Un veicolo nel cielo: dedicato a Monseigneur Big Bang (ma i giornali non lo dicono)

lemaitre atv esa 1

Dopo oltre ottant’anni, un importante riconoscimento al padre della cosmologia moderna. Ma i giornali tacciono su chi fosse e cosa credesse…

Martedì 29 luglio 2014, alle 23.27, è partito il lancio nello spazio, ad opera dell’Esa (European Space Angency), del quinto Atv. Gli Atv sono i veicoli di trasferimento automatizzati più potenti e che offrono una maggior capacità di carico tra tutti i veicoli che visitano la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), posta ad altezza orbitale di 330 km. Il quinto Atv è il veicolo più affidabile e complesso mai costruito

in Europa. Il suo compito è quello di rifornire l’equipaggio dell’ISS di cibo, acqua, ossigeno, e attrezzatura di ricerca (per un totale di 6,6 tonnellate di materiali) (http://esamultimedia.esa.int/multimedia/publications/ATV_brochure_IT/).

Se andiamo indietro nel tempo, il primo ATV ha effettuato il volo inaugurale nel 2008 ed era dedicato a Jules Verne. Nel 2011 è seguito ATV-2, in ricordo dell’ astronomo tedesco Johannes Kepler. Poi è stata la volta di ATV-3, battezzato in onore del fisico Edoardo Amaldi. Nel 2013 è stata la volta di Atv-4, dedicato ad Albert Einstein.

L’atv-5, lanciato a 260 km di quota (20 volte l’altitudine di crociera di un aereo passeggeri), da Kourou, nella Guyana francese, su un razzo Ariane 5 (alto 52 metri), prende il nome da Georges Eduard Lemaître, il sacerdote belga “padre della teoria del Big Bang”.

Il suo nome, piuttosto sconosciuto al grande pubblico, ma non agli astronomi, è stato proposto dalla delegazione belga all’ESA. In particolare il suo Direttore Generale, l’ingegnere aeronautico Jean-Jaques Dordain, ha ricordato il ruolo del Belgio fin dall’esordio dell’avventura spaziale europea e ha aggiunto: “Dando il nome di Georges Lemaître ad ATV-5, onoriamo uno scienziato di importanza mondiale, che con i suoi studi ha permesso di ampliare le nostre conoscenze dell’universo”. A sua volta il ministro belga responsabile per le attività spaziali, Paul Megnette, ha dichiarato: “Questo mostra che il lavoro e le scoperte di Lemaître non sono state dimenticate e che sono ancora oggi importanti e fondamentali”.

atv lemaitre 2

La brochure ufficiale dell’Esa definisce Lemaître “un genio” che ha dato inizio a “un’era”. Mentre infatti tutti ritenevano che “l’universo fosse infinito” e “che il suo aspetto generale si mantenesse costante”, egli propose per primo “l’idea che l’universo avesse avuto inizio in un preciso momento nel quale tutta la materia e tutta l’energia erano concentrate in un solo punto. Nacque così la teoria del Big Bang”.

Lemaître non fu solo colui che propose per primo la dottrina dell’ “atomo primitivo” (1931), ribattezzata, in origine in termini spregiativi, “Big Bang”, ma anche colui che per primo, precedendo Hubble, intuì l’espansione dell’Universo (1927) e l’astronomo che, con Gamow, ipotizzò l’esistenza di una radiazione cosmica di fondo che sarebbe stata scoperta solo nel 1964 da Arno Penzias e Robert W. Wilson (meritevoli, per questo, del Nobel, nel 1978).

giornale

La storia del graduale affermarsi della teoria del Big bang è assai curiosa. Infatti il suo promotore dovette scontrarsi con forti pregiudizi. Il primo a non comprenderlo, fu, in due occasioni, Albert Einstein, contrario all’idea di un universo non spinoziano, cioè non statico e non eterno. A lungo l’idea di Lemaître fu contrastata dai fisici sovietici e dagli scienziati che avevano sposato l’ortodossia materialista, secondo la quale l’universo non può che essere eterno, statico ed infinito, come la materia increata.

Invece Pio XII, pontefice molto attento alle scoperte scientifiche, si espresse subito a sostegno dell’ “atomo primitivo” di Lemaître. Per il papa, infatti, il Big Bang implica il venire all’essere di qualcosa che prima non c’era; di qualcosa di mutevole, caduco, contingente, che rimanda all’Immutabile e richiede una Causa prima, secondo l’insegnamento tomista (“Tutto ciò che può essere e non essere, ha una causa”). Il Big Bang aiuterebbe insomma a comprendere la dottrina biblica della “creazione dal nulla”. Di qui un cenno di Pio XII, quasi esplicito, al Big bang, il 22 novembre 1951: “Così tutto sembra indicare che l’universo materiale ha preso, da tempi finiti, un potente inizio, provvisto com’era di un’abbondanza inimmaginabilmente grande di riserve energetiche, in virtù delle quali, dapprima rapidamente, poi con crescente lentezza, si è evoluto allo stato presente”. Troppa fretta di far concordare il concetto metafisico di creazione, con l’idea di un inizio fisico dell’universo? No, Pio XII voleva solo far capire che anche gli scienziati erano giunti, in piena autonomia, ad ipotizzare la contingenza dell’universo. Strano a dirsi, ma a dispiacersi, parzialmente, per la evidente sponsorizzazione del Big bang fu proprio il devoto sacerdote Lemaître, che Pio XII avrebbe posto a capo della Pontificia Academia delle Scienze. Sia perché credeva che fosse prematuro dare per vincente la sua ipotesi così “bizzarra” e avversata; sia per evitare, da parte di altri scienziati, ulteriori contrapposizioni ideologiche e non scientifiche, a causa delle implicazioni teologiche dell’ “atomo primitivo”.

esa lemaitre

Una curiosità: una bella foto di Lemaître in clergyman (quella sopra) sarà firmata dagli astronauti presenti nell’ISS, e verrà riportata poi sulla Terra. Con un po’ di ritardo, qualcuno si ricorda del prete che circa un secolo fa ha cambiato il modo di vedere l’Universo. Il Foglio, 31/7/2014

A Lemaître, oltre che a Mendel, verranno dedicati i Mendel day del 2015.

Il lancio:

http://blogs.esa.int/atv/2014/07/28/watch-atv-5-launch-live/

Per la vita di Lemaître:

http://www.lindau.it/schedalibro.asp?idLibro=1452

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