“Il disgelo” dei Nomadi e “Sì” della poetessa Margherita Guidacci

Alle 17 e 32 di oggi, 20 marzo, si verificherà l’equinozio di primavera. Dopo questo lungo inverno, il clima comincia a farsi più mite, le giornate si allungano e la natura si risveglia: sulle piante sono visibili i primi germogli e gli uccellini ricominciano a cinguettare…

Margherita Guidacci nacque a Firenze nel 1921. Qui studiò e si laureò con Giuseppe De Robertis, insegnò nei licei, quindi Letteratura angloamericana all’Università di Macerata e all’Istituto Maria Assunta di Roma. Collaborò con molti quotidiani e riviste, viaggiò, tradusse, e scrisse saggi su Eliot e altri narratori americani. Morì a Roma nel 1992.

Sì alla terra ed all’acqua ed alle creature che vi dimorano,
sì all’aria da cui viene la vita, sì alla luce ed all’ombra,
sì al ritmo delle stagioni ed al ritmo del sangue,
sì a tutto ciò che si forma e trasforma, sorgendo
dalla polvere e ritornandovi, sì agli altri pianeti e alle stelle
fino alle più lontane, sconosciute Galassie,
immensamente fulgide anche se il loro fulgore a noi non giunge.
Sì col mio amore, breve com’è breve il mio tempo,
e che pure vorrebbe tutto in sé accogliere, di sé circondare!
Le mie braccia allargate sono appena l’inizio del cerchio.
Ma un Amore più vasto lo coprirà.

(da Inno alla gioia , Centro internazionale del libro, 1983)

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