Bioeticisti italiani chiedono l’infanticidio. Coerenti…

(AGI) – Roma, 28 feb. – Nei paesi dove e’ permesso l’aborto, perche’ non consentire anche l’infanticidio? I neonati, come i feti, non hanno infatti “lo status morale di una reale persona umana”. E’ la posizione shock espressa da due bioeticisti italiani, Alberto Giubilini e Francesca Minerva, autori di un articolo dall’incredibile titolo “Aborto dopo la nascita, perche’ il bambino dovrebbe vivere?” pubblicato sul Journal of Medical Ethics, rivista “gemella” di una delle piu’ prestigiose riviste scientifiche del mondo, il British Medical Journal. I due bioeticisti, che lavorano all’Universita’ di Melbourne in Australia, affrontano il tema seriamente: sia il feto che il neonato, sostengono, sono solo persone potenziali, senza alcun interesse. Pertanto gli interessi delle persone coinvolte con loro sono di primaria importanza fino a qualche tempo indefinito dopo la nascita. Per questo e’ lecito l'”aborto post-nascita”, come viene chiamato dagli studiosi. “Noi affermiamo – scrivono chiaro e tondo i due autori – che l’uccisione di un neonato potrebbe essere eticamente ammissibile in tutte le circostanze in cui lo e’ l’aborto. Tali circostanze includono i casi in cui il neonato ha il potenziale per avere una vita (almeno) accettabile, ma il benessere della famiglia e’ a rischio”. E, ancora piu’ chiaro: “Se i criteri come i costi (sociali, psicologici, economici) per i potenziali genitori sono buone ragioni per avere un aborto anche quando il feto e’ sano, se lo status morale del neonato e’ la stessa di quella del bambino e se non ha alcun valore morale il fatto di essere una persona potenziale, le stesse ragioni che giustificano l’aborto dovrebbero anche giustificare l’uccisione della persona potenziale quando e’ allo stadio di un neonato”.
Quanto tempo dopo la nascita e’ “eticamente lecito” uccidere i bambini? Giubilini e Minerva lasciano questa domanda a neurologi e psicologi, ma secondo loro “ci vogliono almeno un paio di settimane perche’ il bambino diventi auto-cosciente. A quel punto da persona potenziale diventa una persona, e l’infanticidio non e’ piu’ consentito”. Inevitabili le reazioni: sull’Avvenire di oggi e’ apparso il commento del neurologo Gan Luigi Gigli, che riportando alcuni passi dell’intervento scrive: “Sembra il trailer di un film dell’orrore. Invece si tratta del riassunto fedele di un articolo apparso on line pochi giorni fa sul Journal of Medical Ethics, la prestigiosa rivista della stessa editrice del British Medical Journal. Si va ben al di la’ dello stesso ignominioso Protocollo di Groningen, in base al quale dal 2002 in Olanda e’ permesso porre fine attivamente alla vita dei neonati con prognosi infausta”. Nell’articolo si afferma infatti la liceita’ morale anche dell’infanticidio per motivi economici, psicologici o sociali (auspicandone domani la liceita’ giuridica)”. Sconvolge, secondo Gigli, anche il fatto che “i due autori, Alberto Giubilini e Francesca Minerva, siano entrambi italiani”. “Forse e’ il caso che qualcuno, anche tra chi non crede in Dio, incominci a dire basta alle invasioni barbariche, per non trovarci tutti a vivere nel crepuscolo disumano della civilta’ occidentale”.

 

Nella foto: Francesco Minerva. Fa parte di una Consulta di Bioetica presieduta da Maurizio Mori, il consulente e ideologo di Beppino Englaro.

Qui il suo curriculum:

Francesca Minerva è Post-Doctoral Fellow presso il Centre for Applied Philosophy and Public Ethics (CAPPE) all’Università di Melbourne. Oltre che componente del Direttivo nazionale della Consulta di Bioetica, è co-fondatrice della sezione pisana. Si è laureata in Filosofia all’Università di Pisa con una tesi sulla bioetica nella prospettiva della Chiesa Valdese, e ha ottenuto nel 2010 il Dottorato in Bioetica all’Università di Bologna con una tesi sull’obiezione di coscienza in ambito medico. Collabora a Oxford con l’Uehiro Centre for Practical Ethics sotto la supervisione di Julian Savulescu.

Print Friendly
Be Sociable, Share!
    News dalla rete
    • Legge sul biotestamento, è giusto fare resistenza

      mons-negri di Luigi Negri. Di fronte all’approvazione definitiva della legge sul testamento biologico, la prima osservazione, amara, è che la Chiesa italiana ha perso una battaglia che peraltro non ha neanche combattuto. Più in generale non si può evitare un confronto con quanto accadde solo pochi anni fa quando Eluana Englaro è stata uccisa dallo Stato con una operazione infame: allora la realtà popolare cattolica aveva accompagnato questo martirio con una presenza viva e attiva, cercando di impedirlo. Leggi il seguito… 

    • La politica si è arresa

      alfredo-mantovano di Alfredo Mantovano. Non è detto che il totalitarismo si manifesti solo coi carri armati: quando vi è una sostanza di selezione eugenetica, di soppressione del più debole, di frantumazione della famiglia, la circostanza che tutto questo sia espresso da maggioranze o da sentenze non elimina sinistre similitudini con i più oppressivi regimi del XX secolo Leggi il seguito… 

    • Biotestamento. Don Arice, “il Cottolengo farà obiezione di coscienza, non applicherà le DAT”

      don-arice Nelle sue strutture, il Cottolengo non applicherà le Dat. Lo ha comunicato all’AGI il superiore generale don Carmine Arice. “Noi – ha affermato il sacerdote – non possiamo eseguire pratiche che vadano contro il Vangelo, pazienza se la possibilità dell’obiezione di coscienza non è prevista dalla legge: è andato sotto processo Marco Cappato che accompagna le persone a fare il suicidio assisitito, possiamo andarci anche noi che in un possibile conflitto tra la legge e il Vangelo siamo tenuti a scegliere il Vangelo”. Leggi il seguito… 

    • Approvata la legge che apre all’eutanasia. Crepaldi: I ponti senza verità non reggono

      Giampaolo Crepaldi di Osservatorio Internazionale Card. Van Thuân. Giovedì scorso 14 dicembre il Parlamento italiano ha approvato la legge cosiddetta sulle DAT che apre all’eutanasia, persino in forme più accentuate che in altri Paesi. Durante la fase della discussione in Parlamento e nel Paese anche io, come vescovo e come presidente dell’Osservatorio Cardinale Van Thuân, ero intervenuto, insieme ad altri, come per esempio il Centro Studi Rosario Livatino, per mettere in evidenza la gravità del contenuto di questo testo di legge. Purtroppo ha prevalso un’ideologia libertaria e, in definitiva, nichilista, espressa in coscienza da tanti parlamentari. Leggi il seguito… 

    Eventi

    Ancora nessun post.