Ci scrive un testimone: una festa di popolo!

franco

di Franco Visintainer

Come raramente mi è capitato, ieri, in piazza S. Giovanni a Roma, ho provato l’orgoglio di appartenere a un popolo, la fierezza di aver ritrovato la mia gente.
Troppe volte abbiamo sentito l’amarezza di fronte a esempi e comportamenti brutti e indegni, ma regolarmente messi in risalto sulle pagine della cronaca.
Ieri no, è accaduto qualche cosa di profondamente diverso. In mezzo a quella folla così bella, entusiasta, eppure composta,

con la luce negli occhi e il cuore che batteva forte, mi è venuto spontaneo pensare: ma allora possiamo sentirci ancora, in questa nostra Italia, veramente fratelli e sorelle…. Allora si può ancora pensare che questo paese, al momento giusto, sappia destarsi dal torpore, alzarsi in piedi e farlo per una volta, non per urlare e agitare scompostamente un tricolore in uno stadio in occasione di una partita o per spaccare vetrine e incendiare auto in sosta….
Siamo stati protagonisti di un evento grande, che ha fatto un bene enorme a questo paese (e non solo); è stato dato un segnale bello, un’iniezione di speranza a tante persone che per qualche ora hanno rialzato il capo dalla fatica e dal sudore di un vivere che spesso mette a dura prova.
Quale segnale? Soprattutto abbiamo voluto mostrare che la vita, nonostante le difficoltà, è una partita che merita di essere giocata fino in fondo, è una realtà densa di significato, perché si fonda su di un Progetto più grande di noi e in cui ciascuno ha un ruolo da protagonista, titolare di un compito che gli è stato affidato.. Fondamentale in questo mandato affidato a ciascuno è l’avventura di scegliersi e donarsi l’un l’altro, da parte di un lui e una lei, in una promessa di un legame unico e per sempre; la scommessa di accogliere con gioia ogni nuova vita e prendersene cura, costi quello che costi.
In piazza S. Giovanni ci siamo ritrovati, ci siamo abbracciati, abbiamo cantato insieme, sconosciuti fino all’attimo prima, ma fratelli da sempre fino dal primo istante.
Soprattutto ci siamo fatti sentire come forse mai prima, da chi abita i palazzi del potere.
Cosa ha voluto esprimere questo gesto così spontaneo, così entusiasta?
Che la grandezza di un popolo sta nella sua forza morale e spirituale, sta nel rispetto e attaccamento alle proprie radici e ai propri valori più cari; sta nel coraggio di alzarsi e difendere strenuamente tutto questo patrimonio che gli appartiene. Che governanti che pretendono di imporre leggi che calpestano i fondamenti morali della propria gente, sono indegni di governare.
Nel comune sentire di quel grandissimo (anche per i numeri) popolo, a piazza s. Giovanni, si è respirato qualche cosa di profondamente autentico, cioè il fatto che tutti noi abbiamo nella stessa ora avvertito di essere una Patria, non solo sul piano dell’impegno civile, ma anche e soprattutto nel riconoscere e vivere le comuni origini della nostra Civiltà, che ha alla base l’annuncio di Cristo, trasmessoci dalle nostre famiglie, che è nostro dovere testimoniare alle giovani generazioni.
Sì in questa ITALIA è bello esserci. Provo orgoglio ad essere cittadino italiano.

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