Te lodiamo AC/DC

Leggo come tanti in questi giorni, la notizia che sabato 11 febbraio nella chiesa di Albiano (Trento), si terrà una Messa accompagnata da una band che suona l’heavy metal. Non ho le conoscenze precise dell’avvenimento, né le competenze per poter stabilire quanto le norme sulla Musica Sacra saranno o no osservate, mi limito solo a trarre uno spunto di riflessione.

A me pare che queste iniziative talora siano ispirate da un luogo comune diffusissimo nel clero cattolico, la necessità assoluta e improrogabile di “attirare i giovani”.
Ma ci sono solo i giovani nella cura d’anime (scusate l’archeologismo) di un Sacerdote? E i bambini? E i vecchi? E quelli di mezza età a cui nessuno sembra dar peso?
Sono prete da 22 anni e per quindici ho fatto il parroco dedito, come potevo, alla salus animarum, ma ho scoperto sul campo, nonostante avessi il cervello imbottito di giovanilismo e di pastorale giovanile, che la vita di tutti giorni è fatta di persone di ogni età. Dal vecchietto che mi raccontava sempre la stessa storia di guerra, al giovane in crisi con la morosa, alla famiglia che mi invitava a pranzo, al decadimento fisico di malati e moribondi che cercavano in me non l’animatore sociale, ma il Sacerdote che in persona Christi, apriva loro le porte della Misericordia di Dio attraverso la grazia del Viatico.
Cose d’antan? Forse. Ma ero felice. E i miei vecchi e malati pure. E felici vedevo anche (ma questo non ditelo in giro) giovanotti e bambini cantare l’antica musica gregoriana, chè forse di metal ne avevano già assorbito fin troppo.
Ma torniamo ai nostri giovani da attirare.
Credo che si debba anche chiedersi DOVE gli vogliamo attirare.
Nella storia di Pinocchio vi è un personaggio che è il più terrificante e spietato di tutti: l’Omino di burro. Anche lui attirava i ragazzi. Li portava al Paese dei Balocchi e da lì, non tornavano più.
Canticchiava una strofetta a mezza voce: “Tutti dormono… ma io non dormo mai…”.
Che l’aria sia stata heavy metal?

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