Preti pedofili: novità interessanti

1) Quella dei preti pedofili americani potrebbe essere in gran parte una bufala. In un memoria di dieci pagine prodotta a fine novembre presso la Corte Superiore (tribunale di seconda istanza) della contea di Los Angeles, e ufficialmente depositata a metà dicembre, l’avvocato della difesa Donald H. Steier contesta la veridicità di numerose accuse di molestie sessuali a danni di minori rivolte a sacerdoti cattolici appartenenti soprattutto dell’importante diocesi californiana.

Chi ne da notizia è David F. Pierre jr., direttore del sito di controinformazione cattolica TheMediaReport.com, opinionista sul blog antiprogressista NewsBusters (strumento acuminato del conservatore Media Research Center di Alexandria, Virginia) e autore del fortunato libro, Double Standard: Abuse Scandals and the Attack on the Catholic Church (CreateSpace, Scotts Valley [California] 2010).

La documentazione fornita dall’avvocato Steier si fonda su più di cento indagini condotte attraverso un ex agente dell’FBI, il quale afferma che, a suo parere, «circa la METÀ [maiuscolo di Steier] delle accuse rivolte a rappresentanti del clero è interamente falsa o enormemente esagerata». In parecchi casi, prosegue Steier, «le mie indagini producono informazioni obiettive che non si conciliano con i contenuti delle denunce soggettive.In altre parole, in molti casi i fatti riscontrabili hanno dimostrato che le accuse sono false».

La notizia è clamorosa, soprattutto perché, stando alle dichiarazioni dell’avvocato, la prova dei raggiri è tanto evidente che a tutti dovrebbe risultare chiara la natura fraudolenta di gran parte della vicenda. Ma così non è. Per l’opinionista Pierre, che costantemente si occupa di mettere in luce le calunnie anticattoliche diffuse a mezzo stampa (e di prassi “generose” quando si tratta di questioni di natura sessuale), non è poi di una così grande novità, anche se, suggerisce, basterebbe a volte molto poco per iniziare almeno a sollevare qualche dubbio, se non altro legittimo in questioni tanto delicate.

E cita, Pierre, l’unico, virtuoso, caso del giornalista Vincent Carroll di The Denver Post (e già autore di Christianity on Trial: Arguments Against Anti-Religious Bigotry, Encounter Books, New York 2001), che già il 10 ottobre osservava: «Quando si scrive degli scandali che coinvolgono la Chiesa le accuse fraudolente o comunque altamente dubbie sono più comuni di quanto si dice, anche se la cosa non dovrebbe sorprendere viste le transazioni con cifre astronomiche che le varie diocesi hanno sottoscritto negli anni».

 La pedofilia, insomma, è un crimine orrendo, soprattutto quando coinvolge dei sacerdoti; ma è pure una gallina dalle uova d’oro, che proprio per la scabrosità dell’argomento spalanca ampie zone grigie che vengono subito frequentate da figure più che losche. Le ricerche di Steier presentate al tribunale parlano del resto chiaro.

Ecco alcune delle notazioni fatte ufficialmente presenti dall’avvocato alla Corte superiore della contea di Los Angeles e rese note da Pierre: •«Alcuni sacerdoti accusati che sono miei clienti sono stati sottoposti a test della verità condotti da personale esperto già operante accanto a forze dell’ordine quali la polizia di Los Angeles, il dipartimento dello Sceriffo e l’FBI. In molti casi i test hanno mostrato che le dichiarazioni d’innocenza pronunciate dai miei clienti erano veritiere; in quei casi mi sono dunque offerto di scrivere agli accusatori per chiedere che anch’essi si sottoponessero a prove analoghe. In tutti i casi gli accusatori si sono rifiutati di far verificare le proprie affermazioni da strumenti investigativi come quelli, che sono comunemente impiegati dalle agenzie d’intelligence».

 •«So di diversi casi in cui la parte lesa ha testimoniato di essersi resa conto di aver subito abusi solamente dopo aver saputo che altri – talvolta dei parenti – avevano ricevuto indennizzi economici dall’arcidiocesi o da altre istituzioni cattoliche».

 •«Al termine di numerose indagini, ho notato che i racconti di alcuni accusatori possono variare significativamente nel tempo, a volte alterando gli anni, i luoghi e gli atti denunciati; in ogni caso, le variazioni sembrano aver reso possibili oppure ingigantito le accuse rivolte ai miei clienti, oppure aver aumentato drasticamente i danni denunciati».

•«So che si possono impiantare o creare ricordi falsi attraverso procedimenti psicologici che includono pure l’opera di terapeuti definibili “difensori d’ufficio delle vittime di abusi sessuali” se non addirittura perfetti ciarlatani».

•«La maggior parte dei circa 700 “Certificati di merito” psichiatrici depositati nei processi contro sacerdoti, così come richiesto dal Codice di procedura civile della California al § 340.1 [indispensabili per poter aprire una causa per abusi, sono rilasciati da un professionista dell’igiene mentale], sono stati firmati dal medesimo terapeuta».

Parole forti? Tanto quanto forti sono le accuse ai sacerdoti, non sempre – pare – vere. Ora tutto è nelle mani del tribunale, il cui compito è fare luce. Di oscurità i media ne hanno sparsa già abbastanza. MARCO RESPINTI, labussolaquotidiana.it

 

2) Sono tutte cose che si potevano ben capire prima:

http://www.libertaepersona.org/dblog/articolo.asp?articolo=1789

http://www.libertaepersona.org/dblog/articolo.asp?articolo=1805

 

 

 

3) Detto ciò, si aggiunga, per comprendere comunque la gravità del fenomeno, quanto scritto recentemente dal papa nel suo Luce del mondo sul lassismo entrato nella Chiesa in età conciliare:  

Non è soltanto l’abuso in sé a sconvolgere, ma anche il modo in cui è stato gestito. Quelle azioni sono state sottaciute e nascoste per decenni [si parla della pedofilia nel clero]. È una dichiarazione di fallimento per un’istituzione che sul suo vessillo ha scritto la parola amore.

È interessante, a questo proposito, quello che mi ha detto l’arcivescovo di Dublino. Diceva che il Diritto penale ecclesiastico sino alla fine degli anni Cinquanta ha funzionato; certo, non era completo – in molto lo si potrebbe criticare – ma in ogni caso veniva applicato. A partire dalla metà dagli anni Sessanta semplice­mente non è stato più applicato. Dominava la convinzione che la Chiesa non dovesse essere una Chiesa di diritto, ma una Chiesa dell’amore; che non dovesse punire. Si spense in tal modo la consapevo­lezza che la punizione può essere un atto d’amore.
In quell’epoca anche persone molto capaci hanno subito uno strano oscuramento del pensiero.
Oggi dobbiamo imparare nuovamente che l’amore per il peccatore e l’amore per la vittima starino nel giu­sto equilibrio per il fatto che io punisco il peccatore nella forma possibile ed appropriata. In questo senso nel passato c’è stata un’alterazione della coscienza per cui è subentrato un oscuramento del diritto e della necessità della pena. Ed in fin dei conti anche un restringimento del concetto di amore, che non è sol­tanto gentilezza e cortesia, ma che è amore nella verità. E della verità fa parte anche il fatto che devo punire chi ha peccato contro il vero amore. da messainlatino.it

 

 

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