“SCIENZA E FEDE” Ai giovani di Zevio (Verona)

1.

Vi aspettate che dica che non sono in conflitto, perché la scienza e la fede corrono come su due linee parallele senza mai incontrarsi: diverso il metodo e diverso il contenuto.

In realtà non è così e non sono venuto per dire questo, altrimenti sarei rimasto a casa.

Tutti abbiamo sentito Margherita Hack dire che non esiste Dio per chi osserva il cielo, oppure Umberto Veronesi dire che la Chiesa ostacola il progresso della scienza nella fecondazione in provetta oppure ancora Piergiorgio Odifreddi che dice che i cristiani sono cretini.

S.Hawking scrive che l’Universo può autogenerarsi spontaneamente e che non ha bisogno di Dio (Il Grande Disegno, Mondadori 2011), Monod scrive che “il nostro numero è uscito alla roulette”, Boncinelli dice che la coscienza e il linguaggio sono “incidenti congelati”.

Cioè: quando si parla di causa ultima del Mondo, della vita e dell’Uomo, molti scienziati amano dire che la realtà è autosufficiente e non ha bisogno di Dio.

Sono gli scienziati più presenti nei dibattiti, nelle librerie, nei giornali e nella televisione.

Anche quando si parla di aborto o di eutanasia o di diffusione del virus HIV le posizioni di molti medici differiscono da quelle della Chiesa.

Ci sono tuttavia degli ambiti in cui la scienza o meglio gli scienziati sono concordi con quanto afferma la Chiesa: si tratta per esempio dell’ecologia, della salvaguardia del creato, del nucleare.

 

2.

Allora: esiste o no un conflitto tra i due sistemi di pensiero? (tra le due visioni del mondo?)

La risposta è: no.

Se c’è conflitto nella cultura contemporanea non è per motivi reali ma per il fatto che spesso, nelle questioni cruciali che riguardano l’uomo e il suo destino, gli scienziati non fanno uso della buona scienza, ma della sua deformazione ideologica.

 

3.

Ma vediamo un po’ di Storia, prima di addentrarci nelle questioni moderne.

La Scienza nasce all’interno del cristianesimo (Rodney Stark, Crombie, Francesco Agnoli).

E’ vero che i Greci avevano Pitagora, Euclide, Archimede, Talete, ma non avevano ancora sviluppato il metodo sperimentale di Galilei per capire come stanno le cose.

E’ la fede cristiana in un Logos Creatore del Mondo che fa dire a Galilei “il mondo è fatto con strumenti matematici” e quindi è comprensibile.

Gli fa eco Einstein nel Novecento: “La cosa più stupefacente è che il mondo sia comprensibile”.

Galilei, Copernico, Keplero, Newton, Maxwell, Planck, Rubbia, Zichichi, Cabibbo, Einstein… la lista degli scienziati credenti grazie alle loro scoperte (e non per rivelazione) è veramente lunghissima, anche restando solo nell’ambito della Fisica.

L’abate Gregorio Mendel è il padre della Genetica; fu sicuramente più grande di Darwin, suo contemporaneo, perché applicò la matematica alla biologia e scoprì le leggi dell’ereditarietà.  Ma, si sa, i suoi lavori rimasero sepolti in una biblioteca fino all’anno 1900 quando vengono rinvenuti casualmente.

Il gesuita belga Lemaitre è il primo a ideare l’atomo primordiale (il futuro big bang) in epoca moderna; il francescano Roberto Grossatesta prima di lui, come benissimo ci ha edotto su questo il nostro amico Francesco Agnoli, a più riprese.

S.Francesco con il suo amore per la natura come creato di Dio dà un forte impulso allo studio delle scienze naturali: è riconosciuto da tutti.

Contemporaneamente, in Asia in Africa o in America non c’era nulla di simile; la visione animista e quella induista vedono il mondo come un animale o come qualcosa di magico, certamente non come un Meccanismo che funziona in modo intelligente.

“Nel 1600 più di 100 Università nel mondo. Tutte in Europa (cristiana)” (Leo Moulin, uno dei più grandi medioevalisti del mondo): questo dato storico basta da solo a dire quanto la cultura sia cresciuta insieme alla fede cristiana.

Il cristiano vuole capire sempre meglio la Mente di Dio e per questo studia e ricerca (Benedetto XVI a Verona).

Anche l’anatomia ha un grande impulso con il Cristianesimo.  La Medicina per i Greci o per gli Africani non fa progressi perché questi non considerano il corpo come una macchina che può guastarsi ma può essere aggiustata in modo scientifico.

Quindi, la visione della Chiesa in conflitto con Galilei e perciò con la Scienza è assolutamente errata.  E’ la ricerca della verità che cammina con gli uomini, con luci ed ombre per tutti, per Galilei come per il cardinale Bellarmino. Per questo ci sono state e ci sono discussioni e anatemi continui.

Bisogna pensare che la prova sperimentale del movimento della Terra attorno al Sole si avrà soltanto nel 1700 (l’aberrazione della luce delle stelle) e la prova analoga per la rotazione della Terra sarà il famoso Pendolo di Foucault, del XIX° secolo!  La Chiesa aveva buoni motivi scientifici per rimanere prudente di fronte alle rivoluzioni proposte dal sia pur grandissimo Galileo Galilei!

Per restare nel tema della difficoltà del cammino della scienza, ricordiamo che lo stesso Einstein, inizialmente, non volle accettare l’idea di un inizio per l’Universo e tanto meno che questo fosse in espansione.

 

4.

Veniamo all’oggi.   Alle questioni di cui sopra.

Il conflitto è pretestuoso. Si vuole attaccare la Chiesa sul piano storico e su quello della Scienza, utilizzando però falsa scienza ovvero l’ideologia materialista o atea.

L’operazione dell’ideologia è molto semplice: conferire il carattere di verità e di causalità al racconto descrittivo tipico della scienza.

Il big bang, infatti, non è la causa, come di fatto viene presentato nei testi scolastici, ma solo la prima descrizione dell’inizio dell’Universo (e con grandissime difficoltà quando si scende nei dettagli).

Il film dello sviluppo del feto non è la causa ma solo la descrizione di una vita che si sviluppa per una legge che le è impressa dall’esterno.

Il racconto della teoria evoluzionista non è la causa ma solo un tentativo (goffo e falso, mi si consenta) di ridurre la vita a errori e a selezione naturale.

Il mistero della vita rimane ineffabile, grandioso come una cattedrale, perennemente trascendente qualunque descrizione materiale che non tenga conto della sua informazione e del suo management.

Se la coscienza e il linguaggio sono “incidenti” allora o non sappiamo di cosa parliamo o siamo nella pura ideologia.  Che scienza è quella che parla in questi termini di fenomeni complessi, ordinati e finalizzati?

Che scienza è quella che dice che l’uomo è un “glorioso accidente della storia” e non un progetto, infinitamente più complesso di quello del computer che sto utilizzando?

L’aborto è un omicidio. Punto e basta. E’ la scienza che lo rivela: basta guardare il terribile filmato che lo riprende.  Più chiaro di così!  Qui Fede e Scienza coincidono perfettamente!  Ma non si può dirlo!

La diffusione del virus HIV è bloccata radicalmente solo dalla castità (Prof. Green, responsabile ONU per l’AIDS).  Anche qui la voce della scienza e quella del Magistero coincidono.

 

La buona scienza, quella vera, non può che confermare, sia pure con l’approssimazione che le compete, quello che crediamo perché esplora la realtà, che è l’opera di Dio, che è anche l’oggetto e la fonte della Fede stessa.

 

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