Sr. Teresa Forcades, benedettina e femminista in giro per il mondo

A leggere certi scritti di Suor Teresa Forcades, benedettina spagnola, c’è da chiedersi cosa aspettano gli eminentissimi prelati della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, Card. Braz de Aviz e Mons. Carballo, ad intervenire per fare un po’ di chiarezza.

Intanto ci ha pensato il Vescovo ausiliare di Lisbona. La Forcades, infatti, è attesa nei prossimi giorni in Portogallo per presentare i suoi libri e Mons. Nuno Bras ha ricordato che la sorella “non ha diritto di affermare che le sue opinioni personali sono parte della fede ricevuta dagli Apostoli (…) E io – aggiunge il Vescovo – come successore degli apostoli ho il dovere di dirlo chiaramente.”

Non è la prima volta che i Vescovi in giro per il mondo intervengono per allertare i fedeli sul contenuto dei libri della Forcades. Lo scorso agosto l’Arcivescvo di Lima, Card. Cipriani, lo ha fatto in modo deciso. Ha impedito che Suor Teresa partecipasse ad un seminario organizzato dalla CONFER peruviana, nientedimeno che la “Conferenza dei Superiori e della Superiore religiose”. Il prelato ha preso carta e penna e ha scritto alla Presidente della Confer per ricordarle che “l’esposizione mediatica” della Forcades “in diverse materie “mostra una grave contraddizione con l’insegnamento della Chiesa su questioni fondamentali come ad esempio nella morale”.

Citando il diritto canonico ai canoni 381, 391, 756 e 678, Cipriani ha fatto valere la sua autorità di Vescovo diocesano non autorizzando la Forcades a partecipare al seminario. Sarebbe auspicabile che questa chiarezza fosse tenuta in tutte le diocesi del mondo, non tutti i Vescovi, infatti, esercitano in modo così preciso il loro ruolo di pastori a guida del gregge. Per restare al caso di suor Teresa sono diverse le diocesi dove ha potuto parlare tranquillamente senza alcun intervento dell’autorità ecclesiastica.

Ma quali sono le posizioni della suora catalana in “grave contraddizione con l’insegnamento della Chiesa?” E’ presto detto: femminista, giustifica l’aborto, è favorevole al matrimonio omosessuale, vorrebbe che tutte le donne potessero usufruire liberamente della pillola del giorno dopo. A proposito dell’aborto ha dichiarato: “Se Dio ha posto nelle mani della madre la vita del feto, noi non siamo nessuno per intervenire.”

Suor Forcades, che è stata anche Vicepresidente dell’Associazione europea delle ricercatrici in teologia, ha dichiarato che la teologia«o è liberazione o non è teologia. O è femminista – nel senso di una identità per uomini e per donne a immagine di Dio non incasellata in nessuno stereotipo – o non è teologia». Da questo punto di vista abbastanza fumoso la suora fa discendere la considerazione che “il matrimonio omosessuale non contraddice in nulla la teologia. Sono cosciente che l’attuale Magistero non la pensa così, ma la teologia, come io la capisco nella sua profondità, non è in contraddizione».

Recentemente è scesa anche in politica, vicina all’estrema sinistra catalana, dicendo che questo suo impegno è coerente con i principi di Papa Francesco rispetto all’impegno verso i poveri. Auspica una netta separazione fra Chiesa e Stato e ha dichiarato che “ci rendiamo conto di quello che ha detto il Card. Martini prima di morire sul fatto che la Chiesa Cattolica ha un ritardo di 200 anni nelle sue strutture”.

Nel 2009 il Card. Rodè, allora prefetto della Congregazione vaticana dei religiosi, intervenne chiedendo alla Forcades di esprimere pubblicamente la sua adesione alla dottrina della Chiesa. La suora rispose con un articolo sulla rivista Foc Nou dicendo che rispettava il Magistero, ma aveva il diritto di esprimere opinioni contrarie ad esso. E poi? Da Roma ci si aspettava qualche intervento deciso e chiarificatore, ma, ad oggi, nulla. Mentre la benedettina continua a portare in giro per il mondo le sue “gravi contraddizioni con l’insegnamento della Chiesa”.

Print Friendly, PDF & Email
Be Sociable, Share!
    News dalla rete
    • Chiesa e scuola: alle radici del problema

      Dottrina Sociale di Stefano Fontana. Alla Dottrina sociale della Chiesa è sempre appartenuta la dottrina della “Regalità sociale di Cristo”. Questa è stata direttamente enunciata in molte encicliche preconciliari. In quelle postconciliari non è più stata affermata con chiarezza, quanto piuttosto presupposta indirettamente, quindi non obliata ma oscurata. In ogni caso non è mai stata formalmente negata. Leggi il seguito…

    • «Sinodo Amazzonia, un pretesto per cambiare la Chiesa»

      di Riccardo Cascioli. Il cardinale Gerhard Müller, già prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, boccia senza appello l'Instrumentum Laboris del Sinodo per l'Amazzonia: «Nasce da una visione ideologica che nulla ha a che fare con il cattolicesimo». «Trattano il nostro Credo come se fosse una nostra opinione europea, ma il Credo è la Rivelazione di Dio in Gesù Cristo, che vive nella Chiesa. Non ci sono altri credo».«Dobbiamo rifiutare in modo assoluto espressioni come “conversione ecologica”. C’è solo la conversione al Signore, e come conseguenza c’è anche il bene della natura». «I sacramenti non sono riti che ci piacciono e il sacerdozio non è una categoria sociologica». «La Rivelazione di Dio in Cristo si fa presente nei sacramenti, e la Chiesa non ha alcuna autorità per cambiare la sostanza dei sacramenti». Leggi il seguito…

    • I cattolici, il suicidio assistito e l’Ordinanza della Corte costituzionale

      di Silvio Brachetta. Assuntina Morresi, su Tempi, critica le posizioni dell’Osservatorio Van Thuân – espresse da Stefano Fontana – circa la necessità di non scendere a compromessi sull’eutanasia. Il compromesso in questione – che un gruppo di parlamentari cattolici ha richiesto alla Conferenza episcopale italiana di sostenere – prevede, tra l’altro, l’attenuazione delle pene regolate dall’articolo 580 del Codice penale, nella speranza di mantenerlo in essere. Se, infatti, l’articolo 580 non sarà abrogato, costituirà almeno un argine all’eutanasia, che potrebbe essere introdotta da future legislazioni in materia Leggi il seguito…

    • Ma oltre i migranti ci sono i restanti

      di Marcello Veneziani. Ero l’altro giorno a Otranto nella piazza dedicata “all’umanità migrante”, dove campeggia un monumento in forma di barca dedicato ai migranti. E mi sono detto: ma all’umanità restante nessuno dedica niente, piazze, monumenti, prediche, premure? Non c’è settimana che Papa Bergoglio non si preoccupi dei migranti che ritiene un’umanità speciale; a loro dà priorità e dedica l’evangelico “Prima gli ultimi”. E non c’è dem, progressista, radicale, cattosinistro, ogni santo giorno, che non consideri bestie, razzisti, subumani e disumani coloro che non ritengono assoluto e illimitato il diritto di migrare e il dovere di essere accolti. Al Papa e ai promigranti vorrei dire: i veri ultimi non sono i migranti. Sono i restanti. Leggi il seguito…

    Eventi

    Ancora nessun post.