La famiglia è DOP… ed è una sola

Cos’è la famiglia perché qualcuno se ne curi? Si potrebbe affermare che il recentissimo libro del sociologo Giuliano Guzzo, La famiglia è una sola (Ed. Gondolin, 2014), prende le mosse da questa domanda, allo stesso tempo semplice e complessa. Semplice, perché in molti hanno ben chiaro che cosa si debba intendere con il termine “famiglia” e non hanno nessun problema a definirla quale l’unione – fertile e feconda – tra un uomo e una donna che costituisce il nucleo fondante della società. E nello stesso tempo una domanda complessa, perché il frangente storico attuale vede la definizione di famiglia quale “società naturale fondata sul matrimonio” (Costituzione Italiana, art. 29) sempre più posta sotto attacco, sotto diversi fronti: dal venir meno della stabilità (convivenze, separazioni, divorzi), allo scarso sostegno alla maternità e a chi ha tanti figli, al tentativo di equiparare unioni altre a quella tra un uomo e una donna.

Ebbene, nel documentato saggio La famiglia è una sola, Guzzo esordisce chiedendosi se esista “la famiglia”, o se sia meglio parlare al plurale di “famiglie”. E la conclusione è che è necessario riconoscere il primato della famiglia tradizionalmente intensa, onde evitare il rischio di cadere nel “relativismo familiare”. Questa definizione identifica quella corrente di pensiero che vorrebbe che a definire una famiglia fossero principalmente i sentimenti che stanno alla base della relazione sociale in oggetto, e non tanto il fine dell’unione e l’identità sessuale di chi la compone (Cfr. Op. cit., p. 14).

È vero – riconosce Guzzo – che il matrimonio come lo si intende oggi non è sempre esistito, tuttavia fin dall’alto paleolitico era chiaro che per dare vita a una famiglia è necessaria un’unione stabile e pubblicamente riconosciuta tra un uomo e una donna. Tuttavia nella società odierna la centralità è passata dalla coppia al singolo individuo e ai suoi sentimenti. E questo perché la capacità di porsi in relazione e la forza di volontà sono due atteggiamenti sempre più rari, con tutte le conseguenze che ne derivano: dall’individualismo egoista, all’edonismo; dal relativismo, al venir meno di ogni stabilità.

La famiglia – evidenzia inoltre il sociologo – non è un’idea prettamente cattolica, bensì universale. Essa è trasversalmente presente nel tempo e a diverse latitudini: solo la famiglia è infatti in grado di rispondere “alla necessità di identificazione dell’uomo” (Op. cit., p. 38) ed è capace di dare agli individui precisi riferimenti sociali, educativi e psicologici. Tutti noi siamo formati da corpo, mente e anima: un corpo che ci mette in relazione con gli altri; una mente, che va educata e formata affinché possa portare frutto per l’intera società; e, infine, un’anima che va coltivata fin dalla più tenera età, ed è questo un compito che spetta in prima istanza ai genitori.

Dopo aver chiarito cosa sia la famiglia e averne motivato la sua unicità, nei quattro capitoli centrali di La famiglia è una sola Guzzo procede analizzando con attenzione alcuni fenomeni tipici del tempo attuale, che vede l’istituto familiare piuttosto vessato: il dilagare delle convivenze come alternativa al matrimonio; il tentativo di introdurre a livello sociale e legislativo le nozze e le unioni gay; il fenomeno del divorzio e le tragiche conseguenze che questo comporta; e il tentativo mosso dall’ideologia gender di far credere che l’appartenenza sessuale sia frutto di una libera scelta e che per un bambino l’avere un padre e una madre non sia strettamente necessario.

“La disaffezione sociale nei confronti della famiglia – afferma Guzzo – non è indolore e genera, sia sul fronte del benessere individuale sia su quello dell’educazione dei figli, conseguenze piuttosto gravi. Anche perché al declino del matrimonio non sta succedendo, come falsamente si ripete, l’affermarsi di nuove ‘famiglie’ bensì la progressiva liquefazione dei legami affettivi” (Op. cit., p. 106). Ecco perché, conclude l’Autore, occorre lasciare da parte il relativismo familiare e tornare a incentivare e sostenere l’unica famiglia possibile: quella che nasce dall’unione tra un uomo e una donna, che ruota attorno ai figli frutto di questa unione e che, anche nelle difficoltà e nelle tempeste, è l’unico luogo in grado di dare terra fertile (di relazioni, di educazione, di sicurezze sotto vari aspetti) per lanciarsi e operare nel mondo.

Print Friendly, PDF & Email
Be Sociable, Share!
    News dalla rete
    • Humanae Vitae, la questione sociale

      Dottrina sociale di Stefano Fontana. Nei giorni scorsi ho presentato su la Nuova Bussola Quotidiana (vedi qui) il Dizionario su Sesso, amore e fecondità (Cantagalli 2019) dell’Istituto Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia, curato da José Noriega. Il prof. Noriega aveva chiesto anche a me di scrivere una voce del Dizionario che riguardasse il rapporto tra la Humanae vitae e l’ambito politico dell’agire umano. Ne è uscita quindi la voce Humanae vitae: la questione sociale nella quale si segnala l’importanza del nesso tra la prospettiva dell’enciclica di Paolo VI e la Dottrina sociale della Chiesa. Pubblico ora qui sotto un breve stralcio della voce del Dizionario. Leggi il seguito…

    • Il Cardinale nigeriano Francis Arinze attacca Papa Bergoglio sull’immigrazione. Guerra aperta nel Gotha Vaticano. Il papa nero Arinze: “Basta con l’immigrazione”

      di Carlo Franza. Il cardinale Francis Arinze, ottantaseienne, è uno dei cardinali dell’ordine dei Vescovi ed è tra gli attuali 6 titolari delle Chiese suburbircarie di Roma. Così chiare le parole del Cardinale Arinze: “Gli europei devono smetterla di incoraggiare la partenza dei giovani africani. L’Africa ha bisogno di loro. Il miglior modo in cui i paesi dell’Europa e dell’America possono aiutare l’Africa non è incoraggiando i giovani a venire in Europa facendogli pensare all’Europa come un paradiso – un luogo dove il denaro cresce sugli alberi – ma aiutando i paesi da dove vengono…” Leggi il seguito…

    • Ci vogliono campo profughi dell’Europa

      di Riccardo Cascioli. La strana crisi di governo che si è aperta in Italia, a prescindere da come evolverà, una cosa l’ha comunque chiarita: c’è un potere che ha deciso che l’Italia deve diventare il campo profughi dell’Europa. Leggi il seguito…

    • L’inutile dialogo senza identità né verità

      di Peppino Zola. Tanta parte del mondo cattolico si sta riducendo a dire cose scontate, per lo più banali. Fra cui la necessità del dialogo. Che tipo di dialogo? Al Meeting di Rimini, ad esempio, si esclude l'argomento "fine vita" perché "troppo divisivo". In queste condizioni non è dialogo, ma condiscendenza.  Leggi il seguito…

    Eventi

    Ancora nessun post.