo, si dimenticano di quando ci considerano solo “pizza e mandolino”.

Infatti, la notizia appare sul sito di un’agenzia immobiliare inglese:Postignano 22,8 milioni di euro per chi vuole portarsi a casa 95 stanze e 87 bagni. C’è anche la torre e la chiesa affrescata a far da contorno, tutta roba edificata tra il IX e il XII secolo: si respira storia e bellezza da tutti i pori. Alla faccia dei secoli bui e dell’Italia che rimane indietro. Non sarà tutta colpa delle invasioni barbariche? Domande che salgono spontanee sotto la spinta di Caronte che da giorni non dà tregua.

Al solito bar, anche se di bar veri ce ne sono sempre meno, la gente chiacchiera. “Sulle unioni civili”, mi dice un giovane, “il tempo è scaduto. Vanno fatte e basta.” Gli chiedo se è farina del suo sacco, oppure una citazione della Boldrini. “No, no. E’ una questione di diritti per tutti”, ribatte. “Ma quali diritti?”, si alza la voce di un altro abbandonato sul bancone. “Passi sulla misura dei pomodori da industria, ma qui Bruxelles vuole imporci il pensiero unico!” Per evitare discussioni troppo accese glisso e mollo la presa, mentre loro continuano e, gira e rigira, finiscono sempre a dibattere sul #loveislove.

Intanto arriva la signora che avevo incontrato sul piazzale del market, è sempre più accaldata e, vedendomi, si inserisce nel discorso.

Different detergent bottles on white background. 3d

“Scusi”, mi fa, “vorrei precisare”. Sono tutt’orecchi. “Io sono favorevole ai diritti, ma non vorrei che con la scusa dei diritti per tutti si finisca per usare in tutte le scuole quel nuovo detersivo pericoloso…come si chiama?” Resto in trepidante attesa. “Il gender! Ecco sì proprio quello! Dicono sia un prodotto terribile, scolora il rosa in blu e il blu in rosa. Per cui alla fine i maschietti si ritrovano con il grembiulino rosa delle femminucce e le femminucce con quello blu dei maschietti. E così i bambini si confondono e ognuno fa un po’ come gli viene, allora le maestre si vedono costrette a fare dei giochi strani per vedere l’effetto che fa. Ecco io su questo non sono d’accordo, bisogna che le scuole usino detersivi che non slavano. Ma anche in casa non va bene. Dia retta a me, questo è un prodotto che andrebbe ritirato dal commercio.”

“Ha proprio ragione”, dico io per non discutere sull’efficacia delbarbari detersivo, “non c’è più religione!” “Eh già, robe da matti”, dice lei, “la pubblicità imbroglia su tutto e la gente si confonde. Ma sa”, conclude, “da quando c’è il riscaldamento globale il caldo dà alla testa”. E così, in preda al calore, mi convinco che le invasioni barbariche hanno fatto danni profondi. (La Croce quotidiano, 23/07/2015)

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