Gianfranco Amato: Vi parlo di Bibbiano

L’avvocato Gianfranco Amato (Giuristi per la Vita), dopo aver letto gli atti dell’inchiesta e l’ordinanza di custodia cautelare relativa al caso “Bibbiano”, espone ciò che è emerso per far comprendere agli ascoltatori cosa è esattamente accaduto a Bibbiano.

Il bambino nella filiera procreatica

di Benedetto Rocchi

Con questo articolo vorrei porre un esercizio di ragione su alcune conseguenze generate dall’introduzione delle logiche di mercato nella sfera della riproduzione umana.

Più precisamente mi occuperò di quella filiera riproduttiva che è nata dall’applicazione di tecnologie biologiche e mediche alla riproduzione, con l’obiettivo di ottenere la nascita di bambini al di fuori del processo biologico naturale (costituito dall’atto sessuale seguito da gravidanza e parto).

L’approccio all’argomento sarà quello dell’economista. Come prospettiva di riflessione potrà forse sembrare un po’ insolita ma non dovrebbe stupire troppo, dal momento che la filiera procreatica si è ormai strutturata a livello globale come una vera e propria industria, con tecnologie e asset specifici, processi di scomposizione e ricomposizione del processo produttivo, specializzazione delle imprese, investimenti in R&S e acquisizione di brevetti, oltre a uno sviluppo significativo di forme contrattuali tipiche. Anche se, con ogni evidenza, l’attività di questo settore pone domande che vanno molto oltre quanto la scienza economica può dire, rimane il fatto che quest’ultima può e deve contribuire alla riflessione collettiva su una realtà che solo qualche decennio fa costituiva oggetto tutt’al più di fantascienza, mentre oggi fa parte della vita reale di un numero crescente di persone. Continua a leggere

Edith Stein: vita e pensiero

Edith Stein: morirà ad Auschwitz nel 1942

Edith Stein: la sua vicenda storica, il percorso del suo pensiero e la sua evoluzione spirituale, la fanno essere un crocevia straordinario per cogliere i fattori cruciali dell’epoca contemporanea e i loro nessi profondi.

Nata nel 1891 in una famiglia ebrea di Breslavia, ultima di otto figli, a due anni rimane orfana di padre. Dopo gli studi liceali, durante i quali diventa atea, frequenta l’università a Breslavia e poi a Gottinga, dove diventa allieva e discepola di Edmund Husserl, fino al Dottorato in Filosofia conseguito nel 1916. Per due anni diventa poi assistente di Husserl stesso all’Università di Friburgo. Nel 1921, leggendo la Vita di Santa Teresa D’Avila si converte al Cattolicesimo. In seguito insegna in un Istituto Magistrale e prosegue i suoi studi filosofici, pubblicando numerosi saggi e tenendo numerose conferenze.

Nel 1932 torna ad insegnare all’Università, ma l’anno successivo, con l’avvento al potere di Hitler, è costretta come Einstein a lasciare la cattedra a causa delle sue origini ebraiche. In quello stesso anno entra come religiosa nel Carmelo di Colonia col nome di Suor Teresa Benedetta della Croce. Nel frattempo, su richiesta dei superiori, porta avanti le sue opere filosofiche. Come Einstein ha subito chiaro che la persecuzione del popolo ebraico e dei cristiani procede congiuntamente. Scrive al papa, nel 1933: “La lotta contro il cattolicesimo si svolge in sordina e con sistemi meno brutali che contro il giudaismo, ma non meno sistematicamente. Non passerà molto tempo in Germania che nessun cattolico possa più avere un impiego, a meno che non si sottometta senza condizioni al nuovo corso” (cit. in Giuliana Kantzà, Tre donne, una domanda. Hannah Harendt, Simone Weil, Edith Stein, Ares, Milano, 2012, p. 229).

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Cattolici e politica: quali valori difendere?

Il 16 gennaio 2020, il Centro Culturale Pier Giorgio Frassati di Correggio (Reggio Emilia), ha organizzato un incontro pubblico in vista delle elezioni regionali in Emilia Romagna previste per il 26 gennaio successivo, tenutosi presso l’Albergo Ai Medaglioni con notevole partecipazione di pubblico. Dopo un saluto della Presidente del Centro Frassati, prof.ssa Fernanda Foroni, e una efficace introduzione ai lavori del prof. Filippo Chizzoni, vicepresidente del Frassati, c’è stata la relazione di Stefano Fontana, direttore dell’Osservatorio Card. Van Thuân, dal titolo “Cattolici e politica: quali valori difendere?”, seguita da una notevole discussione con i presenti.

Pubblichiamo il testo completo della relazione di Stefano Fontana. 

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Cattolici e politica: quali valori difendere?

Questo incontro avviene in prossimità delle elezioni regionali in Emilia Romagna. Ogni uomo cerca una coerenza nella propria vita. Anche per i cattolici è così. Il voto alle elezioni può apparire in fondo poca cosa, si tratta solo di una crocetta su un simbolo. Però in quell’atto sintetico, la persona, e quindi anche il cattolico, condensa la sua esperienza e la sua visione della politica. Egli sa che quella crocetta rimane inadeguata rispetto alle esigenze della politica, la quale nella cabina non ci sta tutta, ma sa anche che con quell’atto egli impegna a fondo se stesso – si impegna moralmente e religiosamente – ed è consapevole che sulla base di quanto quell’atto esprime egli si comporterà poi in seguito, appunto per un motivo di coerenza. Ogni crocetta è la sintesi di un percorso, ma è anche un impegno per il futuro. Continua a leggere

La coscienza dei romanzieri

Uccidere o non uccidere una vecchia usuraia, per affermare la propria indifferenza al bene e al male? Questa è la domanda che si pone un giovane studente, Rodion Raskolnikov, protagonista del romanzo Delitto e castigo del romanziere russoFëdor Michajlovič Dostoevskij (1821-1881).L’ipotesi di partenza di Raskolnikov è che la coscienza sia un’ illusione: “mi hanno insegnato così; mi hanno detto che uccidere è sbagliato; questa è la cultura e la religione in cui sono cresciuto. Ma io posso fare ciò che voglio, perché io sono Dio, io sono il metro di giudizio, la misura di tutte le cose. Libero dalla coscienza, potrò fare ciò che voglio, essere Dio di me stesso”.

Ma dopo l’omicidio, Raskolnikov entra in crisi e piano piano si accorge che per quanto si possa violentare o tacitare la coscienza, essa torna sempre a farsi sentire, come il grillo parlante di Pinocchio.

Non tanto diverso il senso di altri tre celebri romanzi dell’Ottocento: I Promessi sposi di Alessandro Manzoni (1785-1873), Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde (1854-1900) e L’innocente di Gabriele d’Annunzio (1863-1938).

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IL LIBRO DI BENEDETTO XVI E SARAH. ECCO I RETROSCENA DEL GIALLO.

di Marco Tosatti

A quanto sembra nessuno nel monastero Mater Ecclesiae aveva visto la copertina del libro; e questo è stato uno dei problemi principali.

Il punto centrale però per fare chiarezza sui contenuti e sulla polemica che la Bergoglio Press Team ha lanciato all’inizio (sostenendo che in pratica Benedetto sarebbe stato circuito, avrebbe solo messo la firma e insinuazioni miserevoli diverse). E la realtà è che Benedetto XVI ha corretto tutte le bozze del libro, ovviamente per la sua parte, ma leggendo anche quanto scritto dal cardinale Robert Sarah.

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Gli effetti devastanti della pornografia

“Sempre più ragazzi e uomini giovani e sani diventano incapaci di portare a termine (o anche solo iniziare) un rapporto sessuale con un partner reale che non sia preceduto (o totalmente sostituito) dall’utilizzo di immagini “forti”, che sono ormai molto diffuse e potenzialmente alla portata di chiunque abbia un computer connesso alla rete. Il risultato è un quadro composto da incapacità di eccitarsi con un partner in carne e ossa, eiaculazione ritardata, difficoltà o impossibilità a raggiungere l’erezione utilizzando una stimolazione diversa dalla visione di materiale pornografico”

vedi: https://www.pianetadonna.it/coppia/sessualita/pornografia-uccide-il-desiderio-maschile.html

Conferenza “Cattolici in politica: quali valori difendere?”

In vista del prossimo appuntamento elettorale in Emilia Romagna, il Centro Culturale “Frassati” ha promosso per giovedì 16 gennaio la conferenza “Cattolici in politica: quali valori difendere?”.

Relatore dell’evento sarà il professore Stefano Fontana, direttore dell’Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuân sulla Dottrina Sociale della Chiesa.

Dall’aborto alla Sentenza Cappato: un unico percorso culturale

di Stefano Martinolli

Il caso Cappato è l’epilogo di un lungo ed astuto lavoro culturale, iniziato con l’interruzione della vita che nasce e concluso con l’interruzione della vita che volge al declino, in cui l’individuo è spinto a decidere per sé, avulso da qualsiasi relazione esterna, in maniera assoluta e quasi «dogmatica», sulla propria esistenza. Si tratta di una visione «personalistica», ma priva della persona, svuotata della sua essenza metafisica e di valori che non sono da lei controllabili e misurabili, ridotta ad un guscio vuoto, facile da riempire con nuove idee o comportamenti che altri possono imporre a scopo utilitaristico, una monade nel suo perfetto mondo asettico.

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Il 18 febbraio 1975 la Corte Costituzionale ha pronunciato una sentenza (n. 27/1975) con la quale è stato legalizzato l’aborto in Italia. La Corte ha affermato allora che il concepito partecipa dei diritti fondamentali della nostra Costituzione, ma che la donna gode di una specie di «diritto di precedenza», una sorta di superiorità giuridica sul figlio, per il fatto che solo lei sarebbe da considerarsi «persona». Continua a leggere

LE “SARDINE” COME EPIGONE DELLA “MAGGIORANZA SILENZIOSA”

  L’ultimissima tranche dell’anno 2019  è stata caratterizzata dalla forte affermazione del cosiddetto   Movimento delle Sardine, che politici, sociologici e mass-media hanno presentato come una grande novità. Si tratta in realtà di una riproduzione, adeguata in qualche particolare ai mutamenti avvenuti negli oltre quarant’anni da allora trascorsi, del movimento della Maggioranza silenziosa, che tenne le sue prime manifestazioni  il 7 e l’11 marzo 1971 a Torino (con modesto successo) e a Milano (con migliaia di partecipanti).

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News dalla rete

  • Voto Emilia Romagna, il centrodestra in coro: “Uniti si vince”

    I partiti della coalizione di centrodestra hanno festeggiato questa sera la chiusura della campagna elettorale in piazza del Popolo a Ravenna, gremita da migliaia di persone. La candidata Lucia Borgonzoni ha chiuso gli interventi dal palco sottolineando che “vinceremo perchè siamo la piazza che propone, non quella contro. Non siamo quelli degli insulti. Per me stravinciamo, ma non dobbiamo mollare fino alla fine. E dopo che ci siamo liberati, con questa squadra andiamo a prendere il Paese”. Leggi il seguito…

  • Le elezioni in Emilia fanno paura ai giallorossi: ecco tutti gli scenari

    di Giuseppe Pica. Mancano ormai soltanto poche ore all’appuntamento che in molti considerano cruciale per la sopravvivenza del governo “giallo-rosso”: le elezioni in Emilia-Romagna, infatti potrebbero rappresentare un vero e proprio spartiacque all’interno di questa legislatura. Sono in molti a credere che l’attuale maggioranza non riuscirebbe ad uscire indenne dall’ennesima sconfitta rimediata in un’elezione regionale, soprattutto dopo il disastro verificatosi pochi mesi fa in Umbria ed è inutile negare come il peso specifico del voto emiliano-romagnolo sia infinitamente più alto sia per il grande numero di elettori che coinvolge (circa tre milioni e mezzo), sia perché da sempre questo territorio ha rappresentato un inespugnabile fortino della sinistra. Leggi il seguito…

  • Ascesa e caduta di Luigi Di Maio: una fine annunciata

    di Giuseppe Pica. Alla fine, è successo: Luigi Di Maio non sarà più il capo politico del Movimento Cinque Stelle. Termina così un’avventura da leader di partito che per l’attuale Ministro degli Esteri era iniziata nel settembre del 2017, quando fu incensato da un voto plebiscitario tenutosi sulla piattaforma Rousseau: erano tempi certamente felici per i grillini, i quali già degustavano la possibilità di ottenere un grande risultato alle elezioni politiche che si sarebbero tenute sei mesi dopo. Questo però, una volta materializzatosi, ha paradossalmente rappresentato l’inizio del declino del giovane esponente politico di origini napoletane. Leggi il seguito…

  • Sardine nostalgiche. Ma non solo di “Bella Ciao”

    di Cominius. Qui Bologna: cronache dell’entusiasmo.Un ragazzo regge uno dei tanti cartelli a forma di pesce sul quale si legge che le sardine non sono mute, hanno tante cose da dire. Forse devono decidere ancora quali cose dire, quali scelte fare, è passato così poco tempo dalla loro nascita. Non sono fatte comunque per gli slogan, per le frasi a effetto. Mattia definisce questo concerto «una svolta epocale per la politica». L’inviato del Corriere non riesce a contenersi, e il rapimento è così estatico da non avvertire neppure l’effetto ossimoro: niente frasi a effetto, per carità, ma subito una bella dichiarazione all’insegna del più umile understatement, ossia il concerto come svolta epocale. Nientepopodimeno. Leggi il seguito…