Elogio dell’imperfezione

 

di Giuliano Guzzo

 

Presuntuosi e prepotenti evitino di perdere tempo, perché rimarranno delusi: queste righe non sono per loro, e neppure per i vanitosi. Qui non c’è spazio per Narciso o per Venere, ma solo per coloro che desiderano migliorarsi giacché non solo conoscono i propri limiti, ma partono dalla consapevolezza dell’importanza del limite e della comune distanza dalla perfezione. Una consapevolezza cui si può giungere, fra i tanti modi possibili, misurandosi con un dubbio: è possibile, senza scadere in una cupa apologia del difetto, elogiare l’imperfezione?

L’impressione, pensandoci bene, è che non solo si possa, ma si debba. Perché l’imperfezione può essere di vario genere – fisico, estetico o caratteriale – ma ha, anzitutto, una caratteristica fondamentale: è umana, naturale. Tutti, infatti, nasciamo imperfetti. Ed è un bene: perché è dietro un’imperfezione – sia essa un’anomalia o un’asimettria, una rarità o una peculiarità – che si cela la nostra unicità. E’ cioè la diversità tipica dell’imperfezione e delle imperfezioni a rendere speciale la nostra identità, diversamente esito d’una avvilente clonazione di massa.

Certo, a distinguerci dagli altri vi sono anche le qualità, pure quelle singolari e distribuite in dosi differenti così da rendere sfaccettata ed irripetibile la personalità, prima ancora che la persona, di ciascuno. Ma che cos’è la diseguale assegnazione delle qualità se non il rovescio della medaglia dell’altrettanto diseguale e corrispondente assegnazione dei difetti? Siamo quindi daccapo: è l’imperfetta eguaglianza a decretare l’umana somiglianza, l’apparentemente negativo a costituire il concretamente positivo, l’arricchente diversità a spiegarci il significato originale dell’unità, del bisogno repicroco.

Non vi fosse imperfezione, fossimo quindi ciascuno in grado di provvedere compiutamente alle nostre necessità e di corrispondere ai nostri desideri, a farne le spese sarebbe difatti il senso stesso della vita insieme: perché dovrei mai prendermi cura dell’altro, potendone sempre fare a meno? La perfetta autonomia porterebbe solo a perfetta disumanità. E pure all’illusoria idea di potercela cavare puntualmente da soli. Mentre invece sappiamo che nella vita – dalla nascita alla morte, dallo sviluppo alla vecchiaia – all’imperfezione segue, insopprimibile e costante, il bisogno di accompagnamento.

Ecco che allora sapere di essere imperfetti aiuta a crescere, a tenere a mente che ciò che si deve imparare supera sempre – e di molto – quel si può insegnare; che per quanto uno sia bello davanti a uno specchio, se non sa essere buono davanti agli altri, piaccia o meno, è solo bellezza sprecata. Compresi i pericoli della perfezione e i benefici del suo opposto, l’imperfezione non si trasformi però, nel concreto, in rassegnazione preventiva – mi arrendo subito perché, da imperfetto, non ci riuscirei – e rimanga quel che è: la nostra carta d’identità, quel che di noi è bene accettare per riuscire, presentandoci per quel che siamo, a farci amare.

(fonte: giulianoguzzo.wordpress.com)

Print Friendly
Be Sociable, Share!
    News dalla rete
    • Il partito dei vescovi? Un tentativo velleitario

      bassetti di Stefano Fontana. Se ho capito bene, il Forum civico proposto dal cardinale Gualtiero Bassetti vorrebbe riunire attorno ad un tavolo, inteso naturalmente in senso metaforico, le varie realtà dell’associazionismo cattolico del nostro Paese. Vescovi divisi al loro interno su aspetti fondamentali circa la presenza pubblica dei cattolici convocano ad un “Forum civico” associazioni cattoliche divise tra loro e allo stesso loro interno su aspetti fondamentali circa la presenza pubblica dei cattolici. È evidente la sproporzione tra la proposta e le sue esigenze da un lato e la consapevolezza della posta in gioco dall’altro. Di solito i progetti con queste caratteristiche vengono chiamati velleitari Leggi il seguito… 

    • S’avanza il partito dei vescovi, ma sembra il Pd

      cei-assemblea-permanente di Riccardo Cascioli. Da settimane si fanno sempre più insistenti le voci di un tentativo di unire diverse associazioni cattoliche impegnate nel sociale per costituire una nuova formazione politica. Il cardinale Bassetti parla di partire con un forum di associazioni. Di sicuro c'è il programma: più Europa, più immigrati. Un film già visto e destinato al fallimento. Ma negli esempi proposti da Bassetti - Sturzo, De Gasperi, La Pira - si svelano le contraddizioni dei vescovi. Leggi il seguito… 

    • Macron perde pure in Libia. La Francia accetta il piano dell’Italia

      Conte e Haftar di Lorenzo Vita. Con l’arrivo di Khalifa Haftar a Roma, l’Italia ha messo a segno un colpo importante. Non è certo l’unico né l’ultimo, e non è probabilmente il principale. Ma è un segnale: ora il leader della Cirenaica ha a Roma il suo partner principale in Europa. E viceversa, l’Italia ha in Haftar un interlocutore in Libia, e questo dopo mesi in cui il maresciallo è stato forse uno dei principali antagonisti dei piani di Roma nel Paese nordafricano, come dimostrato non solo dai contatti con la Francia, ma anche con l’opposizione alla presenza dell’ambasciatore Giuseppe Perrone, adesso tornato nelle grazie del generale che anzi ne invoca il rientro in Libia. Leggi il seguito… 

    • Questionario omofobia, il ministro Bussetti blocca tutto

      bussetti PERUGIA – “Stop al test sul sesso”. Lo dice senza mezzi termini il ministro all’Istruzione Marco Bussetti, parlando dalle colonne Corriere dell’Umbria in merito al test sull’omofobia che in questi giorni sta facendo discutere ed è stato distribuito presso molte scuole. “Abbiamo parlato con l’Ufficio scolastico regionale – dice Bussetti – e i questionari sono fermi. Li abbiamo bloccati. Abbiamo chiesto di rivederne la formulazione e di cambiare le modalità di realizzazione del progetto”. Leggi il seguito…