Conversione di un ragazzo italiano in Germania: la “tragedia sessuale tedesca”, e cinque suore nel centro disperato di Amburgo…

Quella che riporto qui sotto è gran parte dell’e-mail, ricevuta pochi giorni fa, con cui un caro amico mi ha narrato la vicenda della sua conversione. ? secondo me un brano molto bello e significativo, e ho pensato con il permesso dell’autore di riportarlo pressoché tale e quale. ****** è un ragazzo italiano ora venticinquenne, nativo di una città del nord. Educato cattolicamente, ha gradualmente perso la fede sotto l’influenza di letture e professori, nonché di ambienti, come quello giovanile e universitario, generalmente dediti a tutt’altro che alla contemplazione dei sempiterni veri. Russell, Voltaire, Saramago, Onfray, Lucrezio, Sartre: questi, insieme ad altri, gli esponenti della Ragione che hanno convinto ****** dell’inanità delle “ragioni della fede”. Egli è divenuto, così, un agnostico e un razionalista, abbandonando ogni pratica religiosa e cogliendo sulla sua strada tutto ciò che il “mondo” aveva da offrirgli. Salvo accorgersi in seguito, sotto l’influsso della Grazia e complice una permanenza di studio ad Amburgo, che ciò che il mondo aveva da offrirgli non era poi questo granché.

Caro Bernardo,

(…)

? vero.. un mio percorso “culturale” mi aveva portato ad avere posizioni diametralmente opposte a quelle proposte da quell’Istituzione che ora con grande emozione torno a riconoscere come la Santa Madre Chiesa.
La mia non é mai stata una fede”passiva”.. e dalle superiori in poi ho cominciato a leggere i miei avversari, come direbbe Jean Guitton, “con una certa complicità”.. Scoprire inoltre realtà sociali poco edificanti legate alla vita di parrocchia e dei movimenti, unito ad un ciclo di seminari tenuti dal prof. Luigi Lombardi Vallauri sulla concezione della Giustizia secondo il paradigma cattolico-romano.. ha dato un po’ il colpo di grazia ad un momento di ricerca affannata ed accanita.

E quando si comincia ad urlare il primo, vigoroso “no”, si è subito circondati da un coro di applausi, di giustificazioni, di argomentazioni stringenti, di evidenze che ammutoliscono.. e pian piano, la tremula face della Verità soffoca sotto il “secchio” della Logica. “Tu non pensavi ch’io loico fossi..” ammoniva il Sommo Poeta dalla bocca d’un satanasso..

Nel frattempo, mi tocca partire per Amburgo. Qualche invisibile traccia di un passato cristiano protestante, nell’assoluta indifferenza della vorticosa frenesia del quotidiano.
“Eppure, tutto funziona bene, anche meglio”.
Quartieri a luci rosse diventati baluardo simbolo della città (St.Pauli – Reeperbahn), ragazzi che escono di casa a 17 anni, alcool a fiumi, omosessuali sposati che passeggiano baciandosi per strada, cultura del divertimento, divertimento e ancora divertimento. Divertimento e libertà.
Oggi si parla di eutanasia, e un ex Assessore-Ministro dela Città-Land di Amburgo ha già collaudato una macchina per la “dolce morte” su una signora anziana, SENZA alcun effetto giuridico, solo un gran chiasso mediatico.
Parlare di etica è “antistorico”. Il sesso è pressoché un’attività sportiva.

? in questa “bella realtà”.. che tutte le mie ragioni son crollate.. son crollate di fronte all’animalità della “logica” umana slegata dal Senso primo dell’Uomo.

Queste “libertà”, non sono certo quel tanto agognato, sbandierato “premio” dell’uomo che vince lo stato di minorità colpevole, che esce dalla caverna buia della mente in cui la religione proietta immagini false e sfocate.
Queste “libertà” sono la base da cui si sviluppano cocenti e disperati problemi sociali, economici, esistenziali e psicologici.
Disagio, apatia, paura, viscerale insoddisfazione e senso di fallimento sono il frutto di questi “premi” che la gente si concede per colpa della tendenza a non vedere il negativo in pulsioni che sono deleterie.
Non si percepisce l’errore come tale.. e da qui nasce la necessità di creare giustificazioni a moti dannosi del proprio egoismo.

Non é il discorso d’un moralista, Dio me ne scampi. ? una costatazione.
Ho letto un libro, non tradotto in italiano: Deutschlands sexuelle Trag?die, ossia cronache della tragedia sessuale in germania, storie vere (e scioccanti) di ragazzi “normali”.
A Berlino, per far fronte a quest’emergenza sociale, 10 anni fa, hanno inventato una cosa RIVOLUZIONARIA, hanno scoperto una cosa pazzesca: il centro giovanile.

Nel quartiere dei divertimenti di Amburgo, tra prostitute, luci e giovani nei discopub, c’é una piccola oasi di 5 suore, Missionarie della Carità. E lì vedi, nel silenzio di quel refettorio, donne che vengono da lontano, chiamate da una Voce reale(!) e forte, in forza della quale dedicano la loro vita e i loro sforzi alla cura delle piaghe di questa società..

E allora ti commuovi. Capisci che c’é qualcosa che non va.

“Dai una chance” a quella voce.
E vedi nella Chiesa, di oggi e di sempre, tanti uomini, tante donne, tante esperienze, di lontananza, di peccato, di santità, di mitezza e di vigore..
Leggi il Card. Martini quando afferma : “c’é in noi un ateo potenziale che ogni giorno grida e sussurra la sua difficoltà a credere”..e rifletti.. il Card. Martini dice “noi”.. non nella gente.. ma “in noi”..e comprendi quanto la difficoltà stessa della Fede sia una cammino di beatitudine (..quelli che crederanno pur non avendo visto..), che non ci sia nulla di scontato, nemmeno per il Papa.. ma che non deve essere una scusa per mollare, ma per andare avanti.. anche se Gesù dorme a poppa mentre si naviga in mare mosso..

Capisci che tutto quel che propone questo mondo, finisce quando questo mondo ti volta le spalle, spegne le luci..
A riaccenderle, ci son quelle 5 piccole suore.. gli esseri più magnifici d’Amburgo.

Ti “arrendi”di fronte al Sepolcro spalancato del mondo e di chi l’ha vinto. E decidi di entrare nel Mistero. E ti accorgi che non sei più solo, che c’é chi risponde alle preghiere, che in fondo, é proprio vero: Dio non lo vede chi non lo vuol vedere.

Ora sto finendo giurisprudenza ad Amburgo, ma la mia passione restano sempre e comunque gli studi filosofici.
E, con buona pace di Odifreddi, non mi sento un cretino, se mi inginocchio nella preghiera del S.Rosario.
Anzi, é proprio in ginocchio che mi sento un essere umano “in piedi” e a testa alta.

(…)

Ti saluto caramente, in Gesù e Maria,

******

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