Perché la crescita continua

lettera al sito di Andrea Cavalleri, candidato al senato nelle liste di “Io Amo l’Italia”

Vorrei offrire una risposta, concisa quanto possibile, all’articolo di Francesco Mario Agnoli “Le cause della crisi” in cui l’autore, giustamente, si meraviglia che il modello economico presupponga una crescita continua.

La risposta è semplicissima, ma non è altrettanto semplice capirla, ed è “perché il sistema monetario funziona come debito a interesse”.

Se dividiamo la società in base alle funzioni che le sue parti esercitano in rapporto al denaro, possiamo schematicamente affermare che non esistono altri che due attori principali: chi i soldi li crea e chi li prende a prestito.
Contrariamente a ciò che si potrebbe pensare in prima battuta, chi crea ricchezza non crea soldi. Tutte le attività produttive, che generano beni e servizi possono guadagnare soldi, ma guadagnare significa acquisire la proprietà di soldi che già esistono, non crearne di nuovi.
Gli unici enti che possono creare soldi sono le banche, suddivise in Banche Centrali, che producono la base monetaria e Banche commerciali che la moltiplicano.

Le Banche Centrali possono creare denaro dal nulla, ad esempio Draghi ha detto: “Che esistano mille miliardi di euro!” e i mille miliardi furono (il famoso LTRO). Le Banche locali invece si limitano a prestare molti più soldi di quelli che hanno in deposito (fino a Basilea3, la riserva obbligatoria era del 2%, quindi la banca poteva prestare fino a 50 volte tanto i soldi che aveva, da quell’accordo è cambiata la definizione di deposito per cui la banca può contare fra i propri asset anche una quota dei propri passivi, rendendo di fatto illimitata la sua capacità di credito).

Però, c’è un grosso però: le banche creano soldi solo per prestarli a interesse, il che pone un problema. Denominiamo Banca chi crea soldi e Società chi li prende a prestito, se chiamiamo 100 il totale di moneta creata, e se tutta la moneta creata è prestata a interesse, poniamo al 5%, significa che la Società dovrà restituire alla Banca 105. Come farà se il totale della moneta è 100?
La cosa è aritmeticamente impossibile, l’unica soluzione è che la Società prenda in prestito altri soldi per pagare gli interessi, innescando così una “catena di sant’Antonio” destinata prima o poi a fallire (la crisi dei debiti sovrani in atto in questi ultimi anni è il sintomo dell’imminente fallimento).

Il sistema bancario-finanziario dunque, funziona come un immenso meccanismo che aspira i soldi concentrandoli in poche mani parassitarie (perché coloro che creano soldi non producono nemmeno uno spillo di ricchezza) e determinando rarefazione monetaria nella Società, dove i soldi servirebbero per produrre e per vivere. Cosicché la Società debba perennemente indebitarsi.

Il lettore potrebbe chiedersi se questa creazione di denaro sia avvenuta realmente e se non bastasse alla Società, per scambiare i propri beni e servizi, la circolazione del denaro esistente. Tuttavia quarant’anni fa un ghiacciolo costava 50 lire e oggi ne costa 2000: o la massa monetaria totale è aumentata almeno venti volte, o il ghiacciolo sarebbe un lusso per pochi. Basta questa constatazione per capire che la creazione di denaro è avvenuta effettivamente.

Chiarite queste premesse arriviamo al modello basato sulla crescita: la crescita non è altro che il corrispettivo, in termini di economia reale, degli interessi da pagare.
E poiché tutto il denaro è gravato d’interesse, tutta l’economia è costretta a crescere o fallire.
È per colpa dell’interesse che si costruiscono elettrodomestici che si devono rompere dopo 5 anni, e maglioni che si bucano dopo quattro: per vendere di più e consentire alle aziende di “crescere” per pagare i propri interessi. Come questi si potrebbero fare molti esempi, ma ho promesso di essere conciso.

Perciò concludo dicendo che non è l’economia a essere malata (le competenze, le capacità produttive, i bisogni della gente che costituiscono la domanda, ci sono tutti) ma è malata la sua trascrizione monetaria, totalmente irreale e nichilista (con una battuta un autore ha scritto che Bankenstein vuole tutto il mondo più il 5%). Ed è il sistema dell’indebitamento continuo a determinare il modello di crescita continua, come affannosa ma fasulla necessità.

Solo liberando il denaro dal debito e dall’interesse, emettendolo in nome e per conto dei cittadini anziché come proprietà della Banca, si può sostenere un modello economico che risponda ai veri fini dell’economia, cioè di provvedere le persone fisiche di quei beni e servizi che servono loro per condurre una vita dignitosa.

E questo chiede Io Amo l’Italia di Magdi Cristiano Allam con il primo punto del proprio programma, ovvero il riscatto della sovranità monetaria, premessa imprescindibile per ristabilire la centralità della persona nell’ambito economico.

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