Sulla questione delle apparizioni mariane

Le apparizioni di personalità appartenenti al mondo ultraterreno – paradiso, inferno, purgatorio (Gesù Cristo, la Beata Vergine Maria, Angeli, Santi, anime beate o purganti, dannati, demòni)  – sono fenomeni miracolosi e generalmente rari o straordinari ordinati o permessi dalla divina Provvidenza per la salvezza delle anime e per favorire la diffusione e l’applicazione del Vangelo nel corso della storia e in varie circostanze della vita.

Non tutti però credono alla realtà e attendibilità soprannaturale di queste apparizioni e spiegano le testimonianze in merito o con la frode o con fattori meramente psicologici o parapsicologici, a volte addirittura psicopatologici. Vediamo brevemente in questo articolo di definire la vera natura di queste apparizioni, con particolare riferimento a quelle mariane, che hanno proprie caratteristiche, distinguendole dai fenomeni psichici che hanno solo l’apparenza delle apparizioni senza esserlo veramente.

Innanzitutto, per parlare di “apparizioni” occorre presupporre una gnoseologia realistica che distingua l’apparenza o l’apparizione dalla realtà, e la verità dall’opinione; giacchè, se parliamo sulla base di una concezione induista o fenomenistica o fenomenologica o soggettivistica, tutto è apparenza e apparizione, tutto è opinabile e non c’è niente di certo, perchè in tali concezioni la realtà non è un qualcosa che esiste in sé indipendentemente da noi, ma è ridotta a ciò che appare o sembra a ciascuno di noi. Ma non stiamo qui a confutare queste visioni erronee e diamo per scontata la verità del realismo, che del resto corrisponde alla concezione biblica e cattolica.

Ripetiamo dunque innanzitutto che le apparizioni mariane presentano caratteristiche speciali nella storia della Chiesa. Esse diventano sempre più numerose nei paesi cattolici a partire dal Medioevo sino ai nostri giorni. Sono legate a luoghi particolari e quasi sempre interessano inizialmente persone umili e comuni del Popolo di Dio – i veggenti -, prevale l’elemento femminile e si arriva fino ai i fanciulli.

Queste apparizioni solitamente avuete apprioni solitmnte vengono in tempi calamitosi, per esempio in occasione di persecuzioni, di crisi nella Chiesa o di grave diffusione del vizio o per far cessare un’epidemia, e propongono generalmente messaggi profetici tesi a dare speranza, oppure esortazioni o  avvertimenti, come l’appello a migliorare la propria condotta, o alla conversione, onde evitare divini castighi, come avvenne per esempio a Fatima, oppure possono confermare dogmi della Chiesa, come avvenne a Lourdes, oppure promuovere una speciale preghiera mariana come il S.Rosario, come nel Santuario della Madonna del Rosario di Fontanellato presso Parma.

In ogni caso, hanno lo scopo di promuovere il fervore, il progresso e la sincerità della vita cristiana, la penitenza e la conversione, l’amore alla Chiesa e al Papa, la pratica dei sacramenti, il servizio ai poveri e ai sofferenti. Queste presenze consolanti e premurose di Maria tra i suoi figli sparsi nel mondo seguono e favoriscono il cammino storico della Chiesa, come per esempio a Medjugorje, dove vediamo emergere i temi del Concilio Vaticano II, come l’evangelizzazione, l’attenzione ai valori e ai bisogni di oggi, il dialogo, l’ecumenismo, l’antimodernismo, la lotta all’empietà, l’incentivazione della solidarietà umana.

Generalmente, dopo l’approvazione da parte dell’autorità ecclesiastica, questi fenomeni promuovono la costruzione o l’uso nuovo di santuari o chiese e l’avvio o il rafforzamento di opere di misericordia, o addirittura il sorgere di sodalizi o famiglie religiose, che promuovono il tipo particolare di devozione mariana o i messaggi evangelici lanciati dalle apparizioni, con una liturgia speciale e pratiche devozionali e caritative.

L’estensione di queste forme di culto mariano varia in forma notevolissima da santuario a santuario, dalla spoglia cappellina della Madonna in un paesino sperduto di montagna, sino ai milioni di pellegrini di Medjugorje e agli splendidi e frequentatissimi santuari della Madonna di Guadalupe in Messico o della Vergine del Pilàr in Spagna o dell’Aparecida in Brasile o della Madonna Nera di Czestochova.

Tuttavia tale estensione è sempre limitata a certe aree o parti della cattolicità, per quanto vaste esse possano essere, e ciò appunto caratterizza in generale le cosiddette rivelazioni “private”, che non hanno cioè né possono avere l’ufficialità, la certezza, l’universalità e l’importanza preminente ed assoluta della predicazione propria del Magistero della Chiesa, annunciatrice della rivelazione “pubblica”, ossia il messaggio della salvezza affidato da Cristo agli apostoli ed ai loro successori.

“Private”, quindi, non vuol dire “per poche persone” e non c’entra con la dignità ecclesiastica o gerarchica del veggente, che potrebbe essere anche un Re, un Cardinale o il Papa; e i pellegrini possono essere anche milioni; non è una questione di quantità; è, come spero che il lettore mi abbia capito, una questione di autorevolezza dottrinale della rivelazione ricevuta dal veggente; la rivelazione privata non è che un punto di vista particolare nel confronti del Vangelo o una sua applicazione o attualizzazione particolari, al sevizio della rivelazione pubblica, per renderla  più credibile, più attraente, più praticabile e più adorabile in particolari circostanze di spazio e di tempo.

La rivelazione privata non è strettamente necessaria alla salvezza. Per questo basta il Vangelo, come lo ricordava di recente anche Papa Francesco. Tuttavia, una delle ricchezze della pietà cattolica è anche questo dono prezioso della Provvidenza che sono le apparizioni mariane, dono che non va sopravvalutato, ma non va neppure sottovalutato con la scusa tipica dei protestanti che Cristo è l’unico mediatore. Ma appunto Maria ci aiuta a valerci della mediazione del suo divin Figlio.

Se dunque la devozione mariana come tale, fondata sulla dogmatica mariana, è parte essenziale del cammino della salvezza per tutti, queste forme speciali, nate da esperienze carismatiche abbastanza rare, costituiscono delle modalità particolari e facoltative di culto mariano, rimesse alla libera scelta del fedele in consonanza con personali esigenze della sua pratica liturgica, e del suo cammino spirituale ed ecclesiale.

Non sempre queste apparizioni sono autentiche, ma possono avere il carattere dell’allucinazione,  o della suggestione illusoria, o possono esser provocate dal demonio o costruite dall’arte paragnostica. Il riferimento fondamentale per il discernimento di queste apparizioni soprannturali è dato dai racconti biblici aventi carattere storico, come per esempio le apparizioni di Cristo risorto o le apparizioni di angeli o di santi. Secondariamente sono utili i pareri e i criteri usati dall’autorità ecclesiastica nel campo dell’agiografia. Consideriamo per esempio i casi famosi di Lourdes o di Fatima.

Queste apparizioni, con i messaggi solitamente ad esse collegati, illustrano in forma carismatica alcuni misteri della salvezza o stimolano all’applicazione del Vangelo, ma non aggiungono nulla ai contenuti della divina rivelazione pubblica, oggetto della fede divina o teologale, quella Parola di Vita che Cristo ha ufficialmente affidato agli Apostoli e ai loro Successori da insegnare al mondo intero, assistiti dallo Spirito Santo.

Per questo, le suddette rivelazioni annesse alle apparizioni, per quanto utili ed edificanti, sono dette “private”, perchè non godono, come si è dtto, dell’universalità della rivelazione pubblica, vincolante per ogni credente, sotto pena di peccato di incredulità, e si propongono al fedele come oggetto di una devozione facoltativa rimessa alla sua scelta personale.

Nel contempo e per questi motivi la certezza della verità di queste rivelazioni è assai inferiore a quella che viene dalla rivelazione pubblica. E’ una certezza meramente umana, seppur fondata sul prudente giudizio della Chiesa, mentre nell’altro caso è certezza soprannaturale, ispirata dalla fede teologale, dove la Chiesa è infallibile. Così si giustificano le differenti apparizioni mariane: esse sovvengono a bisogni diversi ed a diversi progetti si salvezza, che Maria comunica alle anime a nome di Dio.

La Madonna può apparire al veggente in modo tale da dargli certezza di essere la Madonna. Questo non vuol dire che Maria appaia in carne ed ossa, dato che Ella è in cielo, ma si tratta di un’immagine tridimensionale creata da Dio o formata dagli angeli per l’occasione: un’immagine, se mi è consentita l’espressione, “televisiva” o “virtuale”.

Infatti non è pensabile che Maria lasci il cielo per venire in un luogo particolare della terra, quando Ella dal cielo svolge in continuazione la sua missione materna di provvidenza e di intercessione nei confronti dell’intera umanità. Il che comporta, a quanto pare, che non sia necessario che Ella lasci il suo posto, ma da quel posto, cioè il trono dell’Altissimo, dal quale si dirigono le sorti dell’umanità, Ella, per mandato divino, interviene su questa terra servendosi probabilmente del ministero di angeli, da lei incaricati di formare la sua immagine e di parlare a suo nome.

Possiamo aggiungere che l’immagine può affettare solo l’occhio del veggente o dei veggenti e non di altri; per questo capita che sono solo loro a vedere la Madonna, come avviene a Medjugorje. Qualcosa di simile avviene anche per gli lati sensi. Viceversa, come narrano gli Atti degli Apostoli, ben 500 persone videro simultaneamente Cristo risorto.

In caso di dubbio da parte del veggente o da parte di altri circa l’autenticità dell’apparizione o se invece il veggente non è abbastanza credibile, può essere utile o necessaria la sentenza dell’autorità ecclesiastica, dal vescovo sino alla S.Sede, benchè tale autorità non sia infallibile. Per questo non è in linea di principio proibito un prudente dissenso[1].

Il vescovo dev’essere certo prudente nell’indagine, ma non deve tirarla troppo per le lunghe, dando una cattiva impressione di scetticismo. I personaggi della Scrittura con la testa a posto che hanno ricevuto apparizioni, non hanno aspettato il parere del sommo sacerdote o del vescovo per riconoscere la verità dell’apparizione ricevuta.

Quando S.Giuseppe ha ricevuto apparizioni angeliche, se l’è cavata da solo senza bisogno di chiedere il parere di esperti. Così il cristiano ben formato, senza cadere in fanatismi o autoesaltazioni, deve imparare a intrattenere un rapporto quotidiano col soprannaturale, per esempio con l’angelo custode, cacciando il demonio, cosa che fa parte del cammino normale della salvezza.

Maria può apparire anche ad una sola persona, senza che occorra che altri lo sappiano, ma può essere prudente che lo sappia il direttore spirituale, il quale può eventualmente svolgere un’opera di verifica e di consiglio. In ogni caso, la Madonna, quando appare, s’incarica Ella stessa di dar certezza della sua apparizione. L’autorità ecclesiastica può esprimere un parere, peraltro non infallibile, in casi dubbi, se non vi è certezza dell’autenticità dell’apparizione. Il demonio certo può fingere false apparizioni mariane, ma, ad uno sguardo vigile e prudente, prima o poi egli scopre il suo piano malefico, per cui può essere respinto e cacciato.

I messaggi delle apparizioni mariane sono ricchi di sapienza, conformi al Vangelo, ma non ci danno la certezza di fede teologale, che ci dà la pura Parola di Dio, se non per la presenza in quei messaggi, di dottrine già definite dalla Chiesa, anche se nell’apparizione la Madonna, per esempio, dice di parlar a nome di Dio.

Quanto al fatto che sia proprio la Madonna a parlare, la cosa in linea di principio è possibile, ma va verificata attentamente di volta in volta, controllando i segni di credibilità che vengono offerti dall’apparizione, come per esempio avvenne per il “segno del sole” a Fatima o la scoperta della sorgente d’acqua da parte di Bernadette a Lourdes.

Il veggente autentico è una persona psichicamente normale, non necessariamente una persona dotta, e tuttavia amante della sana dottrina e della virtù, umile, modesto, pio, dedito alle opere buone, docile all’autorità ecclesiastica, si lascia mettere in discussione, offre segni di credibilità, è coraggioso nella sua testimonianza cristiana.

Bisogna tener conto anche del fatto che Maria appare anche per convertire i cuori a Cristo, per cui può accadere, come accadde alle origini del santuario mariano della Tre Fontane a Roma, che Ella apparì ad un incredulo, il quale poi, scosso da questa apparizione, giunse alla fede.

Il falso veggente può essere persona loquace e brillante, capace di attirare l’attenzione, può esprimere alte vedute, apparire un grande saggio o addirittura un genio, ma è egocentrico e spavaldo, non sopporta di essere contraddetto, è astuto nel farsi strada, affetta falsa umiltà che nasconde la superbia, cerca il successo, è ribelle alla Chiesa, fa discorsi sofistici ed ingannevoli, falsifica la vita ecclesiale, non dà segni di credibilità, ma esige di essere creduto sulla parola minacciando diversamente castighi divini.

C’è inoltre da dire che le apparizioni mariane attirano facilmente l’attenzione di molta gente, non sempre ben intenzionata, per cui può accadere che attorno a centri di autentica spiritualità mariana vengano svolte attività variamente disoneste o truffaldine o si cerchino illeciti guadagni. Occorre saper separare il grano dal loglio. Infatti in ogni ambiente ecclesiale l’autentico si mescola con lo spurio, il bene col male, la virtù col vizio.

Tutto cominciò col tradimento di Giuda, che pure si trovava nel collegio degli apostoli e da allora nella Chiesa non esiste ambiente, per quanto sano, che non sia contaminato da elementi corrotti. Il Papa può avere in casa dei traditori, in una facoltà teologica il buon teologo può stare a fianco dell’eretico, in una diocesi il santo prete può coesistere col pedofilo, in un istituto religioso il frate pio e zelante può trovarsi assieme al vanitoso modernista, in un ottima famiglia può esistere un figlio mascalzone.

In conclusione, occorre disporre di buoni criteri di giudizio e vagliare bene le cose, soprattutto le prove che vengono addotte e i fatti significativi, non fare di tutte le erbe un fascio, ma non essere neanche ingenui e creduloni.  Occorre essere cauti agli inizi, ma anche non tergiversare, quando le cose appaiono chiare.

Occorre accogliere con gratitudine e con la “semplicità delle colombe” da Dio i suoi doni, come pure essere “prudenti come i serpenti” nello scovare le insidie del demonio e l’inganno degli uomini. Come dice S.Paolo: “provate tutto; tenete ciò che è buono”. La stessa preghiera a Maria può giovare moltissimo per riconoscere le sue vere apparizioni.

 


[1] Lo afferma Papa Benedetto XIV nel suo famoso trattato De Servorum Dei Beatificatione a proposito appunto delle rivelazioni private.

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