Come già sanno i frequentatori di questo sito, due studiosi italiani di bioetica hanno pubblicato sul Journal of Medical Ethics un articolo che, in soldoni, vuole dimostrare il “sillogisma etico” per cui, visto che l’aborto è largamente accettato e lo status di un neonato non è dissimile da quello di un feto, ne discende che l’uccisione di un neonato è moralmente equivalente ad un aborto.
Non voglio qui ulteriormente soffermarmi su quell’articolo, che è già stato egregiamente commentato da Mario Palmaro, ma su uno scritto successivo, risalente al 2 marzo scorso. Dopo le proteste levatesi in tutto il mondo contro l’articolo, che ai più è parso voler effettuare una vera e propria legittimazione dell’infanticidio (brutto termine a cui i nostri studiosi hanno preferito la locuzione più politicamente corretta aborto post-nascita), i due autori hanno scritto una lettera aperta in cui affermano di essere stati profondamente fraintesi.
A loro dire, l’articolo era un mero esercizio di logica astratta (it was meant to be a pure exercise of logic: if X, then Y), e non avevano mai inteso proporre la legalizzazione dell’aborto post-nascita (we never meant to suggest that after-birth abortion should become legal). Continua a leggere »



Basta bugie
Corrispondenza romana
Il Giudizio Cattolico
La Nuova Bussola Quotidiana
Marcia per la vita
Movimento Europeo per la Difesa della Vita e della Dignità Umana