Umberto Veronesi e M5S convergono verso uno stesso progetto

Il 15 marzo scorso sul Messaggero appariva un articolo intitolato “La scienza auspica una Chiesa tollerante” a firma di Umberto Veronesi, nel quale si rinnovavano le solite accuse di contrasto tra scienza e fede rivolte verso la Chiesa cattolica, accuse che in pratica si traducono in un invito a rinunciare ad avere una visione antropologica.

Su La Stampa del 20 marzo scorso è stato poi pubblicato un articolo dal titolo Oggi a Roma i “grant” per i ricercatori del futuro. I “grant” sono dei premi assegnati dalla Fondazione Veronesi a giovani ricercatori, nell’edizione 2013 i premiati sono stati 127 che lavorerarnno su 40 progetti. L’articolo sulla Stampa ha la firma prestigiosa di uno dei Nobel per la chimica del 1996, Sir Harold W. Kroto, che in un articolo abbastanza discutibile nel complesso sceglie di concludere con le seguenti parole:

la scienza è diversa dai dogmi della politica e delle religioni, che impediscono di progredire, incanalando i seguaci in concetti da non mettere in discussione.

Se la scienza è, come alcuni sostengono, un dogma a sua volta, il motto sarebbe, «Niente dogmi!». 

 Nella visione di Kroto la scienza appare come lo strumento che consentirà il superamento delle ideologie politiche e delle religioni, proprio la finalità che si pone la Casaleggio Associati nel video“Gaia the future of politics”, come sintetizzato dal fotogramma seguente:

 

 La religione (in particolare il cristianesimo) e le ideologie politiche, rappresentate dal simbolo del comunismo, sono considerate la causa delle guerre, e nel mondo futuro pensato dalla Casaleggio saranno eliminate.

 

 Ma non è tutto, le idee portate avanti dalle due realtà convergono anche su altri punti, come evidenziato dalle risposte date alle domande che il mensile Le Scienze ha posto a diversi soggetti politici prima delle ultime elezioni. Le risposte del M5S arrivarono in ritardo ma per fare un servizio ai cittadini vennero comunque pubblicate (vedi PDF).

 Scorrendo le 10 domande e le relative risposte si può constatare che dove i temi sono sensibili si nota subito che la posizione del M5S è analoga a quella della Fondazione Veronesi, il primo riferimento è nella risposta alla domanda n°7, dove si parlava della legge 40 sulla fecondazione assistita e di eutanasia:

Le scelte morali, l’influenza del Vaticano e la scarsa volontà politica hanno fino ad oggi bloccato anche il semplice confronto su questi temi. Ponendo al centro il benessere dei cittadini, la libertà di  religione, la libertà di espressione ma soprattutto l’articolo 3 della nostra costituzione. Riteniamo che lo Stato ha il dovere morale/sociale/etico di adattare la normativa affinchè si rispetti il diritto dell’individuo che in questa nazione vive e paga le tasse.

Il testamento biologico, inteso come la possibilità (per quei cittadini che lo vogliano) di dettare, in  condizioni di lucidità mentale, delle specifiche azioni riguardo a cure/trattamenti a cui viene  sottoposto, qualora si trovi in condizione di non poter esprimere la sua volontà, è un diritto che  deve essere previsto dall’ordinamento di un paese moderno.

 A parte la discutibile sintassi della risposta, e una strana interpretazione dell’articolo 3 della Costituzione, si vede come nel documento del M5S si appoggi pienamente l’abrogazione della legge 40 e l’approvazione dell’eutanasia, e inoltre come venga fatta ricadere sulla Chiesa Cattolica una parte della colpa della mancata realizzazione di questi punti.

Ma dove la base del movimento si dimostra ancora più intransigente di suoi “esperti” è sulla sperimentazione clinica sulle cavie, l’animalismo radicale della base del M5S si è infatti scatenato inducendo la redazione di Le Scienze a dedicare un eloquente articolo alla vicenda: Dieci domande, cinque stelle, un casino, dal quale riportiamo un passaggio:

Di concerto con gli altri responsabili di Dibattito Scienza, abbiamo pensato che, sebbene fossero pervenute con molto ritardo, fosse più importante mettere a disposizione dei lettori le risposte pervenuteci, seguendo scrupolosamente le indicazioni ricevute dal mittente, che negare agli interessati la lettura delle risposte.
Intorno alle 21 le risposte erano on line, senza che fosse stata alterata una sola parola.

Tempo pochi minuti e si è scatenato il finimondo. Nessuno deve aver letto le risposte alle prime nove domande, ma l’attenzione si è concentrata sulla decima, la domanda relativa alla sperimentazione animale. E la risposta non conteneva, evidentemente, ciò che alcuni si aspettavano.

Così hanno cominciato ad arrivare commenti indignati, dissociazioni e – qua e là – insulti, in un crescendo di violenza verbale che ha finito per attribuire a «Le Scienze» la volontà di screditare il Movimento inventando le risposte.

 

 La base del M5S è dunque, ancora una volta, molto vicina alle posizioni sostenute dalla Fondazione Veronesi, ricordiamo che U. Veronesi ha pubblicamente sostenuto la sua scelta vegetariana per motivazioni non solo salutistiche ma perché “poggia le basi su un’etica individuale che privilegia la non violenza, il rispetto per ogni forma vivente”, come riferito in un articolo su Panorama.

 La politica del M5S nell’ambito della bioetica è dunque di fatto la continuazione di quella radicale che già trovava la sua espressione nell’attività della Fondazione Veronesi, e così come i radicali gli aderenti al M5S mostrano una malcelata avversione alla religione e a quella cattolica in particolare, tema affrontato in questi giorni sulla Bussola Quotidiana “Casaleggio e l’anti-papismo dei grillini“, e testimoniato in diverse occasioni come ad esempio l’elezione del Papa “Camere, M5S in piccionaia. In Senato grillini non applaudono Papa“.

Esaurita la fase della protesta nessuno sa ancora quale sarà la politica che di fatto verrà portata avanti dal M5S, quanto prima sarà necessario capire cosa chiederà in campo bioetico e quale sarà la posizione nei confronti dei cattolici.

Al momento i segnali non sono positivi.

www.enzopennetta.it

 

 

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