Una risposta documentata alle calunnie sulla Associzione Mariana Editrice nata dai F.I.

di Claudio Circelli

Ave Maria!

Reverendi Padri e Suore Francescani dell’Immacolata, cari fratelli laici,

in seguito alle scorrette informazioni diffuse sull’attività dell’Associazione Casa Mariana editrice, di cui ricopro la carica di presidente, e alle pesanti diffamazioni di cui sono stato fatto oggetto, avverto l’obbligo di intervenire. Finora mi ha trattenuto il rispetto che porto alla figura del sacerdote.  Pur imponendomi di osservare sempre un atteggiamento corretto nei confronti dei Reverendi Padri Alfonso Maria Bruno, Segretario Generale e Fidenzio Volpi, Commissario, non posso indugiare oltre. È doveroso un chiarimento nella speranza di dissipare il clima di confusione che si va generando, in seguito alle interpretazioni capziose del Segretario Generale, avallate dal Commissario.

Ormai da tempo, il Reverendo padre Alfonso Maria Bruno, dopo il commissariamento, va screditandomi con parole  e con scritti che trovano fondamento solo nella sua fantasia.

In una lettera datata 17 ottobre 2013 (allegato in alto), indirizzata a padre Alfonso, comunicavo la decisione del Consiglio Direttivo dell’Associazione Casa Mariana Editrice, di non ritenere più necessario che si occupasse della conduzione di due riviste Missio Immaculatae International e Cristo al Mondo e di aver reso inoperoso il conto corrente postale da lui gestito, in prospettiva di una definitiva chiusura.

Il Reverendo Padre Alfonso non era certo obbligato a chiedere chiarimenti, come legittimamente ha scelto di fare.

Il giorno 11 novembre 2013 gli ho inviato una seconda lettera in cui ho chiesto di ricevere la documentazione in suo possesso per condurre la redazione e la gestione amministrativa ed economica delle suddette riviste, mettendo in particolare risalto, (al primo posto di un elenco) proprio l’indirizzario, per continuare il corretto rapporto con gli abbonati. (vedi sotto)

A questa seconda lettera padre Alfonso rispondeva il giorno 19 novembre, scrivendomi che la documentazione richiesta “è detenuta” dalle Reverende Suore Francescane dell’Immacolata “dato che ho svolto unicamente nell’ambito delle pubblicazioni edite dall’Associazione denominata Casa Mariana Editrice le funzioni di Capo Redattore per la rivista Missio Immaculatae International  e per la rivista Le Christ au monde; per quanto riguarda invece la rivista Christ to the world non ho mai svolto alcuna funzione” (vedi sotto)

Risulta invece da copiosa documentazione che le Suore non sono in possesso dei documenti menzionati e che invece, proprio Padre Alfonso, è stato l’unico responsabile nei rapporti con quanti curavano la produzione durante gli anni in cui ha gestito sia Missio Immaculatae International che Cristo al Mondo.

Successivamente, il giorno 28 novembre u.s., P Alfonso, in qualità di Segretario generale, inviava  ai Frati FI una email in cui trasmetteva una lettera obbedienziale di P. Volpi. Nell’email dichiarava che il sottoscritto “il 17 ottobre scorso ci comunicava per la prima volta, senza preavviso e nessuna trattativa, la novità di essere il Rappresentante legale della Casa Mariana Editrice” e accludeva copia della mia del 17 ottobre. Inoltre dichiarava di lasciare a terzi le valutazione etiche sul mio comportamento circa la mancanza di rispetto che avrei dimostrato nei confronti dei lettori e degli abbonati paganti. Come se non bastasse, mi accusava di aver incamerato le offerte di 420 Messe depositate sul conto. (vedi sotto)

Rispondo facendo notare che non v’è alcun obbligo, né per le leggi dello Stato, né per le leggi della Chiesa di avviare un negoziato con chi non ha titolo per sedersi ad un tavolo di trattative. Per quanto riguarda la mancanza di rispetto verso i lettori, faccio presente che alla mia richiesta di documentazione per continuare il rapporto con loro, contenuta nella seconda lettera, padre Alfonso non ne fa alcuna menzione. Sicuramente una dimenticanza. Purtroppo il rifiuto del padre a passare le consegne alla Casa Mariana Editrice, rende impossibile organizzare il lavoro nel rispetto di quanti ci seguivano.

Per quanto riguarda l’ultima affermazione da me evidenziata, il Segretario Generale insinua che ho rubato i soldi destinati alle Messe. Purtroppo, con il suo scritto, conferma, a mezzo cartaceo, le diffamazioni verbali già precedentemente diffuse sul mio conto, trasformando la mia legittima attività di legale rappresentante, in un “furto sacrilego”, per usare le sue stesse parole.

Se il Segretario Generale mi accusa di aver chiuso il conto corrente da lui in precedenza gestito perché non riferisce in pubblico quando l’ho chiuso e come avrei incamerato i soldi delle Messe?

Purtroppo ad avallare l’operato di Padre Alfonso subentrano alcune imprecisioni di Padre Volpi contenute nella LETTERA OBBEDENZIALE indirizzata ai Reverendi Padri. In essa scrive che l’Associazione Casa Mariana Editrice non intende continuare il rapporto di collaborazione con l’Istituto dei FFI, aggiungendo che si è verificato un contrasto insanabile circa la linea editoriale da seguire. Ne consegue, per i Padri che collaborano alle riviste e ai periodici, l’obbedienza grave di rassegnare immediatamente le dimissioni come Direttori Responsabili e Capo Redattori; nonché il divieto di “ogni forma di collaborazione a qualunque titolo (anche con pseudonimi e prestanomi eventuali) e distribuzione nelle chiese e santuari affidatici, per ogni pubblicazione della Casa Mariana Editrice e Associazione Settimanale di Padre Pio”. (vedi sotto)


In risposta, preciso che:

– non ho mai comunicato la volontà di interrompere il rapporto di collaborazione con i padri dell’Istituto né a padre Alfonso, né al Commissario Volpi;

– puntualizzo che non ho mai dichiarato a Padre Alfonso di voler sospendere con lui tutti i rapporti di collaborazione;

– assicuro che l’assemblea degli associati non ha mai deliberato un cambiamento della linea editoriale dalla mia nomina (8 settembre 2013)  ad oggi e tutto il lavoro è stato svolto sulla scia della continuità con quanto realizzato in precedenza.

Non essendoci stata alcuna interruzione di sorta con la linea editoriale, non esiste neanche un contrasto insanabile. Ma ammesso ci sia stato, non riesco a spiegarmi la ragione per cui impedisce anche la diffusione delle pubblicazioni dell’Associazione prima della mia nomina, pubblicazioni diffuse ormai da decenni nei conventi dei Francescani dell’Immacolata e per le quali sono state già anticipate dalle case dei frati ingenti somme che sarebbero state rimborsate con le offerte della distribuzione.

Se gli argomenti presenti nella LETTERA OBBEDENZIALE del Reverendo Padre Volpi sono destituiti di fondamento, se approva pedissequamente il comportamento di Padre Alfonso, onestamente faccio fatica ad accettare, non il commissariamento in sé, ma le modalità con cui si sta svolgendo.

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