Carta della laicità francese, un copia-incolla?

Saranno le solite strane coincidenze, oppure pane per i fanatici della dietrologia, ma sta di fatto che tra la “Carta della laicità” voluta dal governo Hollande e le proposte dell’ex Gran Maestro della massoneria francese, Jean-Michel Quillardet,  non vi sono sostanziali differenze.

Quillardet, docente di laicità presso l’Università di Evry-Val d’Essone, ha scritto un post il 5 settembre 2012 sul suo blog personale proponendo alcune considerazioni che oggi gli studenti di Francia si ritrovano appese sui muri delle loro classi.

L’ex gran maestro proponeva proprio l’istituzione di una carta della laicità da esporre nei locali della scuola, una carta a garanzia che “tutti gli allievi sono uguali”, tutte “le culture, le credenze, le convinzioni filosofiche e religiose devono essere rispettate”. Perché, in fondo, “la laicità è il diritto di credere e di non credere” e quindi “gli studenti “non possono mostrare simboli della loro appartenenza religiosa e non possono rifiutare programmi scolastici in nome della loro cultura o della loro credenza religiosa”. Sembra che il Quillardet possa dirsi soddisfatto perché il ministro Peillon ha imparato così bene la lezione che la Carta della laicità promossa dall’attuale governo francese riprende quasi totalmente i contenuti da lui proposti, anzi, così come indicato dall’ex Gran Maestro, ha anche introdotto l’ora di morale laica.

Non c’è molto da meravigliarsi visto che i contatti tra l’attuale governo Hollande e la massoneria francese sono già stati più volte indicati, ma questo caso fa un po’ sorridere perché più che di semplici contatti qui sembra che il governo sia eterodiretto dai frammassoni. Insomma, va bene tutto, ma copia-incolla si potrebbe anche evitare. Un noto blogger francese – Le Salon Beige – fa una domanda divertente: A quando la separazione tra Stato e massoneria?

Paradossale se si pensa che una delle bandiere della massoneria è la lotta per la separazione fra Chiesa e Stato, tra religione e Stato. Come rileva il blogger francese le cose si stanno ribaltando. Forse molti non sanno che dietro questo “rispetto” per tutte le culture, le filosofie e le religioni, infatti, c’è un vero e proprio dogma: la lotta ad ogni verità assoluta ed immutabile. Quindi ad ogni “dogma” religioso e morale, quindi massimamente alla Chiesa Cattolica e alla sua pretesa di verità e universalità. In altri termini potremmo dire che la massoneria propone anch’essa una religione, quella che tutte le religioni sono uguali e, pertanto, l’unica ammessa in pubblico è una specie di non-religione. Un po’ contorto, ma chiaro come il sole.

Questa conciliazione di opposti e contrari ben si confà al secolo che della religione (e della verità) sembra non volersene fare più niente, e grande plauso trovano le posizioni del Quillardet quando proclama: “L’Uomo (con la maiuscola, NdA) è un cittadino prima di essere un credente”.

Sarà, ma anche quando questo soggettivismo sfrenato, questa personalissima religione fai da te, avesse attecchito nel cuore e nelle menti di bambini e ragazzi qualcuno dovrà pur spiegare come rispondere alle domande classiche. Tipo: “perché la gente muore?”, “Mamma dov’ero quando non c’ero?”, domande che non si possono liquidare facilmente e che nessuna laicità potrà mai veramente soddisfare. A meno che non si voglia far credere che rispondere con “siamo figli del caso”, oppure “dopo morti vivremo nel ricordo dei nostri cari”, siano risposte intelligenti perché laiche. L’unico modo per poterle ritenere soddisfacenti è rinchiudere il cuore nel congelatore e il cervello buttarlo all’ammasso del nuovo dogma tecno-scientifico. Nessuno privi i nostri figli di una grande saggezza, quella che ci ricordava Blaise Pascal: il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce.

E quelle ragioni del cuore non sono bassi sentimenti da quattro soldi, ma profonde richieste di senso che nessuna carta della laicità potrà mai soddisfare. Soprattutto quando appiattisce le differenze e vuol imporre che credere in niente, credere nella reincarnazione o nella risurrezione della carne, siano la stessa identica cosa non solo per il singolo, ma anche per la vita pubblica e sociale di un popolo. (La Voce di Romagna, 11/10/2013)

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