Perché i ‘padroni del vapore’ vogliono a tutti i costi l’eutanasia legale

Nel 2050, gli italiani saranno 40 milioni. Di questi, un terzo sarà costituito da ultrasettantenni, con 8 milioni di ultraottantenni e 2 milioni di ultranovantenni. Non mi soffermo sulle cause del disastro sociale che ci attende: dico solo che si tratta del risultato più prevedibile e ovvio di una diffusione spaventosa, terrificante dell’immoralità sessuale, con la normalizzazione culturale e giuridica dei mortali peccati di fornicazione, contraccezione, aborto, persino sterilizzazione (solo in Germania, ogni anno vi ricorrono 30.000 uomini). Il processo di rapido invecchiamento della popolazione avviene in un contesto segnato, come noto, da una progressiva privatizzazione di essenziali funzioni pubbliche, prima fra le quali la sanità. Orbene, appare evidente a chiunque come la prospettiva di dover sostenere molto presto l’impatto economico di immensi gerontocomi faccia storcere il naso ai ‘padroni del vapore’ della grande finanza. La spiegazione dell’ormai incalzante campagna mediatica e politica per la legalizzazione dell’eutanasia è tutta qui. Com’è logico, l’eutanasia sarà introdotta inizialmente per pochi, circoscritti casi pietosi, e solo in caso di esplicito consenso del malato o della sua famiglia. Ma teniamo ben presente che l’obbiettivo reale del movimento pro-eutanasia – un obbiettivo da raggiungere gradualmente, in modo da anestetizzare l’opinione pubblica – è quello di rendere un giorno obbligatoria, coercibile l’eliminazione genocidaria di anziani e malati ormai ‘inutili’ ed eccessivamente costosi. Ai sostenitori più ingenui ed emotivi dell’eutanasia va posta una domanda: nel 2050, quanti anni avrete?

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