Miracoli – L’irruzione del soprannaturale nella storia

di Fabrizio Cannone

[…] Il libro, accessibile e godibilissimo, è una argomentata risposta alla stolta affermazione del teologo protestante Rudolf Bultmann, ancora in auge presso certa teologia post-conciliare, secondo cui: «Non ci si può servire della luce elettrica e della radio, o far ricorso in caso di malattia ai moderni ritrovati medici e clinici e nello stesso tempo credere nel mondo degli spiriti e dei miracoli propostici dal Nuovo Testamento» (p. 7). Né più né meno! I due giornalisti cattolici rispondono in modo convincente a Bultmann, basandosi su un fatto storico sicuro e conclamato: i migliori scienziati della storia – da Copernico a Galileo, da Mendel a Marconi, da Spallanzani a Mercalli – furono persone credenti e come tali ammisero tranquillamente i «miracoli propostici dal Nuovo Testamento». Si sarebbe potuto argomentare anche a partire dall’alto, ovvero dalla compatibilità epistemologica tra scienze fisiche e scienze teologiche, citando sia il Magistero cattolico, perfettamente unanime sul punto (dalla Pascendi alla Fides et ratio), sia il Maestro della Teologia, san Tommaso d’Aquino, il quale, secoli prima di Bultmann e con ben altra penetrazione del Testo Biblico, ha dimostrato una volta per tutte che è la scienza teologica, avente Dio per oggetto, che contiene le altre scienze, ad essa sottomesse, e non il contrario. E non può esistere assolutamente una conoscenza vera che sia contro il pensiero di Dio e vada contro la sua volontà: la conoscibilità delle cose, reali e anche solo possibili, deriva infatti da quella intelligibilità che Lui ha dato alla realtà creata e dalla ragione con cui ha dotato l’essere umano quando lo ha fatto, ex nihilo, a sua immagine e somiglianza (cf. Summa Contra Gentiles, I pars, cap. L e cap. LIX).

Ma perché i grandi nomi del sapere hanno accettato il mistero di Dio anche attravero la mediazione della conoscenza delle cose? «Perché i grandi scienziati non hanno mai reputato di avere in mano la spiegazione ultima dell’universo, ma solo di aver compreso il “come” di singoli fenomeni. Non hanno mai ritenuto che la realtà visibile fosse tutto ciò che esiste, consapevoli, al contrario, che il tessuto vero della realtà è l’ordine che vi sottostà: dietro le cose, l’universo, il suo funzionamento, vi sono leggi fisiche, matematiche. Esse costituiscono la sostanza più profonda della realtà visibile. Ma rimandano, nello stesso tempo, all’invisibile. Come nell’uomo l’essenziale, il suo pensiero, la sua volontà, il suo senso di giustizia ecc. sono invisibili agli occhi, così nella nostra galassia sono le leggi invisibili che per- mettono ai pianeti di muoversi in un certo modo, alla vita di nascere, alla realtà di essere così com’è. Leggi invisibili che, nel pensiero di tutti i padri della scienza, rimandano a un Legislatore supremo» (p. 10). Questo concetto è da assimilare e da far assimilare ai nostri giovani una volta per tutte. Non ci sono complicati ragionamenti da opporre a coloro che in nome della scienza vorrebbero abolire Dio. Bisogna solo ripetere usque ad mortem e opportune-importune: no, in nome della scienza, Dio non può essere abolito, ma va ammirato e adorato come il migliore Scienziato mai esistito. Semmai in nome della scienza, ma anche della fede e del senso comune, si dovrebbero accompagnare dal medico coloro che hanno partorito lo slogan: “Scienza sì, Dio no”. Stessa cura proporrei per quei fideisti-fondamentalisti, che vanno dai protestanti USA ai carismatici di altre latitudini, i quali in nome della Fede cristiana vorrebbero dichiarare la Scienza o atea in sé, o inutile, o la «prostituta del diavolo» (come Lutero definì follemente la ragione umana dopo il peccato originale). La scienza invece è, dopo la fede che le è superiore per certezza di giudizio e per utilità pratica, una delle cose più belle che esistono, uno dei doni più alti del Creatore alla più nobile delle sue creature. Dandoci l’intelligenza, il libero arbitrio e il cervello, Dio ci ha reso superiori a tutti gli esseri dell’Universo (animali, vegetali, minerali, corpi cele- sti), salvo gli Angeli e le tre Persone divine.

E i miracoli? Se è vero che «il motivo di credere non consiste nel fatto che le verità rivelate appaiono come vere e intelligibili alla luce della nostra ragione naturale» come ben insegna il Catechismo, è anche vero che «i miracoli di Cristo e dei santi […] sono motivi di credibilità i quali mostrano che l’assenso della fede non è “affatto un cieco moto dello spirito”» (n. 156).
I due valenti Studiosi illustrano in tal senso alcuni fatti prodigiosi che confermano la fede del credente e mettono dubbi all’ateo e allo scettico, come la Sindone di Torino (cf. pp. 21-36), l’apparizione mariana di Guadalupe (cf. pp. 37-64), di Lourdes (cf. pp. 65-99) e di Fatima (cf. pp. 101-116).
Lo scienziato Massimo Gandolfini conferma in una sorta di appendice quanto scritto da Agnoli e Tanel, sottolineando che «il miracolo è un evento materiale che accade nella storia» (p. 128). Esso dunque può essere studiato, compreso e dimostrato con le normali categorie storiche e mediche, costituendo altresì un forte invito a credere in colui che ne viene a conoscenza. Un tumore maligno ampiamente diffuso nell’organismo che scompare nel nulla dopo un bagno nelle acque di Lourdes, se suffragato da documentazione medica inoppugnabile, non richiede alcuna fede previa per essere accettato. È anzi vero il contrario: in quel caso, usando rettamente la ragione, la cosa più comune tra uomini privi di pregiudizi, si deve ammettere che l’impossibile (scientificamente parlando) è divenuto possibile. Ma chi può fare l’impossibile, se non chi è naturalmente In- finito e dunque Onnipotente? E chi può sospendere le leggi della fisica e della biologia, se non il loro Autore?

Concludiamo col Chesterton che scrisse: «Chi crede ai miracoli lo fa perché ne ha le prove, chi non ci crede lo fa perché ha delle teorie contrarie ad essi». Dove sta allora di casa la scienza allo stato puro, nel credente e nel teista, o nell’infedele ateista? Lo valuti il lettore!

Fonte: Il Settimanale di Padre Pio

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