Quella Solennità amara, ovvero un commento alla circolare di P. Volpi dell’8 dicembre 2013

 di G.P.

 Era nell’aria e alla fine il fulmine è arrivato colpendo i F.I. nel giorno a loro tanto caro, la solennità dell’Immacolata ! Pura coincidenza oppure mossa preparata a tavolino con furbizia e determinazione? Lasciamo la risposta ai lettori. Ecco quanto è accaduto.

Nel giorno dell’Immacolata, domenica 8 dicembre, il P. Commissario Apostolico (tramite il Segretario Generale P. Alfonso Bruno) mandaper posta elettronica a tutte le Case Mariane una circolare di 5 pagine. Come al solito, non in formato cartaceo, e senza numero di protocollo. Non si riesce nemmeno a vedere se la firma di P. Volpi è autografa oppure scansionata dall’esperto P. Bruno. Comunque è sicuro che la lettera è di P. Volpi.

P. Alfonso Bruno sembra davvero abile nel manipolare notizie, fatti, dati statistici (il triste questionario della visita apostolica), a scansionare firme… Certe fonti sostengono che P. Bruno ha contribuito al dossieraggio contro mons. Marcel Agboton, all’epoca arcivescovo di Cotonou (Benin), quello che tolse il Santuario di Allada ai frati e a P. Bruno…

Passò qualche anno e arrivò la vendetta, non si sa se dal Cielo o da P. Bruno. Dossieraggio, accuse, e nel 2010 mons. Agboton è dimesso dalla Santa Sede. Era davvero colpevole? Chi dice sì, chi dubita. Sarebbe interessante capire se la rimozione del vescovo di allora, ha a che fare qualcosa con i colpi di mano di oggi. Con la stessa persona, si intende, e con la stessa strategia.

In diverse occasioni, dinanzi a laici MIM e a frati, a voce e a mezzo stampa, in Italia e all’estero, P. Bruno ha raccontato e insinuato accuse (tipo: deviazione tradizionalista, problemi mentali, complottismo) contro P. Stefano Manelli e i suoi stretti collaboratori. Ha fatto carriera, P. Bruno: grandi amicizie, tessera di giornalista, licenza, master, visite e appoggi in Curia Romana, Assistente Generale… Il tutto fingendo sino all’ultimo (vedi firma in calce al documento inviato contro il questionario) di stare da una parte (con padre Stefano), per balzare poi, ufficialmente, dall’altra, al momento giusto. Mentre faceva l’elogio pubblico dei genitori santi di padre Manelli, al lifeday 2012, e li additava come esempio per tutti, come genitori del suo fondatore, lavorava per la caduta del suo fondatore…

         E vediamo quella lettera dell’8 dicembre: durissima, imperiosa, diffamatoria, calunniosa.

         P. Volpi scrive in una «occasione propizia», certo che le festività natalizie renderanno le sue parole «più chiare, rassicuranti e fruttuose»… Con insinuazioni non troppo velate e manipolando le parole di Papa Francesco (Evangelii gaudium), P. Volpi rimprovera P. Manelli e i suoi frati di non esser tanto conformi al carisma F.I. e di non essere ecclesiali[1].

P. Volpi fa sua la mentalità dei frati contestatori che si sono appellati alla CIVCSVA[2]: i Fondatori e i frati “manelliani” avrebbero deviato dall’autenticità del carisma FI e dall’ecclesialità… Sappiamo cosa intendono P. Volpi e seguaci: il reato da essi contestato e insinuato è la promozione e la preferenza del Vetus Ordo. Non vogliono ammettere la legittimità dell’operato di P. Manelli e dei suoi collaboratori (cf. Atti Capitolo Generale 2008, pp. 49-50; Lettera Consiglio Generale FI, 21-11-2011, Prot. 77/2011; rescritto della Pont.Comm. ED, 14-4-2012) in sintonia con il Motu proprio “Summorum Pontificum” di Papa Benedetto XVI e con l’istruzione (PCED) “Universae Ecclesiae”.

         Sintetizziamo le accuse esplicite o implicite, dichiarate o insinuate, che P. Volpi rivolge nella sua circolare ai frati fedeli al carisma dei Fondatori: 1) «disobbedienze» contro la sua opera; 2) criticare la Chiesa e attribuire alla Chiesa la distruzione del carisma F.I.; 3) mancanza di libertà e responsabilità di pensiero e di azione; 4) i precedenti formatori e superiori avrebbero ispirato nei frati (specie studenti e formandi)«paure e “terrore reverenziale”»[3].

Chi conosce solo un po’ questi frati non può che dire di tutto ciò: falso.

         I frati che hanno chiesto a P. Volpi di revocare alcune sue opinabili decisioni e che hanno  fatto ricorso alla CIVCSVA si sono avvalsi del diritto canonico che prevede il ricorso gerarchico per un qualsiasi giusto motivo (can. 1737 § 1). Piuttosto, a legger tutto ciò che sta capitando a questi frati, sembra proprio vero il contrario, ossia che mancanza di libertà, paure e terrore psicologico sono ispirati e provocati da P. Volpi e dai suoi complici (es.: P. Bruno), con provvedimenti autoritari, proibizioni e restrizioni…E poi, che dire delle minacce di P. Volpi e complici contro i frati “petizionari”? Vedremo più avanti.

         Nessuno sano di mente e cuore si sognerebbe di attribuire alla Chiesa la distruzione del carisma e delle opere dei F.I.; semmai, sono P. Volpi e ai suoi collaboratori F.I. ad agire da distruttori; se agiscono in buona o mala fede, solo Dio lo sa.

         P. Volpi è dalla parte dei 5 principali contestatori (non li nomina ma ormai son noti sul web) che hanno fatto ricorso alla Santa Sede «conforme al loro diritto»… Perché poi P. Volpi si scandalizza di una petizione rivolta alla Santa Sede e dei ricorsi di vari frati? Non hanno agito anche loro «conforme al diritto»?

         P. Volpi si lamenta della “macchina del fango” che ha colpito i suoi pupilli. In realtà il fango l’hanno cominciato a gettare loro, anche con l’appoggio di P. Volpi. Vedasi il caso di P. Alfonso Bruno. Vedasi l’email e il promemoria spedito a vari indirizzi email di frati da P. Antonio Santoro il 30 luglio 2013 dove si accusano P. Manelli e i formatori dello STIM di impartire una formazione paranoica,  lefebvriana e complottista. Quanto fango hanno buttato i contestatori e P. Volpi !

         P. Volpi insinua che i “manelliani” sono strumentalizzati dai lefevriani adducendo come prova il fatto che «Fellay» ha parlato bene di loro… E se invece un musulmano o un progressista parlasse bene dei F.I., allora vorrebbe dire che sono diventati musulmani o progressisti? E se un protestante, pardon, un fratello separato, lodasse il p. Volpi per le sue aperture teologiche circa la concezione della vita religiosa, in particolare sulla povertà evangelica, non lontane da quelle di Lutero, allora p. Volpi sarebbe diventato un protestante?

         P. Volpi dice di aver ricevuto testimonianze negative sui F.I. da Ordinari in Italia e all’estero[4]. Perché non dice quante sono? Perché tace le testimonianze positive di cardinali, vescovi, sacerdoti e laici ?

         P. Volpi accusa P. Manelli e altri di passaggio dei beni mobili e immobili dell’Istituto a laici famigliari e figli spirituali di P. Manelli.

In realtà i beni non sono mai appartenuti all’Istituto, ma ad associazioni non-profit che fiancheggiano l’Istituto. Dare più responsabilità ai laici nella gestione dei beni è sempre stato il pensiero del Padre Fondatore e il pensiero di Papa Francesco, che vuole una Chiesa davvero povera, tanto più i francescani. D’altra parte, a quanto sembra da varie fonti, il P. Manelli ne aveva informato P. Volpi il quale aveva accolto la notizia con gioia perché vedeva che si cerca di vivere la Regola francescana.

Nella lettera si parla della «raccolta furtiva di firme» di frati per fondare un nuovo Istituto che preferisca il Vetus Ordo; firme, secondo P. Volpi, «spesso estorte con l’inganno», firme poi ritrattate da «singoli religiosi»; religiosi che avevano firmato quella petizione scritta nell’idioma italiano «da essi non conosciuto»[5].

La “furtività” (o riservatezza?), sarà sicuramente dipesa dal clima terroristico instaurato da P. Volpi, P. Bruno, P. Calloni. È facile pensare che se P. Volpi continua a colpire i frati, questi saranno contenti di far un nuovo Istituto. Sembra davvero strano pensare ad un inganno in questa faccenda della “raccolta firme”. P. Volpi fa passare questi poveri frati come dei rimbambiti, i buoni frati ci perdonino il termine.

All’inizio era il Fondatore che non capiva più niente, poi, man mano, tutti i frati che lo hanno seguito nella fedeltà al carisma originario son diventati d’un botto tutti imbecilli (scusate ancora!), studenti e fratelli, e questo “in barba” agli studi scotistici che portano avanti con fervore e con buon frutto, come testimoniano le tante pubblicazioni di filosofia e teologia scotista, apprezzate in Italia e all’estero. Da confidenze avute, semmai bisognerebbe denunciare falsità e minacce usate contro i firmatari: alcuni collaboratori di P. Volpi hanno tentato di estorcere ritrattazioni delle firme e poi hanno deposto da cariche i frati “petizionari”. P. Volpi e soci (P. Bruno, P. Tindoy ecc.) hanno cercato di far credere che quella petizione fosse contro la Chiesa… Almeno in un caso la deposizione di un “petizionario” è stata brutale e immediata: trasferimento da una nazione all’altra.

Alcuni frati, sotto tali minacce, avranno pure ritrattato per paura di essere espulsi o sospesi a divinis. Forse alcuni sono stati convinti con argomenti suadenti. Ma che dire di tutto ciò? E pensare che P. Volpi accusa i “manelliani” di infondere paura e terrore…

         P. Volpi tra le righe loda i suoi frati come fedeli al carisma e alla Chiesa… Invece quelli di P. Manelli avrebbero identificato l’Istituto e il carisma con il Fondatore dandogli pure «una specie di aureola di infallibilità»… P. Volpi li accusa di «povertà spirituale» e «dipendenza psicologica», «automatismo succube»… Tali accuse P. Volpi rivolge anche ad «alcune esponenti di spicco delle Suore Francescane dell’Immacolata» che avrebbero contribuito «non poco» alla formazione di tale mentalità tra noi frati… E poi P. Volpi addossa tali accuse anche «a molti laici» della MIM e del TOFI, colpevoli, secondo lui, di creare «gravi scandali» e di mettere a repentaglio l’apostolato e l’integrità della fede…[6] Tutti sotto accusa!

         In realtà P. Volpi e il suo gruppetto di seguaci stanno scandalizzando e creando scompiglio dentro e fuori l’Istituto. Si ritengono infallibili interpreti del carisma F.I. ed ecclesiali assai più dei Fondatori impedendo ai loro frati qualsiasi giusta difesa. P. Volpi e i suoi frati pretendono dai “manelliani” dipendenza e automatismo succube. Ma costoro preferiscono stare nella Chiesa, col Papa e con i Fondatori.

         P. Volpi si ritiene praticamente infallibile e con abilità mette in contraddizione il seguire il Papa e il seguire i Fondatori.

         Dopo aver scagliato diffamazioni e calunnie, P. Volpi scrive che ha informato (ovvio, a modo suo !) la CIVCSVA di quanto sopra, e pertanto in forza della sua autorità P. Volpi dispone (senza chiari, precisi, circostanziati motivi, alla faccia della certezza del diritto) 6 provvedimenti:

1)    sospensione dello STIM e chiusura della Casa di Sassoferrato dove il predetto seminario è ubicato;

2)    sospensione per un anno di ordinazioni diaconali e sacerdotali; i candidati formandi dovrannosottoscrivere dichiarazione con cui accettano il Novus Ordo «quale espressione autentica della tradizione liturgica della Chiesa e dunque della tradizione francescana» e i documenti del Vaticano II. (P. VOLPI SCAMBIA I “MANELLIANI” PER LEFEBVRIANI? P. VOLPI E I SUOI FRATI RITENGONO, ERRONEAMENTE, CHE SIA ILLECITO AI F.I. PREFERIRE IL VETUS AL NOVUS ORDO, continuando però a utilizzare entrambi).

3)    Ogni religioso deve formalmente manifestare per iscritto la sua volontà di continuare il suo cammino tra i F.I. secondo il Concilio Vaticano II. (FORSE NON L’HANNO FATTO FINORA? I FRATI TEMONO CHE TALI SOTTOSCRIZIONI VENGANO STRUMENTALIZZATE E USATE CONTRO DI LORO).

4)    sospensione delle attività MIM e TOFI finché questi non faranno dichiarazione di adesione all’autorità di P. Volpi.

5)    nomina di una commissione economica.

6)    proibizione a tutti i religiosi F.I. di collaborare con le pubblicazioni della Casa Mariana Editrice… (PERCHE’? CI SONO PROBLEMI DOTTRINALI? NO, IL PROBLEMA E’ CHE AL PUPILLO DI P. VOLPI, P. ALFONSO BRUNO, E’ STATO CHIESTO DI RESTITUIRE ALLE SUORE LA RIVISTA “MISSIO IMMACULATAE”. LA REPLICA: NESSUN FRATE DEVE COLLABORARE CON LA CME!! P. BRUNO E P. VOLPI NON RISPARMIANO COLPI, NEMMENO IN GIORNI DI FESTA).

CIRCA LO ZELO ECONOMICO DI P. VOLPI:

– PERCHE’ P. VOLPI HA PROMOSSO P. ZANGHERATTI  VICERETTORE  STIM, NONOSTANTE SIA UNO DEI 5 FRATI CHE HANNO DENUNZIATO P. MANELLI ALLA CIVCSVA.

–  SOSPENDENDO/CHIUDENDO LO STIM, E OBBLIGANDO GLI STUDENTI DI FILOSOFIA E TEOLOGIA A STUDIARE ALTROVE (BENEVENTO E ROMA), P. VOLPI OBBLIGA L’ISTITUTO A PAGARE DECINE DI MIGLIAIA DI EURO TRA SPESE DI VIAGGI E TASSE UNIVERSITARIE. CHE DIRE POI DEI COSTI DA PAGARE PER LA CHIUSURA DELLA CASA DI SASSOFERRATO E I TRASLOCHI DEGLI STUDENTI A FRIGENTO E ROMA?

P. Volpi termina la lettera – amarissima! – facendo obbligo («Faccio obbligo») a tutti i Guardiani (e Vicari delle case filiali) di leggerla a tutti i membri di ogni singola comunità…

Che beffa! E pensare che i 5 frati ribelli hanno accusato P. Manelli di governo arbitrario, tirannico, imposizione del Vetus Ordo… Da che pulpito, la predica, si potrebbe dire oggi, dopo aver visto all’opera i “riformatori”

 

Vedi anche: http://www.libertaepersona.org/wordpress/2013/12/volpis-list/


[1] Lettera circolare di P. Volpi a tutti i Religiosi F.I., 8 dicembre 2013, p. 1.

[2] Cfr supra, p. 2.
[3] Ivi.
[4] Cfr supra, p. 3.
[5] Ivi
[6] Cfr supra, p. 4.

[1] Lettera circolare di P. Volpi a tutti i Religiosi F.I., 8 dicembre 2013, p. 1.

[2] Cfr supra, p. 2.

[3] Ivi.
[4] Cfr supra, p. 3.
[5] Ivi
[6] Cfr supra, p. 4.
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