“Cosa si nasconde dietro i Mendel Day”…

Su Oggiscienza e su Pikaia l’insinuante sospetto. La risposta però è “niente”. Ma la stessa risposta non si può dare su cosa si nasconde dietro i Darwin Day.

L’articolo è del 5 Maggio, e dopo essere stato pubblicato su Oggiscienza (la testata che di tanto in tanto ospita anche gli sfoghi dell’ossimorica ocasapiens) con il titolo “Mendel, Darwin e il conflitto inventato“, stato pubblicato due giorni dopo su Pikaia, il portale dell’evoluzione.

In sintesi si tratta di un’analisi delle motivazioni che sono state all’origine dell’iniziativa dei Mendel Day, un’analisi fatta riportando alcuni brani di Francesco Agnoli, uno dei fondatori dell’iniziativa in questione. L’articolo è a firma di Michele Bellone che si dimostra tra l’altro non convinto che la scienza moderna sia un prodotto dell’Europa cristiana e della sua visione del mondo che integrò il pensiero greco con quello giudaico, cosa che però si può facilmente verificare andando a vedere quando e dove sono vissuti Galileo e Bacon. Basterebbe una breve ricerca, è sufficiente Wikipedia.

Nell’articolo si esprime poi anche un’altra perplessità:

Nella stessa intervista, Agnoli parlò dei monaci e della loro fede in una natura regolata da leggi ordinate e volute da un Creatore, sostenendo che essi, “sicuri dell’esistenza della meta arrivavano a scoprirla, al contrario degli scettici che difficilmente scoprono qualcosa”.

Certo è curioso leggere che lo scetticismo non porta a scoprire nulla, così come curiosa è l’idea che solo la fede in un mondo retto da leggi razionali e armoniose create da Dio ha generato la scienza come la conosciamo oggi.

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Ancora una volta non ci vuole molto per capire, il termine “scettico” indica qualcuno che dubita della possibilità di giungere alla verità, allora la domanda è questa: perché uno con un atteggiamento scettico dovrebbe mettersi a cercare la verità? Se penso che una cosa non esiste non perdo tempo a cercarla, chiaro no? Comunque sull’argomento c’è un interessantissimo articolo di Giorgio Masiero dal titolo “I sottintesi teologici della scienza moderna“, se veramente si fosse interessati si potrebbe cominciare con un’analisi critica dello stesso.

E fin qui oggettivamente non c’è niente che giustifichi il sospetto, quali siano le ragioni che hanno ispirato l’iniziativa dei Mendel Day è stato ripreso da interventi fatti da Agnoli sui quotidiani, tutto chiaro e alla luce del sole. Ma allora cos’è che si nasconderebbe dietro i Mendel Day?  La risposta arriva alla fine dell’articolo:

Il frate agostiniano contro il naturalista inglese, la scienza buona e umana contro la scienza cattiva e indifferente. Ma cosa c’è dietro a questa contrapposizione? “Secondo me questa è una visione ideologica” ci ha detto Alessandro Volpone, docente di Storia della biologia evoluzionistica all’Università degli Studi di Bari.

“Ogni strumentalizzazione è sempre sbagliata perché, in realtà, molte volte sono gli scienziati stessi che non vogliono essere strumentalizzati. Anche Darwin è sempre rifuggito dalle strumentalizzazioni, dalle applicazioni del darwinismo alla società”.

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Secondo l’autore dell’articolo i Mendel Day nasconderebbero quindi una visione ideologizzata della scienza, si tenterebbe dunque di strumentalizzare gli scienziati. Questa conclusione lascia sgomenti, l’ideologizzazione della figura di Darwin è proprio il motivo dell’operazione di informazione che ha portato alla nascita dei Mendel Day, e adesso si cerca di nascondere dietro un dito l’uso strumentale di Darwin per indicare come ideologico l’impiego di Mendel!

Bellone evidentemente non ha letto l’articolo “Darwin Day – AHA. Una connessione compromettente.“, altrimenti avrebbe prudentemente evitato di sollevare la questione. Sarebbe a questo punto interessante conoscere l’opinione del prof. Volpone sulla strumentalizzazione del nome di Darwin da parte dell’AHA e dell’UAAR. Ma qualcosa mi dice che difficilmente lo sapremo.

Rivelatore invece del substrato ideologico che permea i Darwin Day il seguente passaggio dell’articolo su oggiscienza:

Se l’anno scorso i Mendel Day erano stati pochi, quest’anno sono almeno una ventina le città nelle quali hanno avuto luogo questi incontri, alcuni dei quali si sono tenuti e si terranno in sedi universitarie – cosa che non ha mancato di suscitare polemiche.

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Tutto normale per l’autore. Normale il fatto che l’aver realizzato iniziative sulla scienza, con persone qualificate, in sedi universitarie abbia suscitato delle polemiche.  Ma perché allora dovrebbero esserci delle polemiche? Non è forse questa una conferma della fondatezza dell’intuizione dei Mendel Day?

Su una cosa sono però d’accordo, il conflitto di cui stiamo parlando è stato inventato, ma non si tratta dell’invenzione del conflitto tra Darwin e Mendel, si tratta di quello tra fede e scienza, un’invenzione che i Darwin Day introdotti in Italia dall’UAAR hanno contribuito ad alimentare.

In conclusione faccio una proposta per fare chiarezza, in quanto co-fondatore dell’iniziativa dei Mendel Day: se oggiscienza o Pikaia, o lo stesso Michele Bellone volessero avere chiarimenti sull’iniziativa o volessero confrontarsi pubblicamente sul fenomeno “Darwin Day – Mendel Day”, dichiaro la mia disponibilità al riguardo.

 Critica Scientifica

 

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