Posseduti da Satana? Andata da padre Elia

di Andrea Di Consoli

Sacerdote, teologo, medico, esperto di bioetica, è il primo esorcista direttamente incaricato dalla Diocesi di Roma. In occasione dell’uscita de “Il segreto di Fatima. Salvati da una profezia”, parla del ruolo della comunità ecclesiastica e affronta la questione della possessione diabolica.

Incontriamo padre Giacobbe Elia – sacerdote, teologo, medico, esperto di bioetica, nonché primo esorcista a essere direttamente incaricato dalla Diocesi di Roma – in un locale dell’Università Lateranense di Roma. L’occasione ce la fornisce l’uscita del suo nuovo libro, Il segreto di Fatima. Salvati da una profezia (Sugarco, 288 pagine, 18,00 euro). Con padre Elia, che è di origini calabresi, parliamo del segreto di Fatima, ma soprattutto di demonologia e di esorcismi.

Padre, ma perché un uomo dovrebbe fidarsi di quel che un altro uomo gli dice, ovvero che è stato testimone di un’apparizione mariana?
Gesù ha affidato al collegio degli apostoli tre funzioni essenziali: il compito di insegnare, quello di santificare e quello di governare la Chiesa. Il compito di governare la Chiesa e di santificarla implica l’esercizio del discernimento; ovvero la Chiesa è chiamata a vagliare con prudenza e attenzione quanto lo spirito lungo i secoli suscita nella sua Chiesa. Questo è quello che comunemente è conosciuto come magistero della Chiesa.

Quindi se la Chiesa stabilisce la veridicità di un’apparizione quest’apparizione è da ritenersi assolutamente certa?
Una volta che la Chiesa si pronunciasse favorevolmente, nel senso che riconoscesse veritiera e degna di fede una rivelazione privata, i fedeli possono prestare a quella rivelazione un assenso di fede, ma in piena libertà, in quanto la rivelazione per la Chiesa cattolica è conclusa con i libri canonici. Le rivelazioni private, come quelle di Lourdes e di Fatima, sono in continuità con il deposito ricevuto della Chiesa, e sono un costante richiamo nel tempo all’istanza del Vangelo.

Ma perché ad apparire è quasi sempre la Madonna e non Gesù?
Penso che tutto quanto nasca durante la passione, quando Gesù dice a Giovanni, il discepolo prediletto, «ecco tua madre», riferendosi alla Vergine Maria, a sua madre. In quel momento stesso Gesù sta dicendo a noi che tra gli uomini e la croce, che è il trono legale dal quale giudica il mondo e gli angeli, c’è di mezzo una presenza, una donna veramente donna che è sua madre, e alla quale riconosce la dignità di mediatrice, di corredentrice. Questa sua funzione la pone come anello di congiunzione umano tra noi e la trinità.

Lei è un esorcista, e dunque le domando: chi garantisce che le apparizioni mariane non siano opera del demonio?
Certamente molte apparizioni possono essere opera del diavolo, tanto che il Nuovo Testamento dice più volte che il demonio si può rivelare a noi come angelo di luce. Ed è perciò che il cristiano è chiamato alla prudenza e alla sobrietà, che è una virtù eccellente. Ed è anche per questo che la Chiesa avoca a sé il compito di discernere la veridicità, sottraendola all’immediatezza dell’emotività. Stabilire la falsità e la verità è compito della Chiesa, e finora i suoi pronunciamenti si sono sempre mostrati fondati.

Quindi secondo lei la Chiesa è infallibile?
La Chiesa, nella sua realtà più profonda, è mistero e istituzione. È mistero in quanto la sua persona è una persona divina, è la persona di Cristo, alla quale noi veniamo incorporati mediante il dono del battesimo. Nella sua struttura la Chiesa è invece costituita da noi uomini, i quali non sono esenti dalla fragilità della carne, dove la fragilità non è da intendersi nella sua sola valenza sessuale, e tuttavia a guidare la Chiesa Gesù ha promesso che sarebbe stato il suo spirito santo. In questo senso nella sua realtà più profonda la Chiesa è immune dal diavolo. Certo, è soggetta alle sue tentazioni, ai suoi lacci, ai suoi inganni, ma nella sua realtà più profonda è inespugnabile dal diavolo.

Lei parla del demonio come di una presenza certa, quasi antropomorfa.Nell’800, uno di quelli che è considerato tra i massimi esponenti della cultura protestante, Rudolf Bultman, diceva che nell’epoca degli ospedali e dell’energia elettrica non potevamo più parlare del demonio, perché saremmo risultati ridicoli. Questo è uno dei rari casi di una falsa cultura cristiana che cerca il compiacimento e il consenso del mondo. A parlare dell’inferno è invece Gesù, che continuamente ci richiama a questa lotta vitale alla quale ogni creatura è chiamata, e che riguarda l’uso della sua libertà. Noi possiamo e abbiamo il diritto di costruirci il nostro inferno, in quanto il dono della libertà, se è vero, deve far sì che Dio lo rispetti fino in fondo. Satana è presentato da Gesù non come un’astrazione metafisica del male ma, al contrario, come una delle innumerevoli creature di Dio, anche se la più bella e la più perfetta: una creatura e quindi, come tale, ontologicamente inferiore a Dio.

Mi scusi padre, ma se Dio è onnipotente, perché non distrugge per sempre il demonio?
Dio non lo farà mai. Il fatto che questa creatura si sia pervertita, trascinando un terzo degli angeli nella sua perversione, fa sì che venga esclusa in eterno dalla comunione con Dio, ma non sarà mai distrutta, perché nessuna creatura che Dio ha creato vedrà mai il non-essere.
Mi dica la verità, ma chi glielo fa fare a combattere contro Satana?
Non ci sono molti sacerdoti che si vogliono impegnare in questo ministero, perché è un ministero gravoso e, al contrario di quello che si vede nei film, si esercita in totale solitudine. Spesso nella stessa indifferenza della Chiesa.

Ogni giorno arrivano da lei “indemoniati” da tutta Italia. Lei è medico, e dunque le chiedo in che modo riesce a distinguere una psicosi da una possessione diabolica.
Ovviamente arrivano da me persone che hanno disturbi che possono essere nevrotici o psicotici. Il sacerdote deve essere prudente in questo discernimento, però ci sono dei segni costanti che possono aiutarci ad avere un riconoscimento più oculato. Per esempio la persona che è affetta da un disturbo psicotico quale che sia convive con quel disturbo ventiquattro ore al giorno; al contrario, chi è vessato dal diavolo manifesta alcuni sintomi in maniera piuttosto accessionale, i quali sintomi, dopo avergli procurato seri disturbi e sofferenze, scemano nell’arco di poche ore.

E quali sono i sintomi di una possessione?
I sintomi più comuni sono dei dolori difficilmente diagnosticabili. Il 95% delle persone che vengono da me, vengono mandate o da un medico o da uno psichiatra, perché molti medici si arrendono di fronte a quadri clinici che si dimostrano complessi e, come ultima ratio, dicono questa frase: «Rivolgiti a un mago o a un prete».

I sintomi, dicevamo.
Dolori strani soprattutto all’apparato gastroenterico, alla testa e ai reni: dolori che non sono giustificati da una patologia in atto. Tra i tanti segni c’è poi quello di parlare lingue sconosciute.

Nient’altro?
A chi è indemoniato capita poi di conoscere delle cose segrete. Ricordo che c’era un sacerdote che non credeva al diavolo. Ebbene, una volta, appena iniziato l’esorcismo a una ragazza, costei ha roteato gli occhi e ha detto puntualmente tutti i peccati del prete, che ovviamente è scappato via a gambe levate.

Come lo immagina Satana, contro il quale combatte da mane a sera?
È una creatura orribile che io ho visto piangere di fronte a una statuina di gesso di Gesù, quindi Satana non ha nulla della divinità. Non ha dignità. È menzognero. E quest’ultima nota lo rende spregevole. Non è un avversario che ti guarda negli occhi: è solo uno spietato vigliacco.

Da Il Riformista, 26 ottobre 2011

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